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Il Codice da Vinci è un film del 2006 diretto da Ron Howard, tratto dall’omonimo romanzo di Dan Brown pubblicato nel 2003. Protagonisti Tom Hanks nel ruolo di Robert Langdon, professore di simbologia religiosa, e Audrey Tautou in quello di Sophie Neveu, criptanalista della polizia giudiziaria francese. Il film ha avuto due sequel — Angeli e Demoni (2009) e Inferno (2016) — ed è stato un successo al botteghino, ricevendo però aspre critiche soprattutto dagli ambienti religiosi.
Il romanzo di Brown fu accusato da alcuni critici di aver tratto ispirazione, se non di aver copiato, le tesi esposte nel saggio Il santo Graal di Baigent, Leigh e Lincoln. La giustizia londinese ha assolto Brown dall’accusa di plagio. Il nome della protagonista femminile, Sophie Neveu, non è casuale: Sophia in greco significa “saggezza”, un dettaglio che anticipa il filone simbolico dell’intera opera.
Questa non è una recensione cinematografica nel senso classico. Non ci interessa riassumere la trama né giudicare la fedeltà storica delle tesi di Dan Brown. Ci interessa leggere il film su un secondo livello: quello dei suoi simboli esoterici, del suo percorso iniziatico e della grammatica ermetica che attraversa quasi ogni scena.
Oltre la trama: Il Codice da Vinci come percorso iniziatico
La ricerca dell’assassino di Jacques Saunière, curatore del Louvre, si trasforma presto in una vera e propria caccia al tesoro: la ricerca del Santo Graal, dei segreti del Priorato di Sion, di rivelazioni che portano i protagonisti verso un finale che concilia la trama immediata con un filone simbolico ed ermetico perseguito per tutto il film.
L’intenzione di questa lettura è fare luce proprio su questo secondo livello. Il film costruisce quasi ogni scena attorno a simboli ricorrenti — pentacolo, rosa, vaso, croce, fleur-de-lis — che suggeriscono una chiave di lettura iniziatica, non semplice suspense.
In particolare, la morte nel linguaggio esoterico è simbolo di iniziazione: di introduzione, battesimo in un percorso. Cercare l’assassino di Saunière equivarrebbe, su questo piano, a cercare colui che ha procurato la morte — ovvero colui che ha iniziato, i maestri che possiedono la tradizione e la conoscenza segreta. È la metafora della ricerca del proprio percorso evolutivo spirituale, che sfocia nell’iniziazione esoterica.
Robert Langdon e la grammatica dei simboli
Il film comincia con un messaggio chiaro sulle intenzioni stesse del prodotto cinematografico. La scena in cui Robert Langdon, docente di simbolismo religioso, spiega in una conferenza che molti dei simboli a cui diamo un forte significato sono spesso simboli appartenuti a culture più antiche, ripresi e riutilizzati con un valore completamente diverso, si conclude con una dichiarazione che sembra rivolta agli spettatori del film più che al pubblico della conferenza:
Come setacciamo le verità della Fede? Come scriviamo la nostra storia personale o culturale così da definire chi siamo? Come penetriamo anni, secoli di alterazioni storiche per trovare la verità originale? Stasera sarà questa la nostra missione!
In diverse scene si ha la sensazione che venga ripreso lo stile dei dialoghi greci, in cui voci diverse espongono le ragioni di parti opposte. In questo caso, da un lato quelle del fanatismo religioso e inquisitorio, dall’altro quelle delle verità storiche occultate. È il caso, per esempio, del momento in cui Langdon viene portato sul luogo del delitto dal capitano Bezu Fache: il capitano sostiene che la stella a cinque punte incisa sul cadavere di Saunière — disposto come l’Uomo Vitruviano di Leonardo — sia un simbolo demoniaco, satanico; lo studioso afferma invece che si tratta di un simbolo femminile che corrisponde a Venere.
Il pentacolo: simbolo precristiano e femminile
Il pentacolo è un simbolo che storicamente precede la cultura cristiana. Si dice lo portassero al collo i discepoli di Pitagora qualche secolo prima della nascita di Gesù Cristo. Lucifero, sia per Pitagora che per Parmenide e per l’antica cultura greca, era quella stella che si poteva vedere nel cielo prima del sorgere del sole: da qui il nome, che dal latino significa “portatore di luce”. Quella che loro consideravano la stella Lucifero si scoprì qualche secolo più tardi essere il pianeta Venere.
