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L’anarchismo ha sempre avuto un rapporto particolare con i simboli. Un movimento che rifiuta autorità, gerarchie e appartenenze imposte potrebbe sembrare poco incline a riconoscersi in bandiere ed emblemi. Eppure, nel corso della sua storia, ha prodotto un immaginario visivo immediatamente riconoscibile.
La bandiera nera, la bandiera rosso-nera, la A cerchiata, il gatto nero, la stella nera e, in contesti più recenti, diverse bandiere bicolori sono entrati nel linguaggio politico anarchico.
Non tutti questi simboli hanno però la stessa origine, la stessa importanza storica o lo stesso significato. Alcuni provengono direttamente dal movimento anarchico, altri dal movimento operaio e sindacale rivoluzionario; altri ancora sono reinterpretazioni relativamente recenti.
Questa mappa concettuale dei simboli anarchici serve quindi a orientarsi nella loro storia e nel loro significato, mostrando soprattutto le relazioni tra simboli, idee e correnti dell’anarchismo.
Mappa concettuale dei simboli anarchici

I principali simboli possono essere organizzati intorno a un nucleo comune:
ANARCHISMO
→ Bandiera nera
Antiautoritarismo · Rivolta · Internazionalismo
→ Bandiera rosso-nera
Anarchismo · Socialismo · Movimento operaio
→ A cerchiata
Identità anarchica · Simbolo internazionale
→ Gatto nero
IWW · Azione diretta · Conflitto del lavoro
→ Stella nera
Identità libertaria · Immaginario rivoluzionario
→ Rosa nera
Simbolo culturale · Ribellione · Trasformazione
Da questa struttura principale si sviluppano poi diverse varianti contemporanee che utilizzano il nero insieme ad altri colori per identificare particolari sensibilità libertarie.
La prima cosa da comprendere, quindi, è che non esiste un unico simbolo ufficiale dell’anarchismo. Esiste piuttosto una costellazione di immagini che si sono diffuse attraverso movimenti, organizzazioni, giornali, lotte sociali e culture differenti.
La bandiera nera: il simbolo storico dell’anarchismo
Tra tutti i simboli anarchici, la bandiera nera è uno dei più antichi e riconoscibili.
Il nero compare nelle lotte sociali europee già prima della formazione di un movimento anarchico organizzato. Durante la rivolta dei canuts di Lione del 1831, per esempio, gli operai tessili utilizzarono una bandiera nera.
Bisogna però distinguere l’utilizzo del colore nero nelle rivolte sociali dalla sua successiva identificazione specifica con l’anarchismo.
Un momento fondamentale avviene a Parigi il 9 marzo 1883, quando Louise Michel guida una manifestazione di disoccupati portando una bandiera nera. La documentazione relativa al suo processo conferma esplicitamente la sua presenza alla testa del corteo con il vessillo nero. Nello stesso periodo il colore si diffonde sempre più negli ambienti anarchici. (anarchistfaq.org)
Cosa significa la bandiera nera anarchica?
Non esiste un’unica interpretazione ufficiale.
Il nero può innanzitutto rappresentare la negazione delle bandiere nazionali e, con esse, dell’autorità dello Stato e delle appartenenze politiche imposte.
Ma possiede anche un significato legato al lutto, alla miseria e all’oppressione sociale. Louise Michel stessa collegava la bandiera nera alla condizione di chi non aveva pane e alla protesta degli sfruttati. (Wikipedia)
Nel tempo la bandiera nera è così diventata capace di evocare diversi concetti:
- antiautoritarismo;
- rifiuto dello Stato;
- internazionalismo;
- rivolta;
- autonomia;
- solidarietà con gli oppressi.
Il nero non rappresenta quindi semplicemente la distruzione dell’ordine esistente. Nell’immaginario anarchico può indicare anche il rifiuto di sostituire un’autorità con un’altra.
