Il significato della sigla LGBT e storia del movimento

Che significato ha la sigla LGBT? Cosa significa movimento LGBT?

LGBT: significato

Per correttezza occorre riepilogare le lettere della sigla che per lunghi periodi ha significato in termini politici e sociali rivendicazioni specifiche fuori dalle dinamiche sessiste, classiste e egoistiche.

sostieni

LGBT: significato

L: sta per lesbica

G: sta per gay

B: sta per bisessuale

T: sta per trans-gender e trans-sessuale

LGBTQ o LGBTQIA: significato

Il movimento LGBT ha affrontato battaglie contro la discriminazione che si basa sull’identità di genere ovvero sulla costruzione dei modelli sessuali voluti dalla società patriarcale e capitalistica, oggi alla sigla si sono aggiunte altre lettere che però a detta di molti, con quelle battaglie hanno poco a che fare:

Q: sta per queer

I: sta per intersessuale

A: sta per asessuale

Stereotipi e radicalismi lgbt

Nel movimento LGBT quando è assente il femminismo radicale gli stereotipi di genere prendono il largo, avviene questo nell’intera società d’altra parte, visto che questa si fonda spesso su stereotipi. Uno di questi è l’idea che si nascerebbe tutte e tutti bisessuali, questa è un idea pseudo scientifica (stereotipata) adottata da Freud, e nata nell’800.
A diffondere disinformazione su queste tematiche sono principalmente i mass media che non aiutano il movimento nell’opera di educazione e sensibilizzazione che, invece, insieme a un duro lavoro di controinformazione viene svolto dalle associazioni.

Patriarcato e discriminazione di genere

I ruoli di genere vanno superati ma per superarli deve finire il patriarcato, fin quando esisterà questo regime interdipendente e interconnesso alle classi sociali, alle classi sessuali, e alle classi razziali (dove la donna sarebbe inferiore al maschio secondo la cultura patriarcale) esisteranno i ruoli e gli stereotipi che una parte di questa sigla è ben lungi dal mettere in discussione anche se sembra farlo, per la deriva che ha preso il movimento queer questo è avvenuto, ovvero la riaffermazione totalizzante proprio di quei ruoli come sostiene anche Giovanni dall’Orto con la frase: “come tutte le forme del Pensiero Unico postmodernista anche il queer è una forma d’ideologia che ama presentarsi come una anti-ideo-logia.”

Bandiera LGBT o bandiera arcobaleno

bandiera lgbt
Bandiera lgbt o bandiera arcobaleno

La bandiera lgbt o bandiera arcobaleno è dagli anni ’80 simbolo del movimento di liberazione omosessuale. Questa bandiera venne usata per la prima volta nel 1978 a San Francisco durante un Gay Pride. Simile alla bandiera della pace, è composta da sei colori invece che sette. Inoltre, rispetto alla bandiera della pace, i colori sono disposti in ordine diverso. Il suo significato risiede nell’armonia dei colori e man mano è diventata rappresentativa dell’orgoglio gay e lesbico.

Movimento lgbt

Il movimento lgbt o movimento di liberazione omosessuale è quell’insieme di gruppi e associazioni che in tutto il mondo si battono per i diritti delle persone omosessuali e bisessuali. Le origini del movimento sono da ricercare nei famosi moti di Stonewall. Il 27 giugno del 1969 la polizia di New York cercò di entrare nello Stonewall, un gay bar newyorkese. All’irruzione seguirono scontri e la polizia non riuscì nell’intento di disperdere la folla. Nei giorni successivi molte persone si radunarono per protestare contro la violenza della polizia. Da quel momento il 28 giugno divenne il giorno in cui tenere manifestazioni definite Gay Pride in cui celebrare l’orgoglio gay.

LGBT+ Movimento e tensioni

I movimenti LGBT+ hanno attraversato nel corso del tempo vari luoghi, arrivando perfino ad affidarsi ed integrarsi con le destre, ma questi sono casi estremi seppur non trascurabili e anzi alla lunga divenuti piuttosto sistemici.

Spesso viene dimenticato nei vari movimenti che l’antagonismo non è un concetto vuoto, e che (per contro) c’è un sistema che è un sistema di valori nei quali rientra anche l’etero sessismo, eppure nella storia dei movimenti e delle proteste per la richiesta di diritti e di riconoscimento soggettivo, le punte delle proteste hanno riguardato la consapevolezza di tale etero sessismo e la messa in discussione dello stesso, particolarmente lo hanno fatto le femministe radicali anarchiche e non, mettendo l’accento sulle differenze ma non al fine di emarginare ma affinché esse trovassero rappresentanza.

In questo quadro le dicotomie però hanno inficiato e pesato notevolmente su l’interezza del movimento. Il desiderio di adeguarsi al modello etero ha fatto il resto innescandosi con la dicotomia: o giusto o sbagliato, che risulta pervasiva quando dietro di essa c’è un modello che include la famiglia come nucleo fondante della società patriarcale gerarchizzata con annessi ruoli e funzioni attribuite ai ruoli stessi.

Il genere sessuale è una costruzione sociale, eppure pur essendo questa una verità da inscrivere all’interno della società data, e nella quale si cresce, è un concetto non ancora compreso e anzi criticato perfino oggi dal movimento LGBT+ in molte sue parti.

Movimentismo e etero sessismo: il tema LGBT

Le tematiche e le vite delle persone LGBT sono in continua discussione, un termine politico che spesso viene impiegato, termine comunque di estrazione borghese ma utile alla comprensione, è quello di reflusso.

Questo termine indica che se c’è un periodo nel quale le proteste sociali sono forti, ve ne sia uno successivo nel quale le persone ritornano nei luoghi di “sicurezza” ovvero smettano di lottare per restare sicuri su ciò che conoscono ma ciò che conoscono è ovviamente la struttura di potere nella quale si viene cresciuti, con annessi ruoli sociali pretesi da tale struttura.

È accaduto anche ad una parte del movimento LGBT, ed è accaduto quando questa parte del movimento ha deciso che l’etero sessismo andasse bene come orizzonte al quale aspirare. Lo stato che si vive è uno stato borghese, sessista, razzista e specista caratterizzato da una cultura che intende ridurre le differenze ad orpello da denigrare, persone diverse che aspirano ad essere come l’oppressore le vuole trovano luogo anche nel movimento LGBT per cui parlare di reflusso risulta idoneo.

Avanguardie che invece vedono questo “disegno” per quello che è, ancora esistono, ma queste vengono schernite e messe al di fuori del movimento stesso che ormai nella sua maggioranza ha accettato prassi e costumi di stampo gerarchico e oggettivante, insomma di uso e abuso.

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