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Il regno delle donne – L’ultimo matriarcato

Pochi giorni prima della festa della donna, ho (è il caso di dirlo) non solo la possibilità ma il privilegio di poter recensire un saggio di immenso valore socio-culturale e che dovrebbe essere presente in ogni biblioteca, soprattutto in quelle scolastiche. Di questo, ringrazio la casa editrice Nottetempo, che mi ha spedito una copia del libro. Il regno delle donne – L’ultimo matriarcato è uscito il mese scorso arricchito da una nuova prefazione dell’autore, che a distanza di quindici anni torna sulla sua opera.

Ricardo Coler- L’autore

Ricardo Coler, classe 1956, è un medico, scrittore, giornalista e fotografo argentino. Ha pubblicato diversi reportage antropologici e di viaggio, tra cui Eterna giovinezza, sulla longevità degli abitanti della valle Vilcabamba in Ecuador (2011), sempre edito da Nottetempo.

Mosuo – collocazione

I Mosuo, conosciuti anche come Mosso o Moso, sono una minoranza etnica cinese di circa 50.000 individui che vive nelle province dello Yunnan e del Sichuan. Per la scrittura de Il regno delle donne – L’ultimo matriarcato, Coler si ferma sulle sponde del Lago Lugu, dove vive uno dei loro gruppi più numerosi. Nonostante le sue grandi differenze con gli altri gruppi etnici cinesi e le sue caratteristiche uniche al mondo, secondo la Repubblica Popolare Cinese i Mosuo farebbero parte del gruppo etnico dei Naxi.

Nel corso della loro storia, i Mosuo hanno subito pesanti repressioni da parte del regime cinese a causa del loro stile di vita in conflitto con gli ideali comunisti promossi da Mao. Adesso, per fortuna, le cose sono molto cambiate ma turismo e globalizzazione minacciano ancora questa società ormai quasi unica al mondo.

Mosuo – la famiglia

In quanto società matriarcale e matrilineare, al centro della famiglia c’è la matriarca. Infatti, è lei a tenere saldamente in mano le redini di ogni aspetto della vita Mosuo. La discendenza, contrariamente da quanto succede nella nostra società patriarcale, si trasmette per parte materna. In effetti il padre dei bambini quasi mai è noto. I nuovi nati sono allevati da tutti i parenti di sangue e nessuno lascia la casa materna, mai, per tutta la vita.

L’unica parentela che conta è la consaguineità, e anche se l’amore e l’erotismo rivestono un ruolo centrale nella vita Mosuo non sono presupposti sufficienti per creare nuovi nuclei familiari dal nulla.

Sotto la guida delle donne, le varie case materne prosperano e si sviluppano. Gli uomini, ritenuti comunque necessari per certi tipi di lavori, rivestono ruoli marginali come per esempio “baby sitter” dei più piccoli o barcaioli.

Mosuo – l’amore e la sessualità

Ci sono due tipi di legami possibili nella società Mosuo.

Il primo è il cosiddetto “matrimonio ambulante”. Quando un uomo e una donna Mosuo provano qualcosa di più della semplice attrazione l’una verso l’altro, decidono che non frequenteranno nessun altro all’infuori del partner scelto. Questo, però, non deve trarre in inganno: non ci sono atti né cerimonie che sanciscono alcun tipo di legame vincolante. Semplicemente, due persone decidono che per un po’ non avranno altri rapporti amorosi con altre persone.

Questo può durare per sempre o solo per un periodo, ma in ogni caso quando finisce accade senza drammi e gelosie. Le scenate e la possessività amorosa sono viste davvero male tra i Mosuo.

L’altro tipo di legame, invece, non si può nemmeno definire legame in realtà. Una donna, infatti, può decidere di avere quanti partner vuole, anche uno diverso per notte, oppure non averne nessuno per un po’, senza dover rendere conto a nessuno.

Come si può ben intuire, i Mosuo hanno molti meno vincoli di quanto siamo abituati. Non si deve cadere in facili stereotipi, però: un conto è essere libertini, un conto è rispettare le libertà individuali senza giudicare.

Conclusioni

Vale davvero la pena di leggere questo libro, e non mi rivolgo solo alle donne. La prospettiva che Ricardo Coler ci regala in Il regno delle donne – L’ultimo matriarcato è qualcosa di unico. Mi ha permesso di riflettere molto su consuetudini e usanze per noi normalissime ma forse non del tutto “giuste” né “sane”; mi ha permesso di vedere un’alternativa più che valida al patriarcato cui siamo purtroppo abituati; mi ha permesso di scoprire un angolo di mondo dove assolutamente vorrò andare un giorno.

Anche se non ci si vuole convertire alle usanze Mosuo, sapere che esistono è già di per sé preziosissimo. Contribuire, seppure in minima parte, alla loro conservazione lo è ancora di più.

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