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Intervista a Ivan Alemanno, fondatore della casa editrice Watson

La casa editrice Watson è stata fondata nel 2009 da Ivan Alemanno ed ha sede a Roma. Watson pubblica narrativa di diversi generi con una particolare attenzione al fantasy ed alla fantascienza ed ai loro sottogeneri. Gli autori pubblicati sono italiani e tra di essi ve ne sono alcuni emergenti selezionati con molta cura. Nel catalogo dei libri pubblicati da Watson ci sono anche antologie di racconti e ritratti di alcuni personaggi come Rasputin, Paul Verlaine e Vincent Van Gogh. Ma anche Librogame, gialli, horror e libri per ragazzi.

Per me è un grande piacere dare il benvenuto ad Ivan Alemanno su questo nostro blog e ringraziarlo per la sua disponibilità a rispondere alle nostre domande. Con questa intervista cominceremo a conoscere Ivan Alemanno e il modo in cui lavora con la sua casa editrice. Ma avremo modo man mano di approfondire il suo lavoro e le sue scelte editoriali recensendo e proponendo le novità di Watson edizioni.

Domanda. Quali difficoltà si incontrano nella pubblicazione di autori italiani, penso in particolar modo al genere fantascientifico?

Risposta. La ricerca di autori italiani di qualità e testi altrettanto validi non è certamente un percorso facile. Eppure, quando si persegue ciò in cui si crede, i risultati arrivano. La maggior parte delle proposte di pubblicazione vengono scartate perché banali e ripetitive, forse per la poca attenzione verso le nostre tradizioni. Per questo si tende a utilizzare gli stessi modelli, costumi e personaggi che già hanno avuto un riscontro. Eppure c’è molto da dire e altrettanto da elaborare semplicemente guardandosi attorno.

D. In che modo preferite selezionare autori emergenti? Attraverso l’invio diretto di un manoscritto o attraverso la selezione di agenzie letterarie?

R. Utilizziamo entrambe le modalità perché il talento lo si può scoprire con un intermediario ma anche per puro caso attraverso una semplice email.

Sul mercato del libro si affacciano nuove tendenze come e-book, audiolibri e librogame. Crede che un giorno il libro cartaceo scomparirà?

Il libro non scomparirà finché il lettore avrà modo di scegliere. Fruire del cartaceo, del digitale o dell’audiolibro è soprattutto un’evoluzione e aver dato libertà a tutti di nutrirsi di un contenuto nella modalità che più piace o torna comodo.

Il lavoro che richiede la pubblicazione di un libro è impegnativo e variegato. Si parte dalla lettura, correzione, fino ad arrivare alla stampa, distribuzione, invio di comunicati stampa, partecipazione a festival, presentazioni e conferenze. Quale aspetto la entusiasma di piú?

Nel processo creativo del libro cartaceo, ciò che amo di più è la selezione dei manoscritti e l’ideazione della veste grafica. Scoprire una storia nella quale si crede e si investe, vale tantissimo in termini di orgoglio e soddisfazione. C’è poi la copertina che ne determina la riuscita estetica. Perché l’occhio vuole senza dubbio la sua parte e tra migliaia di titoli in commercio questo è senza dubbio un punto in più rispetto alla concorrenza.

Si parla quasi sempre di generi letterari, meno di tematiche, contesti e messaggi di un libro. Quali sono, in questo senso, le tendenze piú interessanti dell’ultimo periodo?

In effetti si è discusso molto di questo e giusto con l’inizio della pandemia ci si è mossi di più verso tematiche e messaggi. I generi letterari hanno consolidato la loro forza per ampiezza di proposta e hanno iniziato a concentrarsi su tematiche sociali, per esempio. Posso citare, tra tanti, il solarpunk che promuove una visione ottimista e progressista del futuro.

Secondo lei la scuola fa giá abbastanza per educare ed avvicinare i piú giovani alla lettura di libri, di saggistica e narrativa, che non siano manuali scolastici?

La scuola ha talmente tante problematiche da affrontare che difficilmente può riuscire ad avvicinare i giovani alla lettura con senso critico. Semmai ci prova, ma con scarsi risultati su grande scala. Certo è che ci sono piccole realtà dove, invece, progetti di lettura vanno benissimo e stimolano positivamente. Vorrei citare l’iniziativa
“Leggo quindi sono” di Foggia che coinvolge centinaia di ragazzi in un concorso che li rende protagonisti.

Ci indica un paio di nomi di autori, pubblicati dalla sua casa editrice, che secondo lei hanno una lunga e promettente strada come scrittori?

Ce la stiamo mettendo tutta per farli diventare tutti grandi scrittori!

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