La bandiera rossa e le radici socialiste dell’anarchismo
Prima che la bandiera nera diventasse uno dei segni distintivi dell’anarchismo, il movimento libertario condivideva parte dell’immaginario del più vasto movimento socialista e operaio dell’Ottocento.
Tra questi simboli troviamo soprattutto la bandiera rossa.
Non dovrebbe sorprendere: anarchismo, socialismo rivoluzionario e movimento operaio condividono una parte importante della propria storia ottocentesca.
Il rosso richiama quindi:
lotta sociale → movimento operaio → rivoluzione → emancipazione
La progressiva affermazione del nero non cancellerà completamente questa eredità.
Al contrario, i due colori finiranno per incontrarsi.
La bandiera rosso-nera anarchica
La bandiera rosso-nera è oggi uno dei simboli più conosciuti dell’anarchismo sociale e dell’anarcosindacalismo.
La sua interpretazione più immediata nasce proprio dall’incontro tra due tradizioni:
ROSSO
→ socialismo
→ movimento operaio
→ rivoluzione sociale
NERO
→ anarchismo
→ antiautoritarismo
→ rifiuto dello Stato
Da questa unione nasce un simbolo capace di rappresentare l’idea di una trasformazione sociale che non conduca alla costruzione di un nuovo potere statale.
Ma sarebbe sbagliato far cominciare la storia della bandiera rosso-nera con la CNT spagnola.
In Italia sono documentati utilizzi del rosso e nero negli ambienti internazionalisti e anarchici già negli anni Settanta dell’Ottocento. La storia comprende il Comitato Nazionale per la Rivoluzione Sociale, le coccarde rosso-nere utilizzate nel tentativo insurrezionale del 1874 e la successiva esperienza della Banda del Matese di Carlo Cafiero ed Errico Malatesta nel 1877.
Questa vicenda merita però un approfondimento autonomo.
→ Per ricostruire date, documenti e protagonisti, leggi: Bandiera rosso-nera anarchica: storia, significato e origini.
In questo articolo ci interessa soprattutto comprenderne la posizione all’interno della più ampia mappa dei simboli anarchici.
La A cerchiata: il simbolo dell’anarchia più riconoscibile
Se la bandiera nera appartiene alla storia ottocentesca dell’anarchismo, la A cerchiata è molto più recente.
E questo è uno dei punti sui quali circolano più ricostruzioni errate.
La nascita documentata della A cerchiata come simbolo anarchico risale all’aprile del 1964, quando viene proposta dai Jeunes Libertaires di Parigi.
L’idea viene attribuita a Tomás Ibáñez, mentre René Darras realizza graficamente il segno. L’obiettivo era creare un simbolo semplice, rapido da disegnare e utilizzabile dalle differenti componenti del movimento anarchico. (Centro Studi Libertari)
La proposta francese inizialmente non ottiene una diffusione particolarmente ampia. Saranno anche i giovani anarchici milanesi, a partire dal 1966, a contribuire alla successiva circolazione del simbolo.
La sua esplosione internazionale avverrà soprattutto negli anni successivi.
Cosa significa la A dentro il cerchio?
La lettura diventata più conosciuta vede nel simbolo l’unione di:
A → Anarchia
e
O → Ordine
richiamando l’idea proudhoniana secondo cui una società libera dall’autorità non coincide necessariamente con il caos.
È però importante distinguere il significato attribuito al simbolo dalla sua origine documentata.
Non abbiamo bisogno di retrodatare la A cerchiata alla guerra civile spagnola o all’Ottocento per attribuirle valore storico. La sua vicenda è interessante proprio perché mostra quanto rapidamente un simbolo nato nel secondo Novecento sia riuscito a diventare un segno internazionale dell’anarchismo.
Perché la A cerchiata si è diffusa così rapidamente?
Una delle ragioni è probabilmente la sua estrema semplicità.
Per riprodurla non servono una bandiera, colori particolari o capacità grafiche:
A + cerchio
sono sufficienti.
Può comparire su:
muri → volantini → manifesti → giornali → adesivi → striscioni
È quindi un simbolo perfettamente adattabile alla comunicazione politica dal basso.
La successiva diffusione nella cultura punk contribuirà ulteriormente alla sua popolarità, ma la A cerchiata non nasce con il punk: quando il movimento punk comincia a utilizzarla, il simbolo esiste già.
Il gatto nero: dal movimento operaio all’immaginario anarchico
Il gatto nero con la schiena arcuata è un altro simbolo frequentemente associato all’anarchismo.
La sua origine è però differente.
Il cosiddetto Sab Cat o Sabo-Tabby appartiene soprattutto all’immaginario degli Industrial Workers of the World (IWW), il sindacato rivoluzionario fondato negli Stati Uniti nel 1905.
Il disegno viene generalmente attribuito a Ralph Chaplin, militante, illustratore degli IWW e autore del celebre canto sindacale Solidarity Forever. L’archivio storico degli IWW ricostruisce il gatto come simbolo originariamente collegato all’azione diretta sul luogo di produzione e al concetto di sabotaggio così come veniva utilizzato in quell’ambiente. (Industrial Workers of the World)
Chaplin spiegò in seguito che il suo Sab Cat avrebbe dovuto rappresentare soprattutto il rallentamento del lavoro come forma di lotta. (Industrial Workers of the World)
Questo dettaglio è importante perché evita di trasformare il gatto nero in un generico simbolo di distruzione.
Perché il gatto nero è diventato un simbolo anarchico?
Il passaggio dall’immaginario IWW a quello anarchico è abbastanza intuitivo.
Il gatto nero rappresentato da Chaplin non è tranquillo o addomesticato.
Ha:
- schiena arcuata;
- pelo sollevato;
- artigli;
- atteggiamento aggressivo.
L’immagine comunica immediatamente insubordinazione e conflitto.
Nel tempo diversi ambienti anarchici hanno quindi adottato e reinterpretato il simbolo, ampliandone il significato dall’azione industriale alla più generale idea di azione diretta e ribellione. Lo stesso archivio IWW distingue l’uso originario del simbolo dalle successive appropriazioni anarchiche. (Industrial Workers of the World)
Il sabot: la scarpa di legno e il mito del sabotaggio
Accanto al gatto nero compare nell’iconografia del movimento operaio radicale anche il sabot, la tradizionale scarpa di legno.
Intorno a questo simbolo è nata una storia particolarmente fortunata: gli operai francesi avrebbero gettato i propri zoccoli negli ingranaggi delle macchine e da questa pratica sarebbe derivata la parola sabotaggio.
La ricostruzione è suggestiva, ma non va presentata come un fatto storico accertato.
L’archivio degli IWW respinge esplicitamente questa spiegazione letterale e ricorda che, nel linguaggio di alcuni militanti sindacali dell’epoca, il sabotaggio poteva indicare forme di ritiro deliberato dell’efficienza lavorativa, non necessariamente la distruzione dei macchinari. (Industrial Workers of the World)
Il sabot rimane comunque parte dell’iconografia storica associata agli IWW e all’azione diretta.
La stella nera
La stella nera a cinque punte compare frequentemente nell’iconografia anarchica, anche se non possiede la stessa centralità storica della bandiera nera o della A cerchiata.
La stella era già un’immagine ampiamente utilizzata dalle tradizioni rivoluzionarie e socialiste.
Il passaggio al nero permette di reinterpretarla attraverso il linguaggio visivo anarchico:
STELLA
→ rivoluzione
→ emancipazione
NERO
→ anarchismo
→ antiautoritarismo
=
STELLA NERA
In molte rappresentazioni contemporanee la stella riprende inoltre i colori delle differenti correnti libertarie.
La rosa nera
Più difficile da ricondurre a un’origine precisa è la rosa nera.