Il film procede attraverso un intreccio di simboli ermetici che non sembrano casuali. Dall’interpretazione del messaggio in codice e dalla serie di Fibonacci, i due protagonisti portano l’attenzione sulla Gioconda di Leonardo. Un altro anagramma li conduce alla Vergine delle Rocce, dove trovano il fleur-de-lis — il giglio araldico del Regno di Francia. La particolarità di questo simbolo è di avere inscritta geometricamente un pentacolo, altro simbolo femminile. Pochi istanti dopo Langdon afferma che il giglio è il simbolo del Priorato di Sion: per giglio possiamo intendere un pentacolo o stella a cinque punte, ma nelle mani dei protagonisti è un anomalo fleur-de-lis su una croce greca.
Per approfondire il significato di questi codici visuali, puoi consultare il nostro Glossario dell’esoterismo, dove trovi le definizioni di pentacolo, sigillo e altri simboli fondamentali della Tradizione.
Vaso, Rosa e Graal: la geometria dell’iniziazione
Langdon racconta la storia dei Templari e suggerisce che il Priorato di Sion fosse un ordine segreto che aveva come braccio armato proprio i Templari. Il 13 ottobre 1307 i Templari furono dichiarati eretici e banditi, fu data loro la caccia e se ne cercarono i tesori. E così la ricerca del loro sacro manufatto ebbe di nuovo inizio, sono le parole di Langdon, accompagnate dall’immagine degli inquisitori che se ne vanno a mani vuote. In primo piano, una rosa rossa contenuta in un vaso: altro simbolo femminile, spesso paragonato al Graal.
L’immagine del vaso e della rosa compare anche quando i soldati entrano in questa stanza immaginaria: pare che non si accorgano di questo vaso, come se fosse invisibile. Vaso e rosa coprono allora tutto lo spazio dell’inquadratura.
Il vaso è un simbolo femminile: è contenitore, fertilità, vita e nutrimento; è Conoscenza, Sophia. Sophie, erede della linea di discendenza di Cristo, rappresenta il Graal. Il vaso è il Graal. Nella tradizione buddhista il “vaso del tesoro” è simbolo di buon auspicio: in cima ha un gioiello e il tesoro che contiene è il nettare dell’immortalità, rilascia conoscenza e aiuta a ottenere poteri spirituali — tutte proprietà dello stesso Graal. Il vaso che è Graal e conoscenza assoluta nutre una rosa. Vaso e rosa sono invisibili ai profani: sono dinanzi a noi, ma se non se ne ha coscienza è come se non fossero visibili.
Subito dopo si porta l’attenzione sul fleur-de-lis, definendolo “questa croce con il fiore”. I protagonisti si recano all’indirizzo indicato, dove si trova una banca svizzera. Aperto il deposito, vi trovano un contenitore in legno che riporta su un lato un disegno che sembra un occhio onniveggente con all’interno una rosa a cinque petali e, dentro di essa, una stella a cinque punte. Mio Dio, non ci posso credere, una rosa. La rosa era il simbolo del Santo Graal, esclama Langdon.
Poco dopo, nel caveau della banca, Sophie dice: Il Santo Graal, la coppa magica, la fonte del potere di Dio sulla Terra. Parole calibrate e collegate all’immagine precedente del vaso e della rosa. Il Graal-Vaso diviene per la rosa fonte di uno straordinario potere, e la rosa il collegamento, il mezzo, la via che permette all’uomo di accedere a questi poteri spirituali.
In sintesi: il vaso/Graal — l’ideale spirituale, la potenza spirituale dell’uomo ancora irrealizzata nel profano — nutre la rosa, ovvero il percorso iniziatico. E la rosa/percorso iniziatico è lo strumento che l’uomo ha di realizzare il Graal, di prendere coscienza della propria reale natura e potenza.
Il ruolo del Guardiano
All’interno del caveau, Sophie apre il contenitore scoprendo il criptex, che dovrebbe conservare una pergamena. I due si recano poi da Sir Leigh Teabing, personaggio enigmatico, storico del Graal ossessionato dal Priorato di Sion. All’arrivo di Langdon, Teabing gli pone delle domande via citofono e, ottenute le risposte esatte, gli permette di entrare dicendo: Il tuo cuore è sincero, puoi passare. Una frase che chiaramente si riferisce al permesso che il guardiano dà all’iniziato di entrare in loggia, assicuratosi della sua affiliazione.
