“Lasciare andare”, il suggestivo diario poetico di Max Deste

lasciare andare

Max Deste ha deciso di scrivere la sua nuova storia in versi endecasillabi, presentando “Lasciare andare”, un diario poetico ricco di pathos e di colpi di scena.

Già nel suo precedente romanzo – “Il desiderio di cadere” – aveva scelto un registro crudo e drammatico, non abbandonando mai il suo piglio ironico, per raccontare la vicenda di vita di un uomo tormentato, ed è ciò che fa anche in questa sua ultima opera, in cui il protagonista affronterà l’Inferno prima di riemergere alla luce.

Entrambi i personaggi dei due romanzi sono scavati dal dolore ma non si arrendono mai: la loro tenacia è ammirevole, e riescono sempre a rialzarsi anche dopo una tremenda caduta; il protagonista di questa storia, infatti, sembra che abbia il dono di rinascere dalle proprie ceneri. Dalla prefazione all’opera di Rossana Marcuccilli: «L’autore gioca con sagace ironia e con l’estremismo di certi luoghi interiori per portare alla luce l’improbabilità del dramma esistenziale. Come il bene anche il male crea i suoi legami o meglio delle catene di perdizione e di baratro nelle quali si cade costantemente»; e in effetti egli si perde spesso, a volte per sua volontà, altre invece per la crudeltà di un destino avverso, che lo conduce a sperimentare dolorose perdite sin dalla tenera età.

Il romanzo si apre sulla gioventù del protagonista; ha quattordici anni e vive i classici disagi dell’adolescenza non potendo però fare affidamento sulle figure genitoriali: sua madre è purtroppo morta e il padre si è rifugiato nell’alcol ed è diventato violento. Non avendo questi necessari appigli, egli trova l’unica salvezza nella lettura dei classici, mediante i quali riesce a placare le urla strazianti della sua anima. Profondamente solo, comincia anche a scrivere un diario in versi per esprimere il suo dolore – «Ed io camminavo solo ed incerto senza una meta, senza una ragione, ma infine, come un lampo nella notte, nel cuore fecero breccia le muse. Avrei scritto di perdite e d’amore avrei dipinto la disperazione, nella mente una danza di parole, sotto il petto bruciava un’emozione».

L’autore ci mostra poi il suo protagonista negli anni a seguire, impegnato in relazioni che non si solidificano mai, perché è imprigionato in una sorta di reiterazione della perdita della prima donna della sua vita; lo osserviamo mentre fallisce e mentre ottiene dei successi lavorativi, mentre crea la sua arte, mentre perde altre figure importanti e, soprattutto, mentre lascia sul percorso pezzi della sua anima. Eppure, la tragica bellezza dell’esistenza riesce ancora a farlo sentire vivo, nonostante tutto.



Contatti
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Link di vendita online
https://www.amazon.it/Lasciare-andare-Max-Deste/dp/8830693111

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