Due parole su scandali, trappoloni, revenge porn e il senso del pudore che non esiste più, perché oggi niente fa più scandalo…

Gli scandali di un tempo a iniziare da Oscar Wilde

Nella modernità il primo scandalo di risonanza internazionale fu quello di Oscar Wilde, già scrittore molto famoso, che ebbe due provvedimenti giudiziari a suo carico (uno per calunnia, uno per sodomia) e fu incarcerato. Più recentemente Turing, genio matematico che decifrò il codice segreto dei nazisti Enigma, fu condannato per omosessualità alla castrazione chimica e si suicidò con una mela avvelenata (il logo della Apple è in suo onore). In Italia un grande scandalo riguardante la Democrazia Cristiana fu l’omicidio senza colpevoli della ventuenne Wilma Montesi, che stroncò la carriera politica di Attilio Piccioni, a causa del coinvolgimento del figlio. Per alcuni anni gli esponenti della Dc vennero chiamati “capocottari”, perché il ritrovamento del cadavere avvenne in un villino di Capocotta. Sempre in Italia un giovanissimo Pasolini fece scandalo per i fatti di Ramuscello (venne accusato di atti osceni e corruzione di minore), che lo costrinsero a trasferirsi a Roma e decretarono la sua espulsione dal PCI. Pasolini così scrisse: “La mia vita futura non sarà certo quella di un professore universitario: ormai su di me c’è il segno di Rimbaud o di Campana o anche di Wilde, ch’io lo voglia o no, che altri lo accettino o no.”

Sempre in Italia un giovanissimo Andreotti venne accusato dall’Osservatore Politico di Mino Pecorelli di essere stato sorpreso dalla polizia in un albergo di Roma con un minorenne (ci si deve ricordare però che a quell’epoca si era maggiorenni a 21 anni). Andreotti non querelò per diffamazione e non si seppe mai se fu uno scandalo vero o presunto. Un tempo era tutto un vociferare,  un “si dice”. Un tempo ci si limitava alla vox populi. Difficilmente venivano trovate le prove, i riscontri oggettivi.  Si pensi anche a tutte le voci su grandi imprenditori e dirigenti d’azienda che avrebbero fatto uso di cocaina; allora si diceva, decenni fa, che ne erano la prova certe rughe della classe dirigente, ma non c’era niente di certo.

Gli scandali in tempi più recenti tra trappoloni, perbenismo e ipocrisia di fondo

  In tempi più recenti Dario Fo mise a conoscenza di un trappolone un noto politico reazionario sudamericano, che doveva incontrarsi con una escort, che lo avrebbe ripreso di nascosto. Il politico venne salvato dallo scandalo. In Italia negli anni duemila  ci fu lo scandalo Marrazzo, sposato e uomo di chiesa, che frequentava delle trans. Venne diffusa anni fa anche la notizia di un video hard tra Alessandra Mussolini e l’esponente di Forza Nuova, Roberto Fiore, ma molto probabilmente furono solo delle illazioni. Le prove non c’erano. Purtroppo in Italia e anche in tutto il mondo si fraintende, si equivoca la giusta pretesa che un politico debba avere una specchiata moralità con il perbenismo. Insomma si confonde l’etica pubblica con la morale privata. Dove sta lo scandalo se due o più persone maggiorenni, consenzienti, capaci di intendere e di volere fanno sesso? Dove sta la tanto decantata libertà sessuale, posta come valore fondante della contemporaneità nella società occidentale e che dovrebbe valere per tutti, vip e nip? Purtroppo una carriera politica ancora oggi si basa sulla ricattabilità sessuale. C’è ancora un vecchio retaggio che un politico debba essere casa e chiesa. D’altra parte è anche vero che questi scandali, veri o presunti, sono dovuti in parte anche all’ipocrisia e al perbenismo di facciata di molti politici, che apparentemente si mostrano integerrimi,  uomini tutti d’un pezzo, fedeli alla moglie e rispettabili padri di famiglia, quando poi nella vita privata, nella loro sfera più intima vivono di fatto una doppia, tripla, quadrupla vita. Ma esiste un’altra ipocrisia di fondo, quella incongruenza, quell’incoerenza di alcuni politici tra il  propugnare i valori della famiglia, della tradizione, del conservatorismo morale, del cattolicesimo  e poi vivere di nascosto una sessualità trasgressiva.

Gli ultimi trappoloni, il revenge porn e conclusioni finali

È stato profetico il romanzo “Il capitale” di S.Osmont, stampato in Italia nel 2004, che ha un elevato contenuto di verità non solo per il predominio della finanza sull’economia produttiva ma anche per la spregiudecatezza sessuale del protagonista e i conseguenti ricatti ssssuali a cui è sottoposto fino al tragico epilogo. Così potremmo dire niente di nuovo sotto il sole di fronte agli ennesimi trappoloni di questi ultimi giorni.  Come la diffusione di un video hard del sindaco PD di Santa Marinella con due donne o la presunta ricattabilità di Tosi della Lega per un video con delle trans secondo la trasmissione Report. Potremmo dire: “Mal comune, mezzo gaudio!”

Secondo un’indagine del 2022 di TF Group srl, società di analisi e ricerche e gestione della reputazione online, il 4% degli italiani è stata vittima di Revenge Porn, e quasi il 9% conosce una vittima;  L’età media delle vittime è di circa 27 anni, le vittime per il 70% sono donne e il 30% uomini, mentre il 13% appartiene alla comunità LGBQT+. Quindi ci sarebbero due milioni di italian* vittime di revenge porn. Sono lontanissimi i tempi dell’inchiesta de “La zanzara”, giornale scolastico del liceo Parini, in cui veniva trattata la sessualità delle studentesse, che fece scalpore nel’68. Sono lontanissimi i tempi in cui negli anni’70 mezza Italia rimaneva incollata alla televisione nel cuore della notte per assistere su una rete privata allo spogliarello di una casalinga con mascherina. Oggi le ragazze della porta accanto si iscrivono su Onlyfans, tentano la via della sexual worker, del social porno e poco importa se pochissime vi riescono e la maggioranza racimola poche centinaia di euro e si distrugge la reputazione. Oggi a 11 anni i bambini guardano già video porno e fanno sexting. Oramai il corpo femminile e non solo è completamente svelato, il sesso privato è diventato pubblico. Ma se il costume è progredito, anche la società civile deve progredire. Se un tempo gli scandali venivano messi a tacere o insabbiati,  perché il potere poteva tutto, oggi gli scandali vengono subito dimenticati, perché c’è un’overdose di notizie che causa un’amnesia collettiva. A forza di piccoli o grandi scandali, veri o presunti, niente farà più scandalo perciò e questo è il piccolo lato positivo della cosa, nonostante vecchi retaggi maschilisti, antico bigottismo, pruderie, falso pudore e richiami a un senso del pudore che oggi non esiste più. E così potremmo affermare: scandalo scaccia scandalo, tutti o quasi hanno uno scandalo e ormai niente fa più scandalo. 

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Nato nel 1972 a Pontedera. Laureato in psicologia. Collaboratore di testate giornalistiche online, blog culturali, riviste letterarie. Si muove tra il pensiero libertario di B.Russell, di Chomsky, le idee liberali di Popper ed è per un'etica laica. Soprattutto un libero pensatore indipendente e naturalmente apartitico. All'atto pratico disoccupato.

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