Per approfondire il significato di questi passaggi, puoi leggere il nostro articolo su Morte e rinascita nel simbolismo: fine, passaggio e trasformazione.
Uomo e Dio: la domanda che resta aperta
Sir Leigh entra subito nella discussione correggendo Sophie nella sua affermazione “fonte del potere divino sulla Terra”, sostenendo che il Priorato di Sion nasconde la fonte del potere della Chiesa sulla Terra. Inizia così la dissezione e il confronto sul Concilio di Nicea, sulla fede dell’imperatore Costantino e sulla natura umana o divina di Gesù Cristo. Una discussione acceso tra due interpretazioni storiche differenti, interrotta con decisione dalla domanda di Sophie: Chi è Dio, chi è Uomo?
Una domanda azzeccatissima in una situazione costruita apposta, e il silenzio che ne segue invita lo spettatore a riflettere. È così distinta la natura umana da quella divina? Cristo avrebbe dovuto essere necessariamente uomo o Dio? È possibile per il comune essere umano raggiungere uno stato psichico-spirituale di sintesi tra la natura umana e quella divina, uno stato di unione tra la natura umana originaria e uno stato estatico di illuminazione?
Nonostante questi principi facciano parte da millenni della cultura, delle tradizioni religiose e delle dottrine esoteriche orientali, in Occidente un pensiero simile è da sempre considerato, nella cultura giudaico-cristiana, maligno o demoniaco. A partire dalla mela, il frutto proibito del Paradiso terrestre offerto da Lucifero a Eva, che permetteva appunto di acquisire una conoscenza-coscienza simile a quella divina.
Templari, Rosslyn e Louvre: il passaggio di testimone
Si passa così alla visione dell’Ultima Cena di Leonardo per spiegare cosa sia effettivamente il Graal in termini esoterici. La discussione sui vangeli gnostici, sulla stirpe reale, la presenza della Maddalena all’interno dell’opera di Leonardo non hanno importanza in questo studio simbolico, perché appartengono alla trama del film e non al filone esoterico che, attraverso simboli e indizi inseriti dappertutto, cerca di offrire una teoria diversa sul Graal.
Tuttavia, l’appartenenza sia di Gesù Cristo che della Maddalena alla stirpe reale di Davide offre una riflessione importante. Se effettivamente esistessero dei discendenti della Maddalena e di Cristo, non avrebbe più alcun senso un’autorità ecclesiastica. E i Templari potrebbero aver cercato di fondere un regno sacro governato dai discendenti di Cristo? Federico II di Svevia, senza alcuna guerra, riuscì a ottenere attraverso un matrimonio — diplomazia che gli costò la scomunica — il trono di Gerusalemme, tradizionalmente appartenuto agli avi di Cristo: un affronto che la Chiesa non poteva sopportare.
La seconda parte del film diventa più una ricerca storica, anche esotericamente. All’arrivo nella Cappella di Rosslyn, i due protagonisti si accorgono che il sarcofago della Maddalena è stato spostato. Un po’ come dire che il testimone è passato di mano: Rosslyn rappresenta i Templari, in quanto la famiglia nobile proprietaria della cappella è stata templare per generazioni, e un certo William Saint Clair de Roslin sarebbe stato il primo Gran Maestro della Gran Loggia d’Inghilterra. Roslin in gaelico significa “acqua che cade da una roccia” o anche “conoscenza che si tramanda di generazione in generazione”: l’acqua è simbolo del battesimo o iniziazione, che nel significato della parola Roslin si tramanda di padre in figlio.
Il sarcofago di Maria Maddalena, nel film, viene mostrato sotto il Louvre. È lì che viene spostato dalla vecchia sistemazione che era la Cappella di Rosslyn. Il passaggio di testimone — della conservazione della conoscenza esoterica e dell’iniziazione ai misteri — avviene storicamente dai Templari agli ordini esoterici moderni, massonici e rosacrociani. Importante è l’origine del nome Louvre, sconosciuta, e la sua assonanza con la parola francese l’Œuvre, ovvero l’Opera, termine di grande valenza esoterica e alchemica. Il Louvre è anche una piramide, simbolo dell’Egitto; negli ordini rosacrociani è di fondamentale importanza la tradizione misterica egizia.
Per approfondire il rapporto tra alchimia e trasformazione interiore, puoi leggere la nostra guida su Cos’è l’esoterismo? Significato, storia e interpretazione psicologica.
