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“Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe”

Quando la mia libraria mi ha proposto Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe come lettura horror devo ammettere di avere avuto dei dubbi. Ormai però il consiglio era stato chiesto ed elargito e rifiutare sarebbe sembrato scortese. Così mi sono portata a casa il romanzo e, con tutta la mia diffidenza, ho iniziato a leggerlo. L’ho finito in un giorno e mezzo. La morale di tutto questo è: date sempre retta ai librai.

Grady Hendrix – l’autore

La biografia di Hendrix recita “autore, giornalista, oratore pubblico e sceneggiatore americano”: tutto questo si avverte chiaramente durante la lettura. Lo stile è accattivante, cinematografiche le descrizioni e le scene, sembra quasi di guardare un film piuttosto che di leggere carta stampata. Gli altri suoi due romanzi più famosi, e che assolutamente recupererò al più presto sono Horrorstör e L’esorcismo del mio migliore amico.

Come si intuisce facilmente anche dagli altri due titoli, la componente dell’orrore non è mai da sola nelle sue opere. Come potrebbe altrimenti fare presa sul grande pubblico? L’ironia e il paradosso viaggiano di pari passo con la paura, paura vera, e la smorzano quel tanto che basta a non far chiudere il libro sopraffatti dal terrore.

Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe – la trama

Tutto inizia da uno sgangherato club del libro di casalinghe di provincia e dall’arrivo di un nuovo vicino. Ricco, affascinante, simpatico: nessuno gli resiste. Piano piano, James Harris, questo il suo nome, si insinua nelle vite dei rispettabili abitanti del quartiere in un modo tale che nessuno di loro riuscirà più a farne a meno.

Qualcosa però non quadra del tutto in lui, e col suo arrivo iniziano a succedere cose molto strane. Strane ed inquietanti. Difficile non fare due più due, ma ormai il signor Harris è uno di loro, e non si dubita di un buon vicino solo perché lo dice un gruppo di svampite casalinghe. Soprattutto se quel vicino è un bianco, e se le cose strane riguardano il quartiere dei neri.

I temi del libro oltre i vampiri

Lettura veramente gustosa e paurosa, l’ho davvero adorata. Non c’è però un solo livello di narrazione. Se si scavalcano un attimo i vampiri, dietro di loro si scopre un impietoso ritratto di quello che l’America era degli anni ’90, e in gran parte è anche adesso.

Iniziamo dalle donne. Qui le donne sanno, vedono, capiscono quello che succede e lo denunciano, o almeno ci provano. La risposta degli uomini, compresi gli uomini di legge, è quella che ci si può aspettare: sono solo casalinghe che leggono libri e che quindi hanno una fervida immaginazione, si stanno inventando tutto. La voce delle donne rimane inascoltata, nessuno è disposto a dar loro credito né aiuto, vengono sminuite e lasciate sole. Suona familiare, vero?

Passiamo adesso a un altro tema che, purtroppo, è lungi dall’essersi esaurito negli anni ’90: il razzismo. I guai sono iniziati nel quartiere nero, dove sempre più bambini spariscono o muoiono in circostanze a dir poco strane. Nessuno, però, se ne occupa, e la polizia stessa, quando chiamata, ci mette un bel po’ ad arrivare. Nessuno si preoccupa perché, come dice proprio uno dei personaggi, “sono solo dei neri che si comportano da neri”. Quindi tutto normale.

Una buona parte dell’orrore di questo libro viene da qui, dall’impotenza e dall’ingiustizia. Il lettore vorrebbe urlare in faccia a quegli uomini che le loro mogli meritano di essere ascoltate e che i bambini non hanno colore. Li vorrebbe prendere per le spalle e scuoterli forte per cercare di svegliarli dal loro torpore fatto di luoghi comuni che li fa sentire al sicuro.

Sveglia gente: state per morire tutti e non ve ne accorgete.

Conclusioni

A pieno diritto, Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe entra nel mio Pantheon personale delle letture horror. Ho veramente amato questo libro, l’ho divorato, mi ci sono sentita tirare dentro a viva forza. Oltre alla componente horror, ho amato e odiato anche l’America che ne viene fuori, la sua rappresentazione senza fronzoli né abbellimenti, la sua cattiveria. Non vedo l’ora di leggere altri libri dello stesso autore, spero proprio che il suo incantesimo si ripeta.

  1. Andrea Bigazzi ha detto:

    Ottima recensione lo leggerò di sicuro

  2. Marta ha detto:

    Le tue recensioni sono così piacevoli ed esaustive che ogni libro che commenti viene voglia di leggerlo a prescindere!

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