“È passata pressoché sotto silenzio la notizia di uno dei decreti più repressivi e anticostituzionali della storia repubblicana. Il famigerato nuovo “Decreto Sicurezza” (per ora solo in bozza) del governo Meloni.
Quaranta articoli uno più scioccante dell’altro, dentro cui ci sono alcune norme che possono esistere solo nei regimi – a proposito di regimi, parola che la destra-destra ha appena imparato e pronuncia a caso.
Nel disordine: sarà represso, punito e criminalizzato ogni forma di dissenso, trasformato da diritto costituzionalmente garantito a problema di ordine pubblico. Si rischiano multe salatissime (fino a 5000 euro) anche solo per aver manifestato per Gaza o altre cause sgradite. Viene introdotto il “fermo di prevenzione” durante le manifestazioni: in pratica la polizia potrà arbitrariamente trattenere per 12 ore i manifestanti sospettati di rappresentare un pericolo.
In pratica, chiunque decidano le forze dell’ordine, in qualunque momento. E, mentre i cittadini vengono manganellati a colpi di decreto, scatta anche lo scudo penale per gli agenti, vecchio pallino della destra-destra.
Le Ong saranno ancora più criminalizzate di quanto non lo siano. E potranno subire un’interdizione temporanea di 30 giorni (più 30) del limite delle acque territoriali in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale.
Anche in questo caso chi deciderà chi e se rappresentano un pericolo? Gli stessi che li considerano a prescindere dei criminali. E i migranti eventualmente a bordo di barche interdette saranno reimpatriati anche in Paesi terzi con i quali l’Italia ha degli accordi specifici: vedi il tragico modello Albania.
E poi: diventerà facilissimo, quasi automatico, espellere i migranti, anche direttamente dal Ministero per i soggetti ritenuti “pericolosi”. Non è chiaro con quali parametri. E ancora: nuove “zone rosse” istituite direttamente dai prefetti in zone a rischio. In pratica zone franche in cui, con la scusa della sicurezza, varrà tutto. Si chiama Italia, ma sta diventando sempre più l’Ungheria di Orban. Questa è roba da democratura. Da Ungheria di Orban. Da America di Trump. Stanno sostituendo lo Stato di Diritto con lo Stato di Polizia. Dovremmo scendere in piazza in milioni contro lo stesso decreto che ce lo renderà di fatto impossibile. Eccola, la loro idea di democrazia. Spiegata in due righe.” (Lorenzo Tosa)
Trenta maggio 2025. La sicurezza contro 20 anime che manifestavano
Inseme al direttivo Anpi abbiamo organizzato il concerto che dovevamo fare per il 25 Aprile ma purtroppo saltato perché era morto il Papa e purtroppo il nostro presidente nazionale ANPI ha seguito le direttive del fascista La Russa dicendo che durante i festeggiamenti bisogna essere sobri. Il sindaco della città della mia città (CSX) ha eseguito gli ordini del fascista La Russa (la fiamma tricolore del logo del suo partito è stata ripresa dal MSI) . Concerto a data da destinarsi.
Trenta maggio 2025 finalmente si fa il concerto. Io espongo la mia bandiera della Palestina e la faccio mettere sul palco. Risultato della sicurezza? Agenti antisommossa con camionette a seguito. Carabinieri. Polizia locale e polizia. Agenti in borghese. Ma le mezze misure questi qua non li conoscono anche perché gli agenti antisommossa non era proprio il caso.
Giorno 1 Ottobre 2025
Insieme ai compagni del Direttivo Anpi, gente comune, altre associazioni, comitati e via discorrendo ci siamo mobilitati in piazza perché l’esercito israeliano meglio identificato come IDF ha assalito la Flottilla, le imbarcazioni che portano aiuti umanitari a Gaza.
Nel frattempo nelle grandi città italiane, in contemporanea, ci stavano disordini manganellate, idranti, fumogeni che ledevano i manifestanti.
Anche nella nostra città abbiamo avuto l’ebrezza dell’identificazione come se stessimo distruggendo i monumenti del centro storico. Non avevamo l’autorizzazione di manifestare in suolo pubblico (la domanda sorge spontanea. Perché si chiama suolo pubblico se devo necessariamente fare richiesta alla Questura? Piuttosto chiamatelo in altro nome e non suolo pubblico. Ed ecco che spunta la parolina sicurezza) ma lo Stato non deve comportarsi da gradasso con la spoccheria di chi indossa un’arma, un teaser e la divisa.
Arriva prima la polizia locale che ci osserva. Dopo un po’ arriva una pattuglia della polizia. Scende un poliziotto, a seguito l’altro, e con la spacchiosità di cui sopra apre bocca e fa la domanda “cosa ci fate qui?” Con molta serenità e tranquillità abbiamo risposto che stavamo manifestando.
