Sudan e Cina avvertono che si uniranno in guerra a fianco dell’Iran se Stati Uniti e Israele lanceranno un’operazione di terra. Israele sta massacrando il Libano, ha ordinato lo sfollamento di oltre 700.000 persone, di cui 200.000 bambini.
Fronte Libano
L’esercito Israeliano sta continuando a lanciare attacchi alla periferia di Beirut, dopo aver imposto lo sfollamento forzato ai residenti dell’area, l’ondata di bombardamenti è iniziata i primi giorni di marzo e ancora oggi continuano. Il numero delle vittime è quasi raddoppiato in 24 ore, passando dai 123 decessi registrati ai 217 confermati. Ad ora i libanesi uccisi sono 1200.
Fronte Burkina Faso
Nel Burkina Faso la guerra non è più soltanto uno scontro tra esercito statale e gruppi jihadisti. È diventata una battaglia per il controllo delle comunità, dei villaggi e della vita quotidiana. I nuovi attacchi attribuiti al gruppo Jama’at Nusrat al-Islam wa al-Muslimeen, legato ad Al Qaeda, confermano una strategia che punta a colpire non solo lo Stato ma il tessuto sociale che ne sostiene la presenza.
Esecuzioni di civili, rapimenti di donne e distruzione di negozi e infrastrutture di telecomunicazione indicano una tattica precisa: isolare le popolazioni, punire i villaggi sospettati di collaborare con le milizie filogovernative e diffondere una paura permanente.
Il problema del Burkina Faso non è soltanto umanitario o giudiziario ma riguarda il progressivo indebolimento della sovranità statale in vaste aree del Paese.
Il Burkina Faso e tutti i paesi del West Africa, sono impegnati nell’essere un punto cruciale per la criminalità legata al traffico di droga e armi per la mafia albanese e siciliana. Il punto decisivo è che la Jnim (abbreviazione di Nusrat al-Islam wa al-Muslimeen) non sta soltanto colpendo civili ma sta mettendo alla prova la capacità di resistenza dello Stato burkinabé fra guerra civile, guerra con altri paesi e spaccio di vario genere.
Fronte Corea del Nord
Il leader della Corea del Nord parla chiaro è pronto a fornire missili. “Ne basta uno per cancellare Israele”. Inoltre, a rendere complicata la situazione più di quanto non lo sia, iI Giappone ha dichiarato di aver riattivato un reattore della centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, l’impianto con la maggiore capacità nucleare installata al mondo.
La notizia segna un passaggio importante nella politica energetica del Paese, che dopo oltre decenni di cautela sta tornando gradualmente all’energia nucleare. Nel corso degli anni, l’impianto giapponese ha dovuto rafforzare le difese contro tsunami e blackout, aggiornare i sistemi di raffreddamento d’emergenza e implementare nuove misure di protezione. Il percorso verso la riattivazione è stato ulteriormente rallentato anche da criticità nei sistemi di sicurezza emerse nel 2021 che portarono l’autorità di regolazione.
Il percorso verso la riattivazione è stato ulteriormente rallentato anche da criticità nei sistemi di sicurezza emerse nel 2021, che portarono l’autorità di regolazione nucleare giapponese (NRA) a bloccare temporaneamente le operazioni.