Il finale: dall’eredità dinastica all’iniziato realizzato
Il messaggio finale del film è duplice. Sul piano della trama, l’erede di Cristo è Sophie Neveu, discendenza dinastica nascosta per secoli. Sul piano simbolico, però, l’erede è l’iniziato che si realizza: colui che ha attraversato il percorso iniziatico, che ha trovato il Graal dentro di sé, che ha compiuto l’Opera.
Come predetto dalla leggenda, si nasconde sotto la Rosa, afferma Sir Leigh osservando il contenitore che conserva il criptex. Solo i meritevoli possono aprire la chiave di volta. Con chiave di volta si intende quella chiave che permette di accedere alla mappa, la via che porta al Graal. Solo i meritevoli possono accedere alla strada, al percorso iniziatico che porta l’iniziato verso l’ideale spirituale.
Il Graal si nasconde sotto la Rosa, la Croce con il Fiore, la Croce con la Rosa. È questo il messaggio esoterico del film.
I simboli ricorrenti — la stella a cinque punte, la croce con la rosa, il triangolo con la punta verso il basso che rappresenta il femminile — sono simboli di una corrente esoterica, mistica e iniziatica denominata Rosacroce.
Conclusione
Il Codice da Vinci è molto più di un thriller religioso. È un film costruito come un percorso simbolico, dove quasi ogni scena rimanda a una grammatica esoterica precisa: il pentacolo come simbolo femminile precristiano, il fleur-de-lis come sigillo del Priorato, il vaso che nutre la rosa come metafora del Graal che nutre il percorso iniziatico.
La domanda “chi è Dio, chi è Uomo?” resta aperta, e non riguarda solo la natura di Cristo. Riguarda la possibilità, per ogni essere umano, di compiere l’Opera: di realizzare il Graal dentro di sé, di prendere coscienza della propria natura profonda. Il film lo suggerisce senza dirlo apertamente, affidando al simbolo ciò che la trama non può spiegare.
Domande frequenti
Il Codice da Vinci è un film esoterico?
Non nel senso di appartenere a una tradizione iniziatica, ma nel senso che usa sistematicamente un linguaggio simbolico ermetico: pentacolo, rosa, vaso, fleur-de-lis, criptex. La sua struttura narrativa segue un percorso iniziatico.
Cosa rappresenta il Graal nel film?
Su due livelli: nella trama è il lignaggio di Cristo e della Maddalena; nel filone simbolico è l’ideale spirituale, la conoscenza assoluta, il vaso che nutre la rosa del percorso iniziatico.
Perché Langdon dice “la rosa era il simbolo del Santo Graal”?
Perché nella tradizione rosacrociana la rosa rappresenta il percorso che conduce alla realizzazione spirituale, e il Graal è la meta di quel percorso. La rosa nasconde il Graal: l’iniziazione conduce alla conoscenza.
Qual è il significato del fleur-de-lis nel film?
Il fleur-de-lis è simbolo femminile, araldico del Regno di Francia, e geometricamente contiene un pentacolo. Nel film è anche il sigillo del Priorato di Sion.
La storia dei Templari e del Priorato di Sion è vera?
La storia dei Templari è storiograficamente documentata. L’esistenza del Priorato di Sion come ordine segreto millenario è considerata una finzione, ma nel film funziona come dispositivo narrativo e simbolico per rappresentare la trasmissione della conoscenza esoterica.
Approfondimenti
- Cos’è l’esoterismo? Significato, storia e interpretazione psicologica
- Simboli esoterici: significato, origine e interpretazione dei principali simboli
- Occultismo ed esoterismo: differenze, significato e rapporto tra i due concetti
- Glossario dell’esoterismo: i principali termini spiegati in modo chiaro
- Morte e rinascita nel simbolismo: fine, passaggio e trasformazione
Da notare che il fleur de lis o il giglio era anche simbolo della Signoria di Firenze e ancora oggi lo troviamo, specialmente nel calcio, da notare lo scudetto della Fiorentina, ed era anche simbolo di Lorenzo de Medici che a suo tempo era uno senechaux ed era anche grande amico di Leonardo Da Vinci e leui era il gran Maestro all’epoca.
secondo me il codice da vinci rispecchia le realta architettoniche e della storia dell’arte.
Il romanzo prernde dei noti simboli spiega il loro significato, ma non si puo collegare al priorato di sion, la soceta segreta, secondo Dan Brown protegge un grande segreto, ovvero il sangue reale=-Sang- Real ovvero Il santo graal e la tomba di Maria madaloenna
voglio ricevere informazione vi prego