Niscemi frana di Stato – due mesi dopo

Sabato 28 Marzo 2026 manifestazione NO MUOS e NO Guerra a Niscemi. Lungo la strada, poco prima di entrare in città, posto di blocco ci fermano (schedata per la seconda volta, neanche fossi una terrorista) e visto un glorioso Pandino bianco con la scritta dietro il portabagagli “US Navy” con dentro un COLONE militare USA.

Arrivati a Niscemi parcheggiamo in via Karl Marx e incontriamo una signora affacciata al suo balcone con la sigaretta in mano ha chiesto dove stessimo andando. Non sapeva nulla della manifestazione. Abbiamo invitato la signora a venire con noi ma ha preferito raccogliere asparagi.

Un intervento piu tardi chiedeva: “ma dove sta la popolazione Niscemese?” Raggiungiamo il corteo a pochi passi a piedi e incontriamo un plotone tra polizia, camionette antisommossa, carabinieri coi manganelli addosso, svariati poliziotti in borghese. Ho pensato che qua potesse finire a male, molto male. Increscioso, incommentabile. Decreto sicurezza signori e signore. Fortunatamente non è successo nulla.

Ho avuto il piacere, con mia sorpresa, fare un’intervista per una pagina chiamata Dignità tv dicendo: “Sono orgogliosa di essere qui a Niscemi io che faccio parte della nuova generazione prendo posto di chi dal 2009 ha fatto parte dei cortei NO MUOS. Chi ha visto i miseri soldi stanziati per la Sicilia? Nessuno. La frana cede e che il popolo mangi brioches.” Iniziano i primi interventi erano molto eclatanti. Perché i niscemesi non scendono in piazza con noi? Ecco perché: bloccati i finanziamenti per il ciclone Harry: la Sicilia punita dal governo. Un signore si e’ fatto avanti dicendo in faccia alla polizia dietro al cerchio di manifestanti che il MUOS tocca anche le loro famiglie e che se i manifestanti, bloccati al posto di blocco all’entrata, il corteo sarebbero andati a prenderli. Così in massa. Finalmente si inizia a camminare. La polizia ci segue dietro. Gli anarchici in prima fila, cori, donne, bambini e anziani.

Arrivati in piazza, dove in una traversa si trova la storica frana e dov’è crollata la lapide, la camionetta antisommossa ferma, il capo della polizia e svariati militari in braccia conserte ad annoiarsi.

Finito il corteo io e il mio gruppo ci siamo riversati in una delle zone transennate e facendo due chiacchiere con due signori dell’esercito abbiamo incontrato una signora gentilissima che ci ha spiegato la situazione ad oggi.

Al ritorno ne abbiamo incontrato un’altra con due bambini piccoli e a 100 m ci stava la presunta zona rossa. La signora si chiedeva: perché fino a qualche mese fa, dove calpestavamo il suolo, anche noi, era zona rossa e adesso e’ diventata percorribile?? Ricordiamo che ultimamente ha anche piovuto e con le piogge l’argilla si sgretola. Lo sa anche un bambino. Ma la Protezione Civile ha detto che era sicura e una parte di popolazione, che stava in quella zona, è rientrata in casa propria. Con svariati dubbi dei proprietari.

La serata si e’ conclusa con l’animo molto amareggiato. Ho visto coi miei occhi quel che è successo, la popolazione stremata stanca di vedere passerelle di qualsiasi tipo dagli attivisti ai giornalisti e soprattutto i politici. La popolazione niscemese riuscirà a risollevarsi oppure al Sud continuiamo a mangiare brioches? Già, simu cani e nun abbaiamu.

Se hai apprezzato questo articolo

Iscriviti

Adesso

Iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere un aggiornamento mensile sugli ultimi articoli e approfondimenti.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Mi chiamo Chiara, sono figlia del Sud Est della Sicilia. Iscritta all'associazione più anziana d'Italia, l'ANPI per una questione di famiglia e dopo di attivismo dal 2018 dove inizia anche la mia passione per la scrittura. Mi diletto in un coro di canti del Sud Italia e del Mondo. Mi definisco "ricercatrice di anarchia" per descrivere il mio pensiero. Scrivo cose su Magozine e su una rivista mensile locale della mia città Cara Catastrofe.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

Un’anima digitale: quando l’intelligenza artificiale sfiora l’umano

Prossimo articolo

Di-stanziamenti e d’immondizia non vive l’uomo

Ultimi articoli di Controinformazione

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi