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Il mutuo appoggio è uno dei concetti più importanti del pensiero anarchico.
L’idea di fondo è apparentemente semplice: gli individui non vivono esclusivamente attraverso la competizione, ma sviluppano forme di cooperazione e aiuto reciproco che permettono loro di affrontare necessità e difficoltà comuni.
Non si tratta però semplicemente di essere solidali o generosi con gli altri.
Per Pëtr Kropotkin, il pensatore anarchico che più di ogni altro sviluppò questo concetto, la cooperazione rappresenta uno dei fattori che hanno contribuito all’evoluzione delle specie animali e delle società umane.
È questa la tesi sviluppata nella sua opera più conosciuta sull’argomento, Il mutuo appoggio. Un fattore dell’evoluzione, pubblicata nel 1902 dopo una serie di saggi apparsi negli anni precedenti. (Edizioni Anarchismo)
Il mutuo appoggio diventa così qualcosa di più di un principio morale.
Diventa un modo di leggere la natura, la società e, infine, la possibilità di organizzare diversamente i rapporti tra gli esseri umani.
Che cos’è il mutuo appoggio?
Mutuo appoggio significa innanzitutto aiuto reciproco.
Due o più individui cooperano perché dalla cooperazione deriva un beneficio individuale e collettivo.
È importante sottolineare questo aspetto perché il mutuo appoggio non presuppone necessariamente sacrificio o altruismo assoluto.
Aiutare gli altri può significare contemporaneamente aiutare sé stessi, perché ciascun individuo appartiene a una comunità e dipende, almeno in parte, dagli altri.
Una comunità capace di cooperare può affrontare problemi che il singolo individuo difficilmente potrebbe risolvere da solo.
Il principio può assumere forme molto differenti: condivisione delle risorse, cooperazione nel lavoro, assistenza reciproca, associazione volontaria, gestione collettiva di necessità comuni.
Ma per comprendere perché questo concetto sia diventato così importante nell’anarchismo dobbiamo tornare a Kropotkin.
Kropotkin e il mutuo appoggio
Kropotkin non arrivò alla teoria del mutuo appoggio partendo esclusivamente dalla filosofia politica.
Era anche geografo e naturalista.
Durante i suoi viaggi in Siberia e Manciuria osservò il comportamento degli animali in condizioni ambientali particolarmente difficili. Quelle osservazioni contribuirono a convincerlo che la rappresentazione della natura come luogo dominato esclusivamente dalla competizione fosse insufficiente.
Kropotkin non negava l’esistenza della lotta per l’esistenza.
Contestava piuttosto l’enfasi posta sulla competizione tra individui della stessa specie come principale motore dell’evoluzione. Nelle sue osservazioni trovava continuamente esempi di animali che aumentavano le proprie possibilità di sopravvivenza attraverso comportamenti sociali e cooperativi. (Liber Liber)
Da qui nasce una domanda fondamentale:
e se la cooperazione fosse importante per l’evoluzione almeno quanto la competizione?
Kropotkin cominciò a raccogliere esempi.
Il mutuo appoggio negli animali
Una parte consistente dell’opera di Kropotkin è dedicata proprio al mondo animale.
Formiche, api, uccelli e numerose altre specie mostrano comportamenti cooperativi.
Gli animali possono riunirsi per cercare cibo, difendersi dai predatori, proteggere i piccoli o affrontare condizioni ambientali difficili.
Kropotkin vedeva nella socialità un vantaggio evolutivo.
Non significa che nella natura non esistano conflitto, competizione e violenza. Significa che raccontare l’evoluzione esclusivamente attraverso la competizione restituisce un’immagine incompleta.
Nella sua interpretazione, anche il mutuo appoggio è un fattore dell’evoluzione. (Edizioni Anarchismo)
Ed è proprio da qui che il discorso passa progressivamente dagli animali agli esseri umani.
Il mutuo appoggio nelle società umane
Kropotkin cercò nella storia umana lo stesso principio che aveva osservato nella natura.
Studiò comunità, villaggi, associazioni e città medievali cercando quelle istituzioni attraverso le quali gli individui avevano affrontato collettivamente problemi comuni.
Nella sua ricostruzione, la storia non è soltanto la storia di re, Stati, eserciti e guerre.
Accanto alle istituzioni del potere esiste un’altra storia, molto meno visibile: quella delle persone che si organizzano per aiutarsi reciprocamente.
Le comunità di villaggio, le associazioni e le corporazioni medievali rappresentavano per Kropotkin alcuni esempi di questa capacità di auto-organizzazione.
La sua interpretazione delle comunità medievali è stata successivamente discussa e criticata, ma il punto teorico rimane particolarmente interessante: le istituzioni cooperative non sarebbero un’eccezione marginale nella storia umana, ma una componente ricorrente dell’organizzazione sociale. (Edizioni Anarchismo)
Mutuo appoggio e anarchismo
È a questo punto che una teoria sull’evoluzione e sulla cooperazione incontra il pensiero politico anarchico.
Se gli esseri umani sono capaci di organizzarsi, cooperare e risolvere collettivamente parte dei propri problemi, allora l’ordine sociale non deve necessariamente essere prodotto da un’autorità superiore.
La cooperazione può nascere orizzontalmente.
Per Kropotkin una società anarchica poteva essere organizzata attraverso libere comuni federate tra loro, senza la necessità di uno Stato centralizzato. (Treccani)
Il mutuo appoggio diventa quindi uno dei principi attraverso cui immaginare un’organizzazione sociale libertaria.
Non significa che in assenza dello Stato tutti gli individui diventino improvvisamente altruisti.
Il ragionamento è quasi opposto: gli esseri umani hanno continuamente creato forme di cooperazione perché ne hanno bisogno.
Mutualismo e mutuo appoggio sono la stessa cosa?
Qui nasce facilmente una confusione.
Mutualismo e mutuo appoggio non sono sinonimi.
Il mutualismo, sviluppato soprattutto a partire dal pensiero di Pierre-Joseph Proudhon, è una corrente economica e politica libertaria fondata sulla reciprocità, sull’autonomia dei produttori, sull’associazione e su forme di organizzazione economica alternative ai rapporti capitalistici tradizionali.
Il mutuo appoggio, nella formulazione di Kropotkin, è invece un principio molto più ampio: descrive la cooperazione come elemento presente nella natura e nella storia delle società umane e ne ricava conseguenze sociali e politiche.
I due concetti possono incontrarsi perché entrambi attribuiscono grande importanza alla reciprocità e alla cooperazione.
Ma non coincidono.
Per approfondire il primo abbiamo dedicato una guida specifica al mutualismo libertario, al lavoro e all’organizzazione economica.
Proudhon e Kropotkin: due prospettive libertarie
La differenza permette anche di comprendere due momenti importanti nella storia dell’anarchismo.
Proudhon sviluppò il mutualismo cercando forme economiche attraverso cui produttori autonomi e associazioni potessero organizzare scambi e produzione senza ricreare rapporti di dominio.
Kropotkin arrivò successivamente a posizioni anarco-comuniste, immaginando una società organizzata attraverso federazioni di libere comuni e criticando anche alcune soluzioni economiche precedenti. Treccani colloca infatti Kropotkin sulla linea dell’anarchismo sociale successivo a Bakunin, sottolineandone però la concezione comunista della distribuzione secondo i bisogni.
Non dobbiamo quindi trasformare mutualismo e mutuo appoggio in due nomi diversi della stessa teoria.
Ciò che li accomuna è piuttosto una domanda:
possiamo organizzare la società attraverso relazioni reciproche anziché attraverso rapporti gerarchici?
Le risposte non sono necessariamente identiche.
Il mutuo appoggio esiste ancora?
Se togliamo il concetto dal contesto ottocentesco, è facile riconoscere pratiche di aiuto reciproco anche nella società contemporanea.
Reti di solidarietà, gruppi informali, cooperative, associazioni, esperienze di autogestione e comunità che organizzano direttamente alcuni servizi possono contenere elementi riconducibili alla logica del mutuo appoggio.
Questo non significa che ogni associazione o iniziativa solidale sia anarchica.
Il concetto diventa politicamente più interessante quando l’aiuto reciproco non viene concepito soltanto come assistenza nei confronti di qualcuno, ma come rapporto tra persone che si organizzano direttamente e reciprocamente per soddisfare necessità comuni.
Non c’è necessariamente qualcuno che aiuta e qualcun altro che viene aiutato.
Oggi posso aver bisogno io di te.
Domani tu di me.
Ed entrambi possiamo avere bisogno degli altri.
La reciprocità trasforma così un insieme di individui isolati in una comunità.
Cooperazione o competizione?
Probabilmente è questa la domanda più interessante lasciata dal pensiero di Kropotkin.
Siamo abituati a considerare la competizione quasi come una caratteristica inevitabile della vita.
Competiamo nel lavoro, nell’economia, nella scuola, nel mercato e spesso persino nelle relazioni sociali.
Kropotkin non sosteneva semplicemente che la competizione non esistesse.
Mostrava l’altra metà del problema.
Esiste anche la cooperazione.
E senza cooperazione sarebbe difficile spiegare non soltanto molti comportamenti animali, ma anche una parte enorme della storia delle società umane.
Il mutuo appoggio ci permette allora di porre una domanda politica ancora attuale:
se siamo capaci di cooperare spontaneamente quando ne abbiamo bisogno, quanto della nostra vita collettiva potrebbe essere organizzato attraverso la reciprocità anziché attraverso la gerarchia?
È una delle domande fondamentali dell’anarchismo.
E, più di un secolo dopo Kropotkin, rimane ancora aperta.