È stata utilizzata nel tempo come nome e simbolo da collettivi, librerie, pubblicazioni e gruppi anarchici, ma non possiede una genealogia unitaria paragonabile a quella della A cerchiata.
È quindi meglio considerarla un simbolo culturale dell’immaginario libertario piuttosto che attribuirle un’origine ufficiale.
La sua forza deriva dall’incontro di due immagini apparentemente opposte:
ROSA
→ vita
→ crescita
→ bellezza
NERO
→ negazione
→ ribellione
→ anarchismo
La rosa nera può così evocare qualcosa che nasce dalla critica dell’ordine esistente: non soltanto negazione, ma anche possibilità di trasformazione.
I colori delle correnti anarchiche
Uno degli sviluppi più interessanti dell’iconografia anarchica contemporanea è la diffusione di bandiere bicolori costruite sul modello della bandiera rosso-nera.
Il principio grafico è semplice:
NERO + SECONDO COLORE
Il nero mantiene il riferimento generale all’anarchismo, mentre il secondo colore permette di richiamare una particolare corrente o sensibilità.
Tra le associazioni più diffuse troviamo:
| Colori | Associazione |
|---|---|
| Nero | Anarchismo |
| Rosso + nero | Anarcosindacalismo e comunismo anarchico |
| Verde + nero | Anarchismo verde ed ecoanarchismo |
| Viola + nero | Anarcofemminismo |
| Rosa + nero | Anarchismo queer |
Questa tabella va letta come orientamento, non come un codice ufficiale.
Non esiste infatti un’autorità anarchica internazionale incaricata di stabilire il significato universale dei colori.
Ed è proprio questa assenza di codificazione centrale a rendere interessante l’evoluzione dei simboli libertari.
Verde e nero: anarchismo ed ecologia
La combinazione verde e nero collega l’immaginario anarchico alla questione ecologica.
Il meccanismo simbolico è immediato:
NERO → anarchismo
VERDE → natura ed ecologia
Ma l’incontro tra anarchismo ed ecologia non consiste semplicemente nell’aggiungere la difesa dell’ambiente alle tradizionali rivendicazioni libertarie.
Nell’ecologia sociale e in altre prospettive libertarie, la crisi ambientale viene messa in relazione con le strutture economiche, sociali e gerarchiche.
La domanda diventa quindi: è possibile superare lo sfruttamento della natura senza interrogare contemporaneamente le forme di dominio presenti nella società?
Viola e nero: anarcofemminismo
La combinazione viola e nero viene comunemente associata all’anarcofemminismo.
Anche in questo caso i colori sovrappongono due tradizioni:
NERO → anarchismo
VIOLA → femminismo
Il significato politico va però oltre il simbolo.
L’anarcofemminismo estende la critica delle gerarchie ai rapporti di genere, al patriarcato, al controllo dei corpi e alle forme di potere che attraversano anche la vita privata e quotidiana.
La comparsa di nuove combinazioni cromatiche mostra quindi una trasformazione più ampia: la progressiva estensione della critica libertaria a differenti forme di dominio.
La bomba è un simbolo anarchico?
Nell’immaginario popolare esiste un’altra immagine immediatamente associata all’anarchismo: la classica bomba sferica con la miccia accesa.
Bisogna però fare una distinzione fondamentale.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento alcuni anarchici ricorsero ad attentati e azioni violente, spesso ricondotti alla stagione della cosiddetta propaganda col fatto.
La stampa e la caricatura politica trasformarono progressivamente la bomba in uno degli attributi stereotipati dell’anarchico.
Ma questo non significa che la bomba abbia avuto la stessa funzione della bandiera nera o della A cerchiata.
È più corretto distinguere tra:
SIMBOLI ADOTTATI DAL MOVIMENTO
e
SIMBOLI UTILIZZATI PER RAPPRESENTARE IL MOVIMENTO DALL’ESTERNO
La bomba appartiene soprattutto alla seconda categoria.
