Raccontare la fine del mondo. Fantascienza e antropocene

raccontare la fine del mondo

Raccontare la fine del mondo è una ricerca sulla fantascienza distopica che cerca di immaginare un altro futuro possibile per questo periodo di grandi cambiamenti.

Nel saggio Raccontare la fine del mondo di Marco Malvestio, pubblicato lo scorso ottobre, l’autore fornisce una nuova chiave di lettura del cambiamento climatico e dell’epoca antropocentrica in cui viviamo.

Marco Malvestio

Marco Malvestio lavora presso l’Università di Padova dove gestisce un progetto di ricerca con la University of North Carolina at Chapel Hill sulla fantascienza italiana e l’ecologia. Nel 2021 è uscito il suo primo romanzo Annette pubblicato da Wojtek Edizioni.

Significato di Antropocene

Si utilizza il termine antropocene per identificare l’attuale epoca geologica. Viene definita così in quanto essa è caratterizzata da profondi e radicali cambiamenti sia del sistema climatico che dei processi naturali a causa delle attività antropiche (umane).

L’opera di Malvestio non è la classica narrazione caratterizzata da dati allarmanti, nozioni scientifiche e paroloni utilizzati per impressionare il lettore.

Cambiamenti climatici, virus e antispecismo

L’autore ha toccato i temi del climate change, dei virus e dell’antispecismo associandoli ad opere letterarie e cinematografiche che descrivono, da anni, scenari apocalittici e surreali che solo recentemente stanno diventando (quasi) realtà.

Particolarmente stimolante è l’analisi effettuata di alcuni testi e pellicole poiché permettono al lettore di comprendere meglio quanto letto o guardato, riconsiderando il tutto in base agli eventi climatici e pandemici attuali.

Riferimenti a Singer e Carol J. Adams

Sorprendente è stato anche il paragrafo in cui l’autore ha citato e parlato delle ideologie antispeciste di Singer o della dissociazione cognitiva di cui parlava Carol J. Adams nel suo libro “Carne da macello” per quanto riguarda il veganismo.

Smettere di mangiare carne per l’ambiente potrebbe risultare più semplice se associato ad un movente antispecista?
E siamo davvero vicini a scenari apocalittici come quelli in “The Day After Tomorrow”?

Insomma, per essere un libro di sole 200 pagine fornisce davvero tantissimi spunti di riflessione. Lo si divora in poche ore anche grazie allo stile scorrevole e avvincente.

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