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L’umorismo di Luigi Pirandello è un saggio diventato pietra miliare e classico di riferimento sul tema. Intra propone la seconda e più completa edizione edizione del 1920 con la risposta alle critiche di Benedetto Croce alla prima edizione.
Cos’è l’umorismo secondo Pirandello? (in breve)
L’umorismo, secondo Luigi Pirandello, nasce dal sentimento del contrario. A differenza della comicità, che si limita all’avvertimento del contrario, l’umorismo porta a riflettere sulle ragioni profonde di ciò che osserviamo, suscitando comprensione, empatia e talvolta malinconia.
L’umorismo di Pirandello
L’umorismo è un saggio attraverso il quale l’autore, Luigi Pirandello, intende fare chiarezza e definire il concetto e la categoria dell’umorismo. Ad alimentare la confusione è anche l’utilizzo nella lingua inglese della parola humor e nel francese della parola humour. Si tende a far confusione o ad accumunare umorismo, ironia e comicità senza fare una distizione.
Pirandello cerca di trovare una soluzione a degli interrogativi riguardo l’umorismo. Se l’umorismo sia un fenomeno esclusivamente moderno, se sia di natura nordica e riguarda le culture germaniche piuttosto che quelle latine. L’umorismo di Pirandello viene citato dalla professoressa Laura Salmon nel suo studio su I meccanismi dell’umorismo, in cui prende in considerazione gli autori che meglio hanno trattato il terma: Pirandello, Bergson, Freud e Raskin.
Differenza tra comicità e umorismo secondo Pirandello
Secondo Luigi Pirandello la comicità si ha quando c’è l’avvertimento del contrario, un contrasto tra la nostra aspettativa e quello che accade nella narrazione. L’umorismo, invece, si fonda sul sentimento del contrario che è una forma di comprensione del contrario attraverso l’empatia con l’oggetto della nostra attenzione. Avviene nell’osservatore una riflessione che lo porta a superare l’avvertimento e a spiegarsi il motivo di quella percezione.
Avvertimento del contrario: l’origine della comicità
Secondo Pirandello la comicità nasce dall’avvertimento del contrario. Si tratta della percezione immediata di qualcosa che appare fuori posto rispetto alle nostre aspettative.
L’esempio più famoso proposto dall’autore è quello di una vecchia signora vestita e truccata come una ragazza. La scena può suscitare una risata spontanea perché mette in evidenza un contrasto evidente tra l’età della donna e il modo in cui si presenta.
Questa prima reazione è puramente comica: l’osservatore coglie il contrasto ma non riflette ancora sulle sue cause.
Sentimento del contrario: l’origine dell’umorismo
L’umorismo nasce quando alla prima impressione si aggiunge la riflessione. Osservando la stessa donna anziana, l’osservatore può chiedersi perché senta il bisogno di apparire giovane.
Forse teme la solitudine, forse desidera ancora sentirsi amata o accettata. A questo punto il riso lascia spazio alla comprensione e all’empatia.
È proprio questo passaggio dall’avvertimento del contrario al sentimento del contrario che distingue l’umorismo dalla semplice comicità. L’umorista non si limita a ridere delle contraddizioni umane, ma cerca di comprenderle.
Differenza tra ironia e umorismo secondo Pirandello
Sebbene spesso vengano confusi, ironia e umorismo non coincidono. Per Pirandello l’ironia consiste nel mostrare una contraddizione o una distanza tra ciò che appare e ciò che è realmente, mantenendo però un certo distacco dal soggetto osservato.
L’umorismo compie invece un passo ulteriore. Dopo aver colto la contraddizione, cerca di comprenderne le ragioni profonde. Per questo motivo l’umorismo coinvolge la partecipazione emotiva e la compassione verso i personaggi.
L’ironista mette in evidenza il difetto o l’incoerenza; l’umorista cerca di capire il dramma umano che si nasconde dietro quel difetto.
Per Pirandello l’umorismo è quindi una forma di conoscenza più complessa dell’ironia. Non si limita a smascherare le illusioni, ma rivela anche la fragilità e le sofferenze che si celano dietro le maschere sociali.