Ed è una distinzione utile per comprendere quanto l’immaginario politico venga costruito contemporaneamente da chi appartiene a un movimento e da chi lo osserva, lo combatte o lo rappresenta.
Simboli anarchici e cultura punk
Un’altra associazione molto forte è quella tra anarchia e punk.
A partire dalla seconda metà degli anni Settanta, la A cerchiata e altri elementi dell’iconografia anarchica entrano massicciamente nella cultura punk:
fanzine → copertine → spille → giubbotti → graffiti → manifesti
Il punk contribuisce enormemente alla diffusione internazionale di questa estetica.
Ma cronologicamente il rapporto è inverso rispetto a quanto talvolta si pensa.
Il punk non inventa la simbologia anarchica.
La bandiera nera appartiene alla storia ottocentesca del movimento; il rosso-nero è precedente; il gatto nero proviene dalla cultura IWW; la A cerchiata viene proposta nel 1964. (Centro Studi Libertari)
La cultura punk recupera quindi un linguaggio visivo preesistente, lo trasforma e contribuisce enormemente alla sua diffusione presso nuove generazioni.
Come sono cambiati i simboli anarchici nel tempo
Possiamo ora leggere la mappa anche cronologicamente.
Ottocento
Bandiera rossa
→ movimento socialista e operaio
Bandiera nera
→ progressiva affermazione dell’identità anarchica
Rosso e nero
→ incontro tra tradizione socialista e anarchismo
Primo Novecento
Gatto nero e iconografia IWW
→ azione diretta e conflitto sul luogo di lavoro
Bandiera rosso-nera
→ crescente diffusione nel movimento anarchico e anarcosindacalista
Secondo Novecento
A cerchiata
→ simbolo anarchico internazionale semplice e riproducibile
Età contemporanea
Nero + altri colori
→ ecologia
→ femminismo
→ questioni di genere
→ nuove declinazioni libertarie
La storia dei simboli riflette quindi, almeno in parte, la storia delle trasformazioni dell’anarchismo.
Cosa hanno in comune i simboli anarchici?
Bandiera nera, A cerchiata, rosso-nero, gatto nero, stella e rosa sembrano immagini molto differenti.
Eppure, se osservate insieme, ruotano intorno ad alcuni concetti ricorrenti:
Antiautoritarismo
Rifiuto delle gerarchie e del potere imposto dall’alto.
Libertà
Autonomia dell’individuo insieme alla possibilità di costruire relazioni sociali non coercitive.
Autogestione
Organizzazione diretta della vita sociale e produttiva.
Azione diretta
Intervento dei soggetti interessati senza affidare necessariamente ad altri la propria emancipazione.
Mutuo appoggio
Cooperazione, solidarietà e reciprocità come alternative alla competizione e al dominio.
Organizzazione dal basso
Coordinamento fondato su associazione volontaria, autonomia e federalismo.
Sono questi concetti, più di qualsiasi interpretazione rigida dei colori, a permettere di comprendere il simbolismo anarchico.
Come leggere i simboli anarchici
Non conviene quindi costruire una sorta di dizionario nel quale:
nero = anarchia
rosso = rivoluzione
gatto = sabotaggio
La storia reale è più interessante.
Bisogna chiedersi:
Quando compare il simbolo?
Chi lo utilizza?
In quale movimento?
Quale conflitto sta rappresentando?
Come cambia il suo significato nel tempo?
Il gatto nero ne è un ottimo esempio. Se lo isolassimo dal suo contesto potremmo interpretarlo semplicemente come immagine di indipendenza o ribellione. Ricostruendone la storia incontriamo invece gli IWW, Ralph Chaplin, il conflitto industriale e il dibattito sull’azione diretta. (Industrial Workers of the World)
Il simbolo diventa così una porta d’accesso alla storia.
Una lingua visiva senza un centro
C’è infine un aspetto particolarmente interessante.
Non esiste un organismo centrale capace di stabilire quale debba essere il simbolo ufficiale dell’anarchismo.
