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Desccrizione
Assomigliamo al nostro lavoro come un cane assomiglia al suo padrone? È la domanda che si pone Enea Monili, giovane impiegato dal coraggio incerto, appena promosso a capo della comunicazione in un prestigioso centro ricerche romano. Siamo nel 2009, in piena crisi economica, mentre il timore dei licenziamenti e la precarietà avvelenano ogni rapporto.
Il tanto atteso aumento di stipendio non arriva mai e il suo diretto superiore lo tiene sotto controllo con un paternalismo manipolatorio che lo lascia in bilico.
Tra colleghi eccentrici, riunioni interminabili e sottili giochi di potere, l’arrivo del nuovo presidente Igor Rossetti, produttore cinematografico autoritario e controverso sconvolge definitivamente gli equilibri. Le sue pretese assurde e il clima di intimidazione trasformano l’ufficio in un campo di battaglia. Tra dinamiche tossiche, buste paga evanescenti e compromessi morali, Enea dovrà affrontare la sua inclinazione al servilismo e trovare la forza di reagire. Riuscirà a farlo senza perdere sé stesso?
“Faccia da impiegato” è un romanzo ironico e feroce sul mondo del lavoro, dove il vero pericolo non è restare senza un’occupazione, ma smarrire la propria identità.
Faccia da impiegato di Sonia Fogagnolo: Il Romanzo che Racconta la Gabbia del Lavoro Moderno
Il romanzo di Sonia Fogagnolo, Faccia da impiegato, può essere definito, a pieno titolo, un’opera profondamente realista. Per quale motivo? La risposta è semplice: perché tra le sue pagine ognuno di noi ha la possibilità di ritrovare un pezzo della propria quotidianità. Non si tratta di una narrazione distaccata, ma di uno specchio fedele dei nostri tempi, capace di scattare una fotografia nitida delle dinamiche aziendali odierne.
“Faccia da impiegato”
“Assomigliamo al nostro lavoro come un cane assomiglia al suo padrone?”
Questa riflessione non è un semplice pensiero passeggero, ma rappresenta l’interrogativo esistenziale che molti di noi si pongono ogni giorno, magari proprio mentre si è stipati nel vagone di una metropolitana all’ora di punta.
A porsela è Enea Monili, un giovane impiegato dal coraggio incerto, appena promosso a capo della comunicazione in un prestigioso centro ricerche romano. Siamo nel 2009, nel pieno della crisi economica mondiale: il timore dei licenziamenti e lo spettro della precarietà avvelenano ogni rapporto umano e professionale.
La vita di Enea è un mosaico fatto di routine lavorativa, sentimenti, fallimenti inevitabili, dolore e speranza. Il tanto atteso aumento di stipendio non arriva mai e il suo diretto superiore lo tiene costantemente sotto controllo con un paternalismo manipolatorio che lo lascia sempre in bilico. Su tutta la sua esistenza pende, come una spada di Damocle, l’incubo del licenziamento. Quella di Enea è una vita vissuta in bilico, una condizione che accomuna molti e in cui si respira una stanchezza cronica — una spossatezza non solo fisica, ma soprattutto mentale, che sta progressivamente colonizzando la nostra società.
Accanto al protagonista si muovono figure altrettanto emblematiche, tra colleghi eccentrici, riunioni interminabili e sottili dinamiche di sottomissione. C’è Sara, la ragazza di cui Enea si invaghisce, e c’è Ombretta. Il microcosmo sociale descritto da Sonia Fogagnolo è un teatro umano ricco di sfumature contrastanti, in cui si intrecciano senza sosta la cupidigia, la disperazione, la rabbia, la frustrazione e, forse il male peggiore di tutti, l’indifferenza generale.
Il dualismo dei personaggi: dinamiche di potere e sottomissione
Il fulcro del conflitto aziendale e narrativo si accende definitivamente con l’arrivo di Igor Rossetti, il nuovo presidente. Produttore cinematografico autoritario e controverso, Rossetti è un personaggio strutturato su un forte dualismo, una figura dai due volti:
- Da un lato si mostra arrogante, presuntuoso e forte della sua posizione, imponendo pretese assurde che trasformano l’ufficio in un vero campo di battaglia.
- Dall’altro, dimostra di possedere una sottile consapevolezza di quanto risulti freddo ed egoista agli occhi degli altri e, per compensare questa sua aridità e ripulirsi la coscienza, cerca di farsi perdonare distribuendo doni ai sottoposti.
Tuttavia, sorge spontanea una domanda: possono dei regali materiali comprare l’affetto sincero o la stima professionale? Certo che no. Quei doni non sono altro che un ulteriore e subdolo simbolo del potere che Rossetti detiene e che usa per schiacciare psicologicamente i suoi dipendenti. Il neo-presidente incarna perfettamente lo stereotipo del manager arrivista e tossico, giunto ai vertici grazie ad amicizie influenti e conoscenze strategiche, senza possedere un reale briciolo di competenza e capace solo di distruggere ogni realtà aziendale che tocca.
Al polo opposto troviamo Enea, l’emblema dell’uomo comune schiacciato dai bisogni materiali e dai conseguenti sensi di colpa. Come tutti, si trascina dietro la necessità vitale di lavorare per sopravvivere. Spesso, proprio a causa di questa stringente necessità e delle buste paga evanescenti, si ritrova costretto ad abbassare la testa e ad incassare i colpi in silenzio, senza la possibilità di controbattere. Questa continua sottomissione professionale finisce inevitabilmente per inquinare e logorare anche la sua sfera privata, ostacolando persino il timido tentativo di conquistare il cuore di Sara. Di fronte a questi compromessi morali, Enea dovrà affrontare la sua stessa inclinazione al servilismo e trovare la forza di reagire. Riuscirà a farlo senza perdere sé stesso?
Oltre la routine: l’intricato gioco psicologico e il mistero
L’abilità di Sonia Fogagnolo sta nel non limitarsi a una semplice cronaca della routine aziendale. Il romanzo compie un vero salto di qualità quando scava a fondo nel gioco manipolatorio orchestrato da Rossetti, dietro la cui facciata si nasconde un grande e torbido segreto.
Il direttore riesce a mantenere il controllo totale e a tenere in pugno l’intera azienda attraverso ricatti velati e strategie sottili. Questo equilibrio precario regge finché il diretto responsabile di Enea non viene improvvisamente allontanato. È il punto di svolta: il castello di carte crolla. Da quel momento in poi, l’atmosfera si tinge di mistero e spetterà proprio ad Enea il compito di indagare e portare alla luce la verità nascosta, rimettendo in gioco il suo istinto e il suo talento da giornalista in gamba.
Faccia da impiegato è un romanzo ironico e feroce sul mondo del lavoro contemporaneo, dove il vero pericolo non è semplicemente restare senza un’occupazione, ma smarrire definitivamente la propria identità.
Chi è Sonia Fogagnolo: biografia dell’autrice
Sonia Fogagnolo è nata ad Alessandria nel 1980 e si è laureata in Lettere presso l’Università di Genova. Ha collaborato attivamente con riviste e quotidiani nazionali e, dopo molti anni di lavoro trascorsi nel settore della comunicazione istituzionale, ha deciso di cambiare vita, dedicandosi all’insegnamento. Parallelamente all’attività didattica, l’autrice svolge un impegno costante a sostegno di importanti cause civiche e sociali, promuovendo tutt’oggi convegni e campagne di comunicazione focalizzate, in particolare, sui temi dell’autodeterminazione e dei diritti delle persone malate. Prima di Faccia da impiegato, ha pubblicato con PAV Edizioni il libro per ragazzi La gatta di Cleopatra.