In sintesi:
- l’ironia osserva e giudica;
- la comicità fa ridere;
- l’umorismo comprende.
È proprio questa comprensione che genera il sentimento del contrario e rende l’umorismo una forma di riflessione profonda sulla condizione umana.
Il fascino per l’umorismo inglese e francese
Pirandello critica quella mania di prendere in considerazione solo gli autori umoristici stranieri, citando Pascoli secondo cui c’è un fascino per la lingua straniera e un quid nella propria lingua e letteratura che non viene percepito. Tra gli autori francesi che Pirandello prende ad esempio di umorismo vi sono Voltaire, Montesquieu, Rabelais.
Tra gli autori di lingua inglese che secondo Pirandello sono esempi di umorismo, vi sono: Chaucer, Sterne (Tristram Shandy), Byron, Swift, Fielding, Dickens, Thackeray (Il libro degli snobs, Vanity fair), Sidney-Smith.
L’umorismo italiano
Numerosi sono gli autori italiani che Pirandello cita e paragona ai più famosi autori stranieri. Tra le maggiori opere umoristiche italiane ci sono Il morgante di Pulci, L’illustrissimo di Cantoni, L’asino e Il buco nel muro di Guerrazzi, Candelaio di Giordano Bruno, Il Decamerone di Boccaccio. Ma anche Folengo e Belli per la poesia maccheronica, il Berni, la poesia satirica di Passeroni.
L’umorismo secondo Pirandello
Pirandello definisce l’umorismo come una forma di “autoironia” in cui le persone riflettono su se stesse, prendendosi in giro, con un distacco critico costruttivo. Egli credeva che i risultati dell’umorismo fossero profonde riflessioni filosofiche che sopravvivevano alle interpretazioni temporanee o all’effetto di divertimento di un certo periodo.
L’ultimo capitolo del saggio è dedicato alla ricerca di una definizione dell’umorismo. Pirandello ne individua la caratteristica principale nella contraddizione fondamentale che ha origine nel disaccordo tra la vita reale e l’ideale umano, tra le nostre aspirazioni e le nostre debolezze, che ha come effetto la perplessità tra il pianto e il riso, lo scetticismo di ogni pittura umoristica e il suo procedere minuziosamente analitico.
Il sentimento del contrario
Il sentimento del contrario è il processo, individuato da Luigi Pirandello, da cui scaturisce la rappresentazione umoristica. Il sentimento del contrario è quella particolare riflessione che ci impedisce di ridere di una rappresentazione comica. La differenza dell’umorismo dall’ironia sta nel fatto che l’umorista sa irridere e sdegnarsi nel racconto di uomini e sentimenti, ma, al tempo stesso, riesce ad essere indulgente e a compatire.
L’umorismo affiora proprio da quel contrasto tra la riflessione e il sentimento.
La poetica dell’umorismo secondo Pirandello
La poetica dell’umorismo di Pirandello si fonda sul sentimento del contrario, cioè sulla capacità di andare oltre la semplice comicità per comprendere le contraddizioni dell’esistenza umana. Attraverso l’umorismo, lo scrittore analizza il conflitto tra realtà e apparenza, tra identità autentica e maschere sociali.
La poetica dell’umorismo di Luigi Pirandello si distingue per la sua capacità di analizzare la complessità dell’animo umano attraverso la contraddizione e il conflitto interiore. Pirandello, attraverso il suo saggio, delinea come l’umorismo non sia solo una questione di riso, ma un profondo processo di introspezione che rivela la dualità della condizione umana.
L’umorismo, per Pirandello, è un mezzo per indagare e riflettere sulle incongruenze della vita, offrendo una visione più ampia e complessa dell’esistenza. Questa poetica si manifesta nella capacità dell’umorista di cogliere e rappresentare il “sentimento del contrario”, ovvero quella percezione di dissonanza tra l’ideale e il reale, tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere.
