Il mito e il migrante nelle poesie di Cynthia Miller

 

honorifics

Honorifics è la raccolta di poesie di debutto dell’autrice Cynthia Miller. I temi maggiormente presenti nella sua poesia sono la mitologia e i migranti.

Le poesie di debutto di Cynthia Miller, autrice malesiana-americana, che attualmente vive e opera in UK, dal titolo Honorifics, edite dalla casa editrice indipendente Nine Arches Press nel giugno 2021, esplorano l’urgenza identitaria di una seconda generazione di migranti e il delicatissimo equilibrio che si instaura tra la curiosità culturale verso il paese in cui si vive e il legame con la tradizione del paese o dei paesi delle proprie origini.

L’autrice

Cynthia Miller attualmente vive e lavora ad Edimburgo ed è co-fondatrice del festival letterario Birmingham’s Festival of Poetry and Spoken Words. 

Alcune delle poesie di Honorifics sono apparse in diverse riviste letterarie, tra cui Under the radar, giornale gestito da Nine Arches Press, casa editrice di pubblicazione della raccolta. 

Nel 2020 Miller è stata selezionata per il Women Poets’ Prize, e nel 2021 è stata insignita del premio letterario Eric Gregory Award dalla Società degli Autori. Inoltre, Honorifics figura tra le migliori collezioni poetiche edite in UK nel 2021 ed è stata selezionata come possibile vincitrice del Prize for Best First Collection. 

Rassegna dei temi e delle suggestioni

Tra creature cosmiche e creature oceaniche che diventano cosmiche si intesse una ricca rete di voci familiari: le poesie di Honorifics raccontano di  stelle e pianeti distanti e memorie e donne della mitologia greca e delle fiabe e di dipinti famosi che condividono lo spazio poetico con personaggi familiari – migranti di ieri e di oggi – descritti con profonda delicatezza, e forza di sperimentazione. 

La prima poesia della raccolta Sayang/Sayang – amore in lingua indonesiana – collega con un impercettibile filo di seta tutte le parti della collezione fino a raggiungere i versi di chiusura, Voicemails from my mother, dove Sayang riappare arricchito dalla dolcezza delle parole confortevoli di una madre verso la figlia. 

Molte delle poesie prendono spunto da personaggi femminili della mitologia greca e non solo, ed hanno una voce contemporanea, ricca, inusuale, e sono, a tutto tondo, personaggi dell’oggi: passiamo da Eurydice video calls her lover in lockdown a [cassandra] a Scheherezade in the care home a Judith & the head of Holofernes.
Un panorama di influenze ricco, che riacquista vitalità in un dettato estremamente contemporaneo, il cui punto di forza è fare delle differenze fonte di ricchezza sia dal punto di vista dei contenuti che da quello linguistico: 

"Look all you want. Everyone here
is on a long distance call, speaking to someone
already slipping out of memory. 
O. is showing me a tiny succulent
he thought was a goner. His hands
are gorgeous, a suggestion of palm on screen holding
a red flower on a leggy plant surging towards light."

tratto da Eurydice video calls her lover in lockdown

Il magistrale uso dei colori e delle luci e delle ombre del lessico rendono i versi godibili attraverso la completa gamma dei sensi, quasi la magia di un grande pittore impressionista: 

"Blue is such an inadequate word
for what happened that day: ultramarine,
lapis lazuli neon, holy Sassoferrato blue, wet voltage blue,
heavens the colour of the hottest part of the flame."

tratto da [moon jellies escape]

Il passaggio dalle relazioni personali alle relazioni politiche è delicato, ma vivido. Ci sono molti versi politici che esaminano, senza timore, l’ostilità dell’ambiente circostante, e osservano da vicino il paradossale e quasi irreparabile guasto causato dalle politiche sull’immigrazione, cercando di colmare le distanze e le perdite:

