Il 25 settembre scegli l’astensione consapevole

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Sono giorni frenetici di accordi scordati perché lontani dal cuore, di coalizioni senza azioni, di fascismi eterni e moderni e di alternative basate sul TINA Thatcheriano. Come sempre, brilla nel buio la fiaccola dell’anarchia con la sua realtà alimentata dai dubbi e dalle oggettive conferme. Una realtà che ci dice chiaramente, prendendo in prestito una massima dalla compagna e amica Tiziana Barillà, che “non puoi giocare a scopa se il tavolo è a briscola”. La certezza dell’inutilità del voto deve muovere quindi verso l’astensione consapevole.

Le buone intenzioni

Queste righe sono principalmente destinate agli elettor* attiv* che sono solit* premiare le buone intenzioni. Non voglio giudicarl*, sono stato per lungo tempo uno di loro e so, come chi mi legge sa, i motivi profondi di questa accanita e malversata speranza.

So anche che al loro interno è già in corso la riscoperta del processo anarchico innato e naturale. Siamo vicini eppure distanti. Questa distanza è data da una tessera rosa condita dai simboli dell’oppressione. Noto la forte tentazione, parlando con compagn* rispettabilissim* e con cui condivido numerose battaglie (contro l’abuso dell’oppressione lavorativa, sull’internazionalismo dell’umanità, contro gli abusi polizieschi, contro i militarismi e LA GUERRA), a cedere ancora una volta.

Se per costoro è ormai chiara la posizione democristiana dell’alleanza guidata dal PD, è altresì seducente la lista che si chiamerà Unione Popolare. Questa presunta novità politica contiene al suo interno varie voci di movimenti di cosiddetta sinistra extraparlamentare. Sarebbe banale ripetere le differenze sostanziali che ci caratterizzano da oltre 150 anni. Quello che voglio affermare è che non può esistere alternativa al sistema dall’interno del sistema. La stessa Unione Popolare, è stata definita dal suo leader (termine che già di per se è evocativo, come la scelta di apparire sul simbolo), l’unica «novità politica » del panorama italiano.

La novità, soprattutto in campagna elettorale, è la cosa più vecchia che ci sia

Forse è una novità ma non è nuova. Abbiamo avuto modo di seguire le loro vicissitudini anche nelle recenti elezioni comunali e regionali. Momenti in cui, molto spesso, questi partiti hanno finito per convergere con la forza democristiana e ormai sfacciatamente liberista rappresentata dal PD.

Cito l’esempio di Reggio Calabria, in cui i movimenti sostenuti da DeMa e Possibile (l’ultima al momento non fa parte di Unione Popolare) hanno sostenuto il PD al ballottaggio nelle elezioni comunali.

Fortunatamente non esiste ballottaggio alle politiche e pur tuttavia è evidente un atteggiamento che è rivoluzionario solo nel momento dell’eterna campagna elettorale. Le stesse proposte politiche dei vari gruppi di questa “sinistra” sono comunque volti ad affermare il “there is no alternative” di cui parlavamo sopra.

Non insegnate ai bambini…

Non c’è nessuna proposta o idea di società realmente diversa da quella in cui viviamo. Nessuna società che “non insegni ai bambini la nostra morale stanca e malata”. Nessuna società che metta in discussione il principio stesso del lavoro, anziché cercare soluzioni per rendere la schiavitù più appetibile (e si, mi riferisco al salario minimo). Nessuna società che, anziché discutere sul vaccino migliore o peggiore, discuta dell’elefante nella stanza. Mi riferisco all’agonia vampiresca del sistema antropocentrico e sovrasfruttatore che è e sara la causa di sempre nuove pandemie. Nessuna società che rimetta in discussione il concetto di polizia e di crimine. Tutte le non soluzioni che passano per le cabine elettorali sono così compromesse con ogni compromesso che più nulla possono sentire e vedere.

