Eppur si scrive (alternativamente): Il bizzòlo e altri periodici libertari

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L’Italia è un paese dove si legge poco e questo lo si sa. Tuttavia poche volte ci si concentra sul fatto che si legge male e che spesso si scrive peggio. Titoli acchiappaclick e ingannevoli come filtri di Instagram; slogan adatti a confezionare attrattivamente un contenuto che non c’è. E se c’è chissà dov’è. Fortunatamente il mondo libertario rappresenta, anche in questo settore una forma di resistenza. Abbiamo raccolto alcuni esempi.

Il bizzòlo, periodico liberatorio

Recentissima novità che arriva dall’area dello Stretto, e precisamente dalle strade dissestate (non solo metaforicamente) di Reggio Calabria è il bizzòlo.

bizzòlo

Il numero zero è uscito, solo cartaceo, a dicembre cogliendo al balzo l’ultimo aggiornamento Salviniano relativo alla “grande opera della propaganda”; il Ponte sullo stretto. Un foglio di carta piegato a mano nell’era dei social. Una novità che è anche una sfida. Contestualmente al numero zero è stata lanciata una raccolta fondi per autofinanziare i progetti editoriali, culturali e sociali che gli autori si propongono di portare avanti. La Direttrice Responsabile è la bravissima libertaria reggina Tiziana Barillà. La sua scrittura, sia quando riguarda i suoi libri e sia nei suoi articoli, incarna perfettamente un verso cantato da Demetrio Stratos con gli Area.

Con il suono delle dita si combatte una battaglia

Gioia e Rivoluzione – Area

Il suo “mitra” non è un contrabbasso ma una tastiera o una macchina da scrivere – scegliete voi l’immagine che preferite – e allo stesso modo riesce a “spararci sulla faccia” l’assurdità di paradigmi che non vogliamo vedere. Spesso troppo impegnati nel comodo autocompiacimento culturale.


Il fotografo e art director del bizzòlo è Fabio Itri. Le foto di Fabio hanno tonalità spesso caravaggesche. Ma se il pittore bergamasco (anche lui di passaggio nello stretto) usava i colori per esprimere il suo tormento interiore, Fabio racconta per immagini l’animo vero di una terra viva e bellissima. Bellissima come l’oscura luminosità che ombreggia tra le rughe stanche ma orgogliose di chi resiste.

Il bizzòlo, in dialetto reggino, è lo scalino su cui sedersi a chiacchierare. Un momento di riflessione pacato ma pungente su ciò che ci circonda. Uno sguardo che parte da sud e dal basso, come ogni rivoluzione che si rispetti. Il bizzòlo piacerà a chi vuole conoscere davvero la Calabria e il sud. Piacerà a chi non si accontenta dei luoghi comuni che accompagnano le cartoline turistiche da una parte, e il fatalismo passivo dall’altra.

Emma, Semi sotto la neve e Umanità Nova

Nel panorama italiano sono presenti altri periodici libertari molto interessanti. Emma, è la rivista semestrale nata nel 2021 su iniziativa di Carlotta Pedrazzini, che abbiamo intervistato per presentare la rivista. Emma si propone come pubblicazione di riflessioni e approfondimenti libertari ma anche come luogo di scambio di pensieri e pratiche.

Semi sotto la neve, è una rivista quadrimestrale. Il nome della rivista riprende un’espressione di Ignazio Silone per indicare i temi di cui ci si occuperà. I semi sotto la neve sono tutte quelle esperienze che rappresentano la realizzazione di piccole utopie in una società gerarchica. La rivista intende dare spazio alla dimensione costruttiva e positiva della tradizione politica libertaria.

Umanità Nova è l’organo della Federazione Anarchica Italiana. Fondato nel 1920 da Errico Malatesta, dal secondo dopoguerra ha periodicità settimanale e rappresenta la voce delle varie espressioni del movimento anarchico: sindacalismo, azione diretta, percorsi autogestionari, lotte sociali.

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