“[…] Who cheerfully
mails you postcards that say “wish you were here!”
after deporting you. Who scooped out
a whale like a rotting pumpkin and stuffed it
with infrared trackers and launched it back into the Channel
to alert them to foreign bodies in the sea. 
Who thinks of all this dark, dark water. 
[…]
No doubt there’s a boat clawing its way to shore
right at this very moment. You see,
nobody necessarily stays anywhere forever.” 

tratto da The Home Office 

I riferimenti sono chiari e dolorosi e citati con acume, ma l’autrice ci tiene a chiarire ulteriormente nelle note, situate alla fine del volume, che  “nobody necessarily stays anywhere forever”  è una citazione tratta da un’intervista a Theresa May, nel 2016: la May rispondeva al suo intervistatore che le chiedeva se ai migranti europei fosse permesso di restare in UK. 

E ancora: 

“Home is a weapon that you lift
to your shoulder, a cool promise
against your skin. Home is a 
series of possibilities.” 

tratto da Leave 

Tutte le migrazioni contenute in questa raccolta si muovono attraverso il tempo lo spazio le nazioni i rapporti e approdano, infine, all’ultima delle migrazioni e delle relazioni: quella con il lettore. 

Miller seguita a stupirci con le malie provenienti direttamente dal cosmo, tramite le quali esplora il linguaggio e le suggestioni dell’astrofisica. Con una citazione da Carlo Rovelli, L’ordine del tempo, introduce Proxima b, riferendosi all’esopianeta più vicino alla nostra galassia, e tramite esso indaga le numerose fessure del tempo: 

“Say, for a moment, I exist at two points, one a solid line of heat at your side and another, a wink of light in the sky already racing back to you. This is the only now I am grateful for.”

tratto da Proxima b 

Diverse poesie esplorano le vie della sperimentazione attraverso la loro collocazione nello spazio metafisico della visione poetica per poi adagiarsi sulla pagina in forma innovativa: da Glitch honorifics che esplora la tridimensionalità e ha le sembianze di un puzzle genealogico a Homecoming che si cimenta in un grazioso incolonnamento nel quale vengono esplorati i tre differenti possibili scenari se la famiglia dell’autrice avesse lasciato o meno la Malaysia. 

L’idea della forma sulla pagina come parte integrante del processo creativo è un punto di forza fondamentale nelle declinazioni della poesia contemporanea, un criterio aggiunto tramite il quale indagare l’osservatorio privilegiato del poeta, che si diverte a giocare con le aspettative del lettore e la meraviglia suscitabile.

Il gioco di Cynthia Miller è innovativo, esplora le possibili combinazioni sul bianco della pagina e conferisce alla parola un più profondo significato inquadrato nel gioco dello spazio.
Miller rende l’adattamento nell’area della pagina una conditio sine qua non del processo creativo, combinata superbamente ad un immaginario sonoro cospicuo, linfa irrinunciabile della materia poetica. 

Honorifics è un racconto poetico che può essere letto a voce alta, ma che sulla pagina incarna la sua definitiva dimensione artistica. 

Devo ammettere che avevo letto e sentito meraviglie su questa raccolta poetica e, si sa, quando le aspettative sono alte è facile deluderle. 

Non è stato il caso di Honorifics. Tutte le aspettative sono state soddisfatte: è proprio uno di quei piccoli volumi a cui si fa ritorno nel tempo e che è ogni volta in grado di donarti qualcosa di diverso.
Ognuna delle poesie della raccolta ispira una sensazione di meraviglia e stuzzica l’immaginazione, ed esplora letteralmente universi e fondali marini: e proprio mentre si è assorti nella contemplazione di mondi lontani e intoccabili, con dolcezza, tramite il conforto degli affetti familiari, ti guida verso e attraverso il dolore legato alle realtà delle politiche di immigrazione. 

Questa è una raccolta di poesie forti, ma delicate; ostinate, ma volatili; ricche, ma umili. Ne consiglio la lettura a tutti coloro che volessero ascoltare le parole di una voce giovane, di una cittadina del mondo, che, sono certa, ha ancora molto da dirci.  

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