“Metti che…” il libro di Aria Es

È stato bellissimo ricevere questo piccolo libricino. “Metti che…” di Aria Es si è presentato alla mia porta nelle sue vesti migliori. L’amore per la propria creazione si è sentito anche attraverso il packaging: caramelle, shopper, segnalibro… Quando un autore crede davvero in ciò che ha scritto si vede anche da come cura la diffusione della sua opera. L’esterno dunque si è presentato nel migliore dei modi, ora apriamo il libro e diamo un’occhiata all’interno.

Aria Es – l’autrice

Aria Es, alias Arianna Esposito, è una giornalista pubblicista. Vive e lavora a Napoli, dove tiene laboratori di scrittura creativa e giornalismo nelle scuole. Metti che… è la sua prima pubblicazione. L’autrice ha anche un blog personale, http://www.ariaes.it/, dove interagisce molto attivamente con chiunque voglia avere uno scambio di pensieri. Il confronto in effetti sembra essere una molla molto importante per la sua creatività: non solo sul blog invitava i lettori a comporre dei personali “metti che…” da condividere, ma addirittura nelle ultime pagine del suo libro lascia la sua mail invitando a contattarla. Aria Es si dimostra una scrittrice generosa e non gelosa di parole.

Metti che… – cos’è

Difficile applicare un’etichetta univoca a questa piccola raccolta. Dentro ci sono poesie, pensieri, quasi-filastrocche, illustrazioni… Pubblicato in crowdfunding da Eppela edizioni, sulla sua copertina campeggia un bellissimo gomitolo rosso. Il lettore seguirà il suo filo di parole attraverso queste pagine esplorando stati d’animo a volte semplici a volte più complicati, scene quotidiane, riflessioni e alla fine avrà raccolto per sé una matassa di pensieri dai quali prendere spunto per seguire altri fili, stavolta personali. Un libro, insomma, che non finisce entro il confine fisico delle sue pagine, ma che idealmente si prolunga fin dove il lettore vuole.

I temi ricorrenti

Nella grande varietà di forme narrative presenti in “Metti che…”, si possono notare degli argomenti cardine.

Il mare, ad esempio, è una presenza fissa. Naturalmente, vivendo a Napoli, l’autrice ha senz’altro con questo elemento un rapporto molto stretto. Avendolo davanti a sé ogni giorno, si instaura un rapporto di familiarità e consuetudine che ne determina giocoforza un ruolo di primo piano nella sua ispirazione.

La complessità, e a volte la difficoltà, dei rapporti umani è un altro leitmotiv. Sono i sentimenti che guidano le nostre azioni e influenzano la nostra giornata. Sono la lente attraverso cui guardiamo il mondo, inevitabilmente influenzano il nostro sguardo e il nostro umore.

Anche l’indagine di sé ricorre spesso. Il guardarsi dentro, lo scoprirsi e il riscoprirsi, il costruirsi giorno per giorno. Siamo come le onde del mare, sempre in movimento, sempre in mezzo ai cambiamenti. Ogni tanto fermarci a conoscerci meglio può essere un ottimo esercizio di consapevolezza. Soprattutto, ci permette di accorgerci che spesso su noi stessi non ne sappiamo tanto quanto crediamo.

Conclusioni

È stata una lettura libera, nel senso che mi ha permesso di staccarmi da tutto il resto. Leggendo Metti che…, mi sembrava quasi di non pensare a niente, di svuotare la mente e di concentrarmi solo sulle parole e i disegni che avevo davanti. Un po’ come succede durante la meditazione, per chi la conosce: non passato né futuro, solo il momento presente e le sue sensazioni. L’ho trovato davvero molto terapeutico, e la passione dell’autrice che ne scaturisce fuori è davvero commovente. È bello imbattersi in qualcuno che non lavora per vivere ma lavora per amore.

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