Un compagno aveva fatto la foto al poliziotto che arrivava. Hanno chiesto il documento a tutti i presenti, si pure a lui che ha fatto la foto sempre con quell’arroganza che li contraddistingue. Ovviamente ho dato orgogliosamente il mio. Trovo che il gesto sia una medaglia al valor di Costituzione. Chissà se avranno idea di cosa sia. Hanno fatto la foto alla mia bandiera della Palestina, col compagno Peppe che incitava il poliziotto ad aprirla lui e ad alcuni dei cartelloni con scritto “Stop genocidio” e “Hind Rijab“. Nel frattempo che avveniva l’identificazione e si erano allontanati io ho cantato ‘o documento dei 99 Posse.
Finalmente si avvicinano e dicono che ci possono restituire i documenti. Durante la restituzione senza un mandato ci hanno chiesto il numero di telefono. Qui in teoria dovrebbe scattare la denuncia contro lo Stato con tutte le implicazioni che ne consegue. Mi chiedo: ne vale la pena? Teaser e pistola d’ordinanza addosso.
La domenica successiva siamo scesi nuovamente in piazza per un nuovo sit in. La sicurezza?? Due carabinieri con i manganelli. Numero non identificato di poliziotti in borghese, polizia e polizia locale. Va bene fino ad un certo punto la “sicurezza” va bene fino ad un certo punto il “decreto sicurezza” ma fino ad arrivare ad esporre i manganelli per un sit in di 20 persone con vicesindaco annesso mi pare un poco esagerato. Ma questi non conoscono vie di mezzo??
18 ottobre 2025. Posto di blocco dei carabinieri. Alzano la paletta e puntano la mia auto come loro sanno fare. Accosto, abbasso il finestrino mi guarda il carabiniere e mi dice: “Va bene vada vada..” Ma tutto apposto?? Con quella calma e agitazione che lo contraddistingueva, cercavano sicuramente altro. Se le forze dell’ordine ledono la mia privacy o peggio la mia persona a chi devo sporgere denuncia??
Caso Ranucci. Una bomba fa esplodere l’auto sua e di sua figlia vicino all’abitazione, se lo avessero voluto morto lo avrebbero fatto molto prima. Le indagini non capisco il perché prima partano dalle telecamere di sicurezza negli angoli delle strade e mai che partissero da chi ha l’esplosivo. Misteri delle indagini. Partiamo dal presupposto che per anni hanno detto (si le forze dell’ordine) che Peppino Impastato è saltato in aria da solo, Sacco e Vanzetti erano fondamentalmente dei coglioni e che Giuseppe Pinelli si è buttato da solo dalla finestra, Stefano Cucchi anche lui si è ucciso da solo ma invece si chiama omicidio di Stato i detenuti di Santa Maria Capua Vetere si sono percossi da soli, nella scuola Diaz a Genova 2001 autolesionismo, auto percosse. Carlo Giuliani e Federico Aldrovandi sono morti da mano dei suoi compagni. Si certo, raccontatele ad altri.
Ma di chi stiamo parlando? Lo stato deve difendere il cittadino oppure andare addosso alla gente comune e soprattutto a chi devo rivolgermi per denunciare l’agente senza un numero identificativo sul casco?
E ancora, in queste ore sta circolando sui social una circolare scolastica che annuncia: Ministero dell’istruzione e del merito Ufficio scolastico regionale per il Lazio Ufficio VI-Ambito territoriale di Roma
Ai Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche di Roma e provincia
Oggetto: rilevazione alunni/studenti palestinesi a.s. 2025/26
Facendo seguito alla comunicazione ricevuta dal Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, con la presente nota si richiedono alle SS.LL. Informazioni circa la presenza di alunni/studenti palestinesi presso le istituzioni scolastiche nel corrente anno scolastico.A tal proposito si richiede di compilare il seguente form entro e non oltre il 14 gennaio 2026. Il form è costituito da quattro sezioni. Sarà possibile procedere alla sezione successiva solo dopo aver completato i campi obbligatori previsti in quella precedente:
Sezione 1 Dati identificativi (in base alla Provincia di riferimento)
Sezione 2 Dati numerici degli alunni/studenti palestinesi presso le scuole statali
Sezione 3 Dati numerici degli alunni/studenti palestinesi presso le scuole paritarie
Sezione 4 Ulteriori informazioni
La sezione n. 4 consente di indicare eventuali informazioni riguardanti percorsi di inserimento o affiancamento predisposti per gli studenti oggetto dell’indagine. La compilazione di tale campo, a risposta aperta, è facoltativa. Si ringrazia per la consueta e fattiva collaborazione.
IL DIRIGENTE: DANILO VICCA
80 anni fa c’era la caccia all’ebreo, oggi nel 2026 la caccia al palestinese e al cittadino. Paese della Repubblica Italiana nata dalla Costituzione antifascista Italia o Stato regime Italia? Mala tempora currunt.