Lettera a un fumatore o a una fumatrice…

Pontedera 29/11/2022

Car* fumatore o fumatrice,

ho smesso di fumare svariati anni fa. Ogni sera prima di andare a dormire mi fumavo l’ultima sigaretta della giornata e mi promettevo che il giorno dopo avrei smesso, ma poi il giorno successivo riprendeva tutto come prima. Ero stanco di avere i denti e i diti ingialliti di nicotina sempre. Ero stanco della bronchite, del mal di testa, del raschio alla gola. Un tempo quando facevo qualche sforzo fisico o correvo mi mancava il fiato. Poi diciamocelo francamente ero stanco di essere meno prestante sessualmente, anche se ero giovane. Ma ce la facevo ancora a fare all’amore e continuavo a fumare, nonostante tutto. Mi dicevo che dovevo eliminare le sigarette inutili. C’erano le sigarette dopo un caffè,  dopo il sesso e dopo un bicchiere di vino che erano irrinunciabili,  ma le altre avrei potuto eliminarle. Così mi ripetevo mentalmente, ma non sapevo che era una scusa bella e buona, che mi sbagliavo alla grande. Ma la nicotina per come la conosco è una sostanza molto insidiosa: puoi farti tre  birre in compagnia e poi non bere più per mesi (certamente anche l’alcol è una brutta bestia), ma se smetti e un giorno decidi di rimetterti in bocca una sigaretta è facilissimo  che tu ricominci a fumare.  Magari c’era in me l’autoattribuzione di tabagista,  di dipendente dalla nicotina, ma la scacciavo dalla mente, veniva relegata nell’inconscio, veniva rimossa. Sapevo di avere un vizio, una cattiva abitudine, ma cercavo di non pensarci. Arricchivo un tabaccaio che nemmeno mi salutava e vendeva legalmente merda che accorciava la vita, ammalava le persone, le uccideva. Ma il tabacco è una droga legalizzata, di Stato ed è tutto lecito. Il tabaccaio, lo Stato non hanno alcuna colpa: sei tu che hai libero arbitrio e scegli di inalare quella merda, che in pochissimi secondi ti arriva al cervello e ti sembra di stare così bene. Questa è la vulgata. Non sei stanc* di partecipare a questo sistema, a questa carneficina? Non sei stanc* di dare soldi alle multinazionali del tabacco? Ti va forse bene arricchire questi signori e pagare una tassa indiretta per qualcosa di estremamente deleterio per la tua salute? Anche per le sigarette si parla di assuefazione, dipendenza, astinenza. Ai miei tempi molte persone fumavano e c’era la pressione sociale, il conformismo, la moda. Ora tutto ciò non c’è più. Ora è l’esatto contrario. Forse non è giusta la crociata contro il fumo, come in America, ma non hanno tutti i torti. In America se vuoi una casa in affitto non devi fumare. Ammettilo candidamente: a differenza di altre sostanze è molto facile diventare dipendenti dalla nicotina e tu lo sei. Non pensare al piacere immediato. Pensa a te a lungo termine. Pensa ai tuoi familiari. Pensi che la sigaretta tolga ansia o riduca lo stress, mentre è un tuo modo errato di etichettare cognitivamente la sigaretta. Non è la realtà, ma solo la tua percezione soggettiva. Il fumo ti sembra una valvola di sfogo che non ti fa implodere o esplodere. Pensi che non potresti trattenere la tua ira di fronte a un’ingiustizia subita. Non è così.  Ho smesso da tanto tempo, sono impulsivo caratterialmente e ti posso garantire che la nicotina è solo un’eccitante e non un calmante: è mille volte meglio una camomilla. Se studi o svolgi una professione intellettuale è vero che la sigaretta aiuta molto a concentrarsi e a memorizzare, ma puoi farlo anche bevendo dei caffè, facendo meditazione o cercando motivazione e forza dentro te. Ne vale la pena di mettersi del catrame nei polmoni? Se sei giovane non rimandare troppo in là e se sei matur* o anzian* non pensare che sia troppo tardi perché non hai ancora il destino segnato. Un tempo fumavo anche con rabbia perché una ragazza non ci stava, mi prendeva in giro, andava con altri. Adesso posso vedere quelle ragazze diventate donne attempate,  posso vederle invecchiate, posso vedere i segni inequivocabili del tempo sui loro visi e sul loro corpo: se non avessi smesso adesso sarei morto e questa piccola soddisfazione non l’avrei avuta. Adesso posso vedermi invecchiare e vedere invecchiare i miei cari e prenderla con autoironia: se avessi continuato a fumare adesso non ci sarei più vicino ai miei cari. Ne vale veramente la pena fumare? Hai dei figli? Sai che rischi di non vederli crescere?  Magari pensi che ci voglia grande forza di volontà e che sia difficilissimo. Le dipendenze psicologiche, le coazioni a ripetere non è detto che abbiano sempre la meglio. È più facile di quello che tu pensi smettere, basta avere un minimo di determinazione. E se ci sono situazioni, persone, riti che tu associ obbligatoriamente alle sigarette cambia la tua vita. Ne va della tua salute. Non pensare di impazzire. Non impazzirai.  Si impazzisce per ben altre cose. Se pensi di rendere di meno sul lavoro senza le sigarette ti sbagli perché il tabacco non rende creativo o efficiente nessuno. Le sigarette non sono necessarie. Ti fanno solo male. Che cosa ti hanno fatto i tuoi polmoni per ridurli così? Non sai quanta paura ho avuto quando mi facevo un elettrocardiogramma o qualche altro esame medico. Non cercare di ridurre la dissonanza cognitiva andando a vedere quanti grandi personaggi fumavano. Pensa a tutte queste cose che ti ho detto e fai la cosa giusta. È un piccolo grande passo. Non ci vuole niente. Fumare è un suicidio pianificato, premeditato, a lungo termine. Valuta i pro e i contro. Il fumo è  falso relax. Può avere delle epifanie o delle gioie anche non fumando.  Si sopravvive più da ex fumatori che da fumatori. Basta con questa autodistruzione lenta e inesorabile,  con questo masochismo interiore. Bisogna imparare a volersi un poco di bene nella vita, anche perché non è detto che gli altri ce lo vogliono e poi se non riesci a volere un minimo di bene a te come puoi riuscire a volere bene agli altri? Fumando fai del male a te e anche ai tuoi cari. E se non c’è la fai chiedi aiuto. Quando si ha bisogno di aiuto non c’è niente di male a chiederlo. 

sostieni

Un abbraccio,

Davide

Nato nel 1972 a Pontedera. Laureato in psicologia. Collaboratore di testate giornalistiche online, blog culturali, riviste letterarie. Si muove tra il pensiero libertario di B.Russell, di Chomsky, le idee liberali di Popper ed è per un'etica laica. Soprattutto un libero pensatore indipendente e naturalmente apartitico. All'atto pratico disoccupato.

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