“I vestiti che non metti più” di Luca Murano

i vestiti che non metti più

Adoro le raccolte di racconti, e I vestiti che non metti più di L. Murano sono giusti giusti: non troppo brevi né troppo lunghi, semplici ma stimolanti.

Luca Murano – l’autore

Luca Murano, come si intuisce facilmente dalle ambientazioni di questi racconti, vive e lavora in Toscana. Cura un blog di scrittura su Facebook (https://it-it.facebook.com/vaicomesaiblog).

La scrittura, in effetti, è la sua grande passione, e I vestiti che non metti più è il suo secondo libro. Il primo risale al 2018 e si intitola Pasta fatta in casa. Sfoglie di racconti tirate a mano.

Nel frattempo, ha scritto racconti per varie riviste letterarie indipendenti, come Risme, Malgrado le Mosche, Streetbook Magazine e altre.

I vestiti che non metti più – i racconti

I racconti brevi contenuti in questa silloge sono molto diversi fra loro, sia per lunghezza che per personaggi che per ambientazione. Il tema principale però, il filo rosso che li collega gli uni agli altri e che si ritrova in ognuno, è la rivelazione.

I protagonisti, infatti, ad un certo punto si trovano davanti a delle piccole epifanie, a dei risvolti del caso che li mettono davanti ad un aspetto (di se stessi o della realtà) che finora era rimasto nascosto, o che comunque era stato trascurato.

L’occasione può scaturire da cose sia molto banali, come una sigaretta non fumata, sia da fatti di una portata più rilevante. Non importa, il risultato è lo svelamento.

Di che cosa? Beh, per capirlo soffermiamoci un attimo sul titolo.

I vestiti che non metti più – il titolo

A differenza di quello che si può pensare, I vestiti che non metti più non è il titolo di uno dei racconti. Piuttosto, ha origine da una domanda che l’autore si è posto prima di iniziare a scrivere: se non c’è nessuno ad osservarci ed a “vestirci” di un determinato ruolo (madre di, fidanzata di, amica…), quando siamo soli riusciamo davvero ad indossare la nostra parte più vera?

Nel tentativo di rispondere a questo interrogativo, vediamo avvicendarsi sulla scena una galleria di personaggi molto varia, uomini donne borghesi spacciatori blogger mogli mariti figli…

Se ci si pensa bene, il dilemma di quali siano i nostri veri panni è qualcosa che accomuna tutte le persone a tutti i livelli della scala sociale, è qualcosa che a un certo punto della vita tutti ci siamo chiesti.

La vostra risposta qual è?

Conclusioni

Come dicevo all’inizio, amo molto la forma del racconto, quindi il fatto che il libro si presenti come una loro raccolta mi ha molto facilitato la lettura. Ad essere onesti, però, nella sua costruzione si sente che manca un pezzo, sicuramente manca la parte per così dire di post-produzione: editing e correzione di bozze. Il talento c’è, si sente, e il messaggio arriva chiaro. A maggior ragione, quindi, è un peccato che questi aspetti non siano stati supportati e indirizzati correttamente. Comunque, l’autore è ai suoi inizi, ogni esperienza è preziosa ed è occasione per crescere. Non dubito quindi di poter leggere presto altri suoi racconti e di trovarli stupendi.

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