I simboli libertari si sono diffusi soprattutto perché sono stati:
creati → adottati → copiati → reinterpretati → trasformati → nuovamente diffusi
La A cerchiata rappresenta perfettamente questo processo.
Nata con l’intenzione di fornire alle differenti tendenze anarchiche un segno semplice e comune, finisce per diffondersi ben oltre il gruppo che l’aveva proposta. (Centro Studi Libertari)
In un certo senso, quindi, anche il modo in cui questi simboli circolano ricorda alcuni principi della cultura libertaria: assenza di un centro unico, appropriazione collettiva e trasformazione continua.
Mappa finale dei simboli anarchici

Possiamo condensare l’intero percorso in questa struttura:
ANARCHISMO
↓
BANDIERA NERA
Antiautoritarismo · Rivolta · Internazionalismo
BANDIERA ROSSO-NERA
Anarchismo sociale · Movimento operaio · Anarcosindacalismo
A CERCHIATA
Identità anarchica · Diffusione internazionale
GATTO NERO
IWW · Azione diretta · Conflitto del lavoro
STELLA NERA
Immaginario rivoluzionario · Identità libertaria
ROSA NERA
Ribellione · Cultura libertaria · Trasformazione
↓
VARIANTI CONTEMPORANEE
Verde + nero → Ecoanarchismo
Viola + nero → Anarcofemminismo
Rosa + nero → Anarchismo queer
↓
NUCLEO COMUNE
Libertà · Antiautoritarismo · Autogestione · Azione diretta · Mutuo appoggio · Organizzazione dal basso
Dalla mappa dei simboli alla storia dell’anarchismo
Studiare i simboli anarchici significa fare qualcosa di più che riconoscere una bandiera o sapere cosa rappresenta una A dentro un cerchio.
Ogni simbolo conduce verso una parte differente della storia libertaria.
La bandiera nera porta alle lotte sociali dell’Ottocento e alla costruzione di un’identità anarchica.
La bandiera rosso-nera conduce al rapporto tra anarchismo, socialismo e movimento operaio e possiede una storia particolarmente importante anche nell’anarchismo italiano.
La A cerchiata porta invece nella cultura libertaria della seconda metà del Novecento.
Il gatto nero apre una finestra sul sindacalismo rivoluzionario degli IWW e sull’azione diretta.
Le combinazioni verde-nere, viola-nere e rosa-nere mostrano infine la capacità dell’immaginario libertario di trasformarsi insieme ai movimenti che lo utilizzano.
Per questo questa mappa può essere letta insieme alla Mappa concettuale della storia dell’anarchismo e alla Mappa delle correnti anarchiche: una racconta l’evoluzione storica, una confronta le diverse tradizioni e questa mostra come idee e movimenti siano diventati immagini.
Conclusione
L’anarchismo ha prodotto alcuni dei simboli politici più semplici e riconoscibili degli ultimi due secoli.
Una bandiera completamente nera. Due colori affiancati. Una A dentro un cerchio. Un gatto con la schiena arcuata. Una stella. Una rosa.
Ma dietro questa apparente semplicità si nasconde una storia complessa.
La bandiera nera non nasce nello stesso contesto della A cerchiata. Il gatto nero degli IWW non aveva originariamente la stessa funzione della bandiera anarchica. Il rosso-nero racconta un rapporto specifico con il socialismo e il movimento operaio. Le varianti cromatiche contemporanee mostrano invece l’incontro della tradizione libertaria con nuovi campi di conflitto.
Una mappa concettuale dei simboli anarchici non dovrebbe quindi limitarsi a spiegare cosa significa ogni immagine.
Dovrebbe mostrare soprattutto da dove viene, chi l’ha utilizzata e quale parte della storia dell’anarchismo ci permette di raccontare.
È proprio osservando queste connessioni che bandiere, colori ed emblemi smettono di essere semplici decorazioni e diventano ciò che sono realmente: tracce visive della storia dei movimenti libertari.