Pirandello scrittore umorista
Luigi Pirandello, noto principalmente per i suoi drammi e romanzi, è stato anche un acuto osservatore della natura umana attraverso l’umorismo. La sua opera riflette una profonda comprensione dell’umorismo come strumento di analisi sociale e psicologica. Pirandello scrittore umorista utilizza il suo acume per svelare le maschere sociali che gli individui indossano, osservando la tensione tra l’essere e l’apparire. La sua narrativa umoristica, ricca di ironia e autoironia, invita i lettori a una riflessione critica sulla realtà, mostrando come dietro il velo della quotidianità si nascondano verità più profonde e talvolta inquietanti.
L’umorismo nelle novelle di Pirandello
Una delle manifestazioni più evidenti dell’umorismo di Pirandello si trova nelle sue novelle. In particolare, la novella “La patente” è spesso citata come esempio emblematico del suo umorismo. In questa storia, Pirandello gioca con l’idea della sfortuna come una sorta di “patente” che il protagonista cerca di rendere ufficiale, mettendo in luce l’assurdità delle convenzioni sociali e la fragilità dell’identità personale. Attraverso queste narrazioni, Pirandello dimostra come l’umorismo possa essere un potente mezzo per esplorare la condizione umana, rivelando le contraddizioni e le ambiguità che caratterizzano l’esistenza.
Lo scopo dell’umorismo secondo Pirandello
Per Pirandello, lo scopo dell’umorismo trascende la semplice comicità o il divertimento. L’umorismo diventa uno strumento di conoscenza, una lente attraverso cui esaminare la realtà in tutte le sue sfaccettature. L’intento umoristico, quindi, è quello di provocare una riflessione critica, spingendo l’osservatore a riconsiderare le proprie certezze e a guardare oltre le apparenze. L’umorismo, in questo senso, assume una valenza quasi filosofica, offrendo spunti di meditazione sulla natura dell’esistenza e sulle incongruenze della vita sociale.
Esempi di umorismo in Pirandello
L’opera di Pirandello è costellata di esempi di umorismo che spaziano dalla sottile ironia alla satira più pungente. Oltre alla già citata “La patente”, altre opere come “Il fu Mattia Pascal” offrono spunti umoristici profondi e complessi. In questo romanzo, la vicenda del protagonista, che si ritrova a vivere una sorta di “seconda vita” dopo essere stato creduto morto, diventa un’occasione per riflettere sull’identità, sulla libertà e sulle convenzioni sociali, il tutto filtrato attraverso un umorismo che oscilla tra il comico e il tragico.
Approfondimento
Il sentimento del contrario elaborato da Pirandello si inserisce in una lunga tradizione letteraria che comprende satira, grottesco e umorismo moderno. Se vuoi approfondire l’evoluzione di questi concetti, leggi la nostra guida completa alla Storia dell’umorismo e del grottesco in letteratura.
Domande frequenti sull’umorismo di Pirandello
Per Pirandello l’umorismo nasce dal sentimento del contrario. A differenza della comicità, che si limita a evidenziare una contraddizione, l’umorismo porta a riflettere sulle ragioni profonde di quella situazione, generando comprensione ed empatia.
Il sentimento del contrario è il processo che trasforma una percezione comica in una riflessione umoristica. Dopo aver colto un contrasto o un’incongruenza, l’osservatore cerca di comprenderne le cause e prova partecipazione emotiva verso chi la vive.
La comicità nasce dall’avvertimento del contrario, cioè dalla percezione immediata di qualcosa che appare fuori posto. L’umorismo nasce invece dal sentimento del contrario, quando alla prima impressione si aggiunge una riflessione che porta alla comprensione della situazione.
L’ironia mette in evidenza una contraddizione mantenendo un certo distacco critico. L’umorismo, invece, cerca di comprendere le ragioni profonde di quella contraddizione e coinvolge maggiormente la dimensione emotiva e umana.
Pirandello espone la propria teoria nel saggio L’umorismo, pubblicato nel 1908 e successivamente ampliato nel 1920. In quest’opera sviluppa i concetti di avvertimento del contrario e sentimento del contrario.
Perché nelle sue opere utilizza l’umorismo come strumento per indagare le contraddizioni dell’esistenza umana. I suoi personaggi mostrano spesso il conflitto tra ciò che sono realmente e l’immagine che presentano agli altri.