L’idea del meno peggio

Cito di seguito un’illuminante passaggio di Pippo Civati. Una giusta osservazione teorica che però non gli ha ancora impedito di evitare lo stesso errore:

“Da ultimo, e per tornare al meno peggio faccio notare che il meno peggio, solitamente, tende a peggiorare, volgendo al peggio. Ci si abitua al meno peggio, infatti. E ci si abbandona a qualcosa che ci piace sempre meno. Fino a non piacerci più.”

Mi dispiace ma i miei sogni sono troppo grandi e al contempo troppo concretamente reali e urgenti per entrare nell’urna elettorale. E so che nel profondo dei vostri cuori, in chi comunque deciderà di votare il 25 settembre sarà così.

Astensione consapevole

Cosa intendo per astensione consapevole?

In questa parte mi rivolgo principalmente ai compagn* anarchic*.

Dobbiamo considerare un punto quasi certo a nostro vantaggio. Il partito che prenderà più voti sarà quello dell’astensionismo. È necessario riflettere sulla frase precedente e smontarla. Il partito dell’astensionismo deve essere decostruito dal contenuto mediatico. Partito dell’astensionismo è un errore in malafede fatto dai media che serve a svuotare l’espressione dai contenuti e, allo stesso tempo, a farla rientrare nel gioco/giogo elettorale. Basti pensare alla parola “partito”.

I motivi per cui milioni di italian* non voteranno sono, appunto, milioni. Non deve essere un nostro problema la discussione sterile sul “calo della partecipazione democratica”. Ben venga certo ma non è una vittoria. Non può esserlo se rinunciamo a piantare, senza aspettative, il dubbio sui contenuti del non voto.

Quante prove ci servono?

La schiavitù ammantata dalla libertà (anch’essa falsa)di scegliere il proprio padrone non è opinabile. È una realtà storicamente confermata. Potremmo dire quasi con l’applicazione del metodo scientifico. La riscoperta dell’innatismo anarchico è tanto più difficile quanto più opprimente è la società e quanto subdoli sono i mezzi di oppressione. Tuttavia non dobbiamo immaginare l’anarchia come la musica che esce fuori dallo strumento del pifferaio magico. Sarebbe un metodo “fascista” per citare Malatesta, di perseguire l’idea anarchica. Un proselitarismo da lasciare alle religioni e al marketing.

L’astensionismo è un regalo alle destre?

Gli infiniti motivi per cui l’organizzazione statale è nemica dell’umanità sono sufficienti e palesi. Vanno enunciati in ogni modo possibile senza pregiudizio alcuno sull’interlocutore. Bisogna farlo casa per casa, piazza per piazza ognuno secondo le proprie capacità. È necessaria una campagna contro elettorale che distrugga il concetto stesso di potere, anziché cercare il modo di ottenerlo.
L’astensionismo attivo e consapevole sarà accusato di “regalo alle destre”. Non ho mai capito questa espressione. Come si fa ad aiutare chi si nutre del sistema cercando di distruggere il sistema stesso?

Votare non è un privilegio

Le classi sfruttatrici dominano da sempre. Dal 1946 lo fanno attraverso il “permesso del popolo” rappresentato dal sistema di delega. Un sistema festeggiato dal potere con “l’amnistia Togliatti” e con il sangue di Portella della Ginestra. Come può la destra arginare la destra?

I più simpatici mi hanno addirittura accusato di “tafazzismo”. Rispondo che l’unico modo per perpetrare il potere che governa quell’obbrobrio politico – che si chiama “Nazione Italia” – dal 1922 con il fascismo e dal 1861 con il liberismo borghese è proprio partecipare al sostegno del sistema. Questo sì che significa randellarsi i coglioni. Questo è vero masochismo.

1 Comment

  1. Come no! Cosi ci teniamo Speranza e Lamorgese due mer… scambiate per min… noo vado e voto mio caro!

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