Comunque vada…vinca il peggiore!!!

Ho la netta impressione che vincano su tutto gli interessi elettorali, i calcoli partitici invece degli ideali e del bene comune. In fondo perché i partiti hanno voluto queste elezioni anticipate se non per il proprio particulare? Tutto mi sembra strumentalizzabile o comunque strumento di propaganda.  Il centrodestra promette mari e monti, il ponte sullo stretto e dentiera gratis per tutti, pensioni minime a mille euro, etc etc. Il centrodestra vincerà,  probabilmente stravincerà con un populismo e una demagogia mai raggiunti prima, forse ineguagliabili. I cosiddetti vip, anche di centrosinistra, lodano Giorgia, si raccomandano a lei. È il solito girellismo all’italiana, i nostri connazionali calcolano dove tira il vento e poi salgono sul carro dei vincitori. Il guaio è che questo arruffianamento, questo opportunismo di bassa lega hanno anche il coraggio di chiamarlo intelligenza sociale o emotiva. Non che il centrosinistra sia da meno: qui in Toscana governa da decenni e ci sono rapporti di natura clientelare consolidati. Secondo recenti sondaggi calano PD e Lega, salgono un poco i grillini,  mentre Fratelli d’Italia è il primo partito. Secondo un sondaggio della Swg il 39% degli italiani non si dichiara. La partita non è ancora persa o vinta. Non solo chi voterebbe un partito ora potrebbe cambiare idea, ma ci sono gli indecisi, l’elettorato moderato che potrebbe cambiare, gli astenuti che potrebbero decidere di votare. C’è chi sostiene che 60 collegi sono ancora contendibili.  Nel frattempo è tutto uno scaricabarile su chi ha voluto questo sistema elettorale,  chiamato il Rosatellum. Secondo alcuni se vince il centrodestra ritornerà il fascismo o comunque sarà in pericolo la democrazia.  Il problema a mio avviso è che agitare questo spauracchio distoglie dal problema principale, dal pericolo maggiore: il fallimento dello Stato italiano. Se tentassero di fare delle leggi liberticide farebbero una pessima figura agli occhi del mondo, la luna di miele con gli italiani durerebbe pochissimo. Poi c’è la libertà di stampa. C’è la libertà del web. Cosa possono fare? Non possono mica sopprimere queste libertà, a meno di non instaurare una dittatura.  Dicevo del rischio del fallimento o comunque di una grave crisi economica. Cosa sarebbe meglio? La patrimoniale del centrosinistra oppure un governo rischiatutto del centrodestra, antieuropeista o quasi e amico di Orban? Carlo De Benedetti ha dichiarato che probabilmente dopo il voto Berlusconi non farà “il paggetto della Meloni”. Altri dicono che dopo il voto grillini, centrosinistra e terzo polo si riuniranno. Troppo tardi! Potrebbe essere troppo tardi quando la frittata è stata già fatta. Se il centrodestra vincerà nettamente potrebbe modificare la Costituzione. Cambiare la Costituzione non deve essere un tabù. I padri costituenti erano illuminati. Ma non avevano la sfera di cristallo. Però dipende chi la cambia la Costituzione. Per peggiorare la democrazia italiana la Costituzione non deve essere stravolta, ma solo aggiornata nei punti in cui è più datata o più ambigua. Ma perché avremo prossimamente Salvini,  Meloni, Berlusconi? Il centrosinistra faccia pubblica ammenda. Essere normalisti come Letta e utilizzare il Mulino come laboratorio di idee può essere ottimo, eccellente,  utile, ma perché non farsi aiutare molto di più da Social Changes? Questa agenzia di comunicazione poteva migliorare nettamente l’efficacia della campagna elettorale. Il PD ha sbagliato a mio avviso stile comunicativo. Ha le idee, ha gli uomini politici, ma il cosiddetto aplomb e il distacco tipico degli intellettuali non aiutano. Ci volevano più  coinvolgimento,  più emotività, più partecipazione. Letta va benissimo per dare lezioni universitarie, ma doveva parlare in modo più diretto e poi agli avversari doveva mostrare i  cosiddetti occhi della tigre, cosa che non ha mai fatto. Letta è molto capace, molto onesto, ma doveva scendere nell’agone,  nell’arena. Letta mi ricorda certe nuore che si frenano la lingua di fronte alle suocere. Letta mi ricorda quando qualcuno sopporta le battute maligne di parenti lontani per quieto vivere e non risponde a tono. Ma qui è in ballo il futuro dell’Italia e degli italiani. Letta e i suoi dovrebbero rispondere a tono. Non è affatto facile, ma il PD finora non ha mostrato reattività. Dovevano sporcarsi le mani, a costo di apparire beceri e far storcere il naso allo zoccolo duro dei loro elettori.  Magari per frenare l’avanzata delle destre dovevano spararne grossa qualcuna anche loro. Invece hanno agito troppo di fioretto quando gli altri usavano il mitra, metaforicamente parlando, sia ben inteso. Per non parlare della gaffe con i livornesi. Recentemente Letta ha detto “Livorno merda” e questo simpatico sfottò era meglio se lo evitava, visto che nell’ultimo censimento i livornesi erano circa 158000 e Letta non può permettersi di buttare via i voti. A conti fatti infine il centrosinistra vorrebbe distribuire la ricchezza senza riuscire a distribuirla e  senza porsi il problema di produrla, il centrodestra vorrebbe produrre ricchezza senza riuscire a produrla e senza distribuirla un minimo. Il risultato è che siamo sull’orlo del baratro e tanti politici non hanno consapevolezza o se ne infischiano della grave crisi in cui versano interi settori del commercio e dell’industria (si pensi solo al vetro o alla ceramica, tanto per fare due esempi lampanti). Ma  lo scenario politico nazionale forse conta ben poco. Forse tutto è già stato deciso da poteri forti internazionali.  Noi continuamo a discutere. Si tratta a ogni modo solo e soltanto di opinioni e di ipotesi. 

Nato nel 1972 a Pontedera. Laureato in psicologia. Collaboratore di testate giornalistiche online, blog culturali, riviste letterarie. Si muove tra il pensiero libertario di B.Russell, di Chomsky, le idee liberali di Popper ed è per un'etica laica. Soprattutto un libero pensatore indipendente e naturalmente apartitico. All'atto pratico disoccupato.

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