Due parole soltanto su sadomasochismo, potere, Foucault e Dubai porta potty

Ci sono persone  non  pornografiche  e neanche romantiche, che sono costrette a sopportare abusi sessuali e sadomasochismo.  Ci sono persone recluse psicologicamente,  non patite del sesso né del sadomaso. Non vorrebbero  una relazione così, però ce l’hanno. È l’amore tossico. Sono dipendenti psicologicamente dalla persona e dalla relazione. Sono libere? Legalmente lo sono. Non hanno  bisogno inconscio di essere punite, ma vengono punite e i loro corpi umiliati, mortificati. Non provano piacere nel dolore fisico e neanche si compiacciono della  sofferenza. Eppure soffrono costantemente.  Il  sadomasochismo non sempre è fisico (se così fosse il dolore sarebbe anche l’anticamera del piacere e ci sarebbe almeno un rilascio di endorfine da parte della persona  sottomessa). Gli amanti  talvolta sono sadici solo dal punto di vista psicologico.  Il sadomaso è un gioco tra due o  più persone consenzienti,  ma qui l’ho menzionato perché è una forma di potere sessuale. Non voglio dilungarmi sul sadomasochismo come metafora della vita né del rapporto tra Eros e Thanatos nel sadomaso,  etc etc. Ora spostiamo l’attenzione su un altro aspetto: quello delle tipologie di potere in senso lato. 

Foucault per potere intendeva  non solo quello esercitato dall’alto, ma considerava ogni relazione sociale che secondo lui era rapporto di potere. Non solo ma il potere controlla il corpo delle persone. È quindi biopotere. Il luogo per antonomasia che secondo Foucalut soggioga i corpi è il carcere.  Bisogna perciò anche considerare questo aspetto: non più una autorità che si impone dall’alto nei confronti del popolo, ma una serie illimitata di micropoteri e di conseguenti resistenze, più o meno efficaci. Il mondo sociale è quindi un intreccio inenarrabile di micropoteri. C’è chi domina nel lavoro, chi in famiglia, chi nel sesso, eccetera eccetera. L’equilibrio instabile di una relazione si basa quasi sempre sullo squilibrio di potere tra  due persone.  Da un lato  il macropotere dello stato o quello dei mass media (quella che Chomsky chiama “la fabbrica del consenso”), poi c’è il micropotere quotidiano e tangibile, quello dei datori di lavoro, etc etc.  

Volevo scrivere due parole sul rapporto tra sesso e potere. L’espressione volgare fuck deriva da “fornication under consent of king” (fornicazione sotto il consenso del re).  Secoli fa era il re che dava alle coppie quando si sposavano il permesso di fare all’amore per procreare. È il potere che stabilisce regole di comportamento, canoni estetici, criteri, mette dei paletti oppure sdogana pratiche sessuali. Non sappiamo ancora con esattezza quanto c’è di soggettivo, di  fisiologico e quanto c’è di moralmente, socialmente imposto in ciò che ci provoca disgusto. Ora non c’è più il re, ma il potere è di chi governa mass media, di chi è ricchissimo, di chi può diffondere mode e modelli di comportamento.  Il potere si autolimita e si autocorregge, almeno formalmente, a livello pubblico. Ma a livello privato molti potenti si spingono sempre oltre, abusano spesso del loro potere. Prendete il caso di Dubai porta potty,  in cui giovani e bellissime influencer di tutto il mondo accettano la coprofagia, il sesso con animali, acconsentono a mangiare salmoni vivi per avere 50000-100000 dollari dagli sceicchi e per poter mostrare nelle loro storie sui social gioielli costosissimi, hotel di lusso, barche da favola, etc etc. Questo dimostra da un lato cosa si fa per i soldi, per apparire, per avere degli status symbol e dall’altro il paradosso dello show business: uomini ricchissimi per schiribizzo, per vizio, per evadere dalla noia, per sperimentare usano, umiliano,  mortificano totalmente i corpi di modelle e showgirl che sono “importanti” in quella parte del mondo che dovrebbe essere la  più potente. Quindi coloro che influenzano la società più influente sono schiave nel corpo e nella mente e disposte a tutto senza alcuna dignità. Molti adolescenti e molti uomini sono schiavi di schiave. Noi desideriamo e consideriamo inarrivabili donne famose e bellissime a cui a Dubai gli sceicchi defecano in bocca: in tutto ciò qualcuno potrebbe scorgere il declino inarrestabile dell’Occidente. Ma non sono forse la libertà sessuale e la libertà individuale forse i valori fondanti dell’Occidente? E allora poche storie! Queste influencer non sono da mettere alla gogna. Sono da comprendere, da capire.  Comunque viene da fare una piccola riflessione.  Molti giovani e molti uomini maturi hanno la mente occupata da influencer che a sua volta sono “material girl” e hanno la mente occupata da cose futili e appariscenti. Cosa c’è di autentico in tutto questo? Quanto invece c’è di adulterato, di mistificato, di falsato? Chi ha veramente il potere? È legittimo che queste influencer siano dei veri modelli educativi per le giovani generazioni? Cosa dovremmo fare per ribellarsi a questo stato di cose? Come si può cambiare il mondo? Da una parte abbiamo showgirl che fanno soldi “facili” e dall’altra parte abbiamo uomini voluttuosi, retrogradi che desiderano e venerano queste ragazze per la loro avvenenza. Su cosa si basa, su cosa si fonda tutto lo show business? Sembra che la sua vera essenza siano l’apparenza, i soldi, il sesso e nessuno più sa dire quale sia la vera priorità di questi tre fattori, ma per proprietà commutativa cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Il caso di Dubai porta potty è la punta dell’iceberg perché qui macropotere e micropotere si fondono, si coniugano, si uniscono, creando un mix esplosivo e inenarrabile. A questo proposito sembra che alcune ragazze ubriache e drogate che perdono i sensi vengano fatte annegare in mare perché gli sceicchi non vogliono avere guai con la polizia. Non voglio condannare eticamente le ragazze che partecipano alle feste di Dubai. Sono fatti loro. Però queste considerazioni le scrivo come pura e semplice constatazione di fatto e non per moralismo. Gli sceicchi assicurano massima discrezione personale e quindi sorge spontanea la domanda di Vasco Rossi: vale la pena farlo se nessuno lo saprà? Certe pratiche sessuali estreme sono sempre esistite da che mondo è mondo. Però oggi diventano tendenza, moda, pratica normale, se ricchi e potenti le esercitano. Un tempo certe pratiche venivano esercitate per patologia, abuso di potere, passione smodata, etc etc, ma non venivano diffuse, pubblicizzate, divulgate socialmente. Ai suoi tempi Freud era incerto se considerare o meno perversione il sesso orale, ma a forza di ascoltare le sue pazienti si accorse di quanto già a quell’epoca era diffuso. Cosa è normale e cosa è perverso? Ancora una volta è il potere che lo stabilisce. Non tutto perciò è relativo, ma il concetto di normalità è relativo all’epoca e alla società.  

sostieni

A ogni modo Cioran in “Sillogismi dell’amarezza” scriveva: “Si dichiara guerra alle ghiandole, e ci si prosterna davanti al letto di una donnaccia…, che cosa può l’orgoglio contro la liturgia degli odori, contro l’incenso zoologico?”. 

Nato nel 1972 a Pontedera. Laureato in psicologia. Collaboratore di testate giornalistiche online, blog culturali, riviste letterarie. Si muove tra il pensiero libertario di B.Russell, di Chomsky, le idee liberali di Popper ed è per un'etica laica. Soprattutto un libero pensatore indipendente e naturalmente apartitico. All'atto pratico disoccupato.

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