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#RenziFaiSchifo l’hashtag che spopola e va in tendenza su Twitter

Articolo di Satira Politica

#RenziFaiSchifo continua a restare in tendenza su Twitter. Negli ultimi giorni ad entrare nella lista degli hashtag più popolari è #RenziFaSchifo. Non è ancora chiaro cosa spinga l’ingrato popolo di Twitter a questa shitstorm (letteralmente tempesta di merda), nei confronti dello stimatissimo stratega e leader di Italia Viva.

Chi sono gli haters di Renzi? Dipendenti pubblici!

Le statistiche degli hastags #RenziFaiSchifo e #RenziFaSchifo ci danno molte informazioni utili per capire ed individuare le caratteristiche degli odiatori di Renzi. Uno dei grafici indica le ore notturne, secondo il fuso orario di Chicago, quelle in cui si concentrano maggiormente la pubblicazione di tweet con gli hashtag in questione. Chiaramente l’unica categoria di lavoratori che possono permettersi di twittare la notte e lavorare, poco, di giorno sono i dipendenti pubblici.

La pornostar Valentina Nappi fiuta business in #RenziFaiSchifo

Questo fenomeno non è sfuggito alla famosa pornostar Valentina Nappi. Evidentemente, nella nicchia di utilizzatori degli hashtag dispregiativi nei confronti di Renzi, avrebbe individuato una possibilità di business. Dipendenti pubblici sfaticati, senza affetti e scarsa attività sessuale sono il genere di clienti che interessano al settore del porno on-line. Per questo motivo anche Valentina Nappi ha twittato utilizzando l’hashtag #RenziFaiSchifo attirandosi la simpatia delle categorie descritte.

Perché odiare Renzi?

Proviamo a fare un’analisi dell’operato di Matteo Renzi nelle varie legislature, ma soprattutto nel periodo in cui è stato Presidente del Consiglio, per capire se effettivamente ci sono motivi per odiare Renzi o se si tratta solo dei soliti pregiudizi di populisti e nullafacenti dei centri sociali percettori di reddito di cittadinanza.

Riforma Costituzionale e abolizione del senato

Quando ancora non si parlava di riforme e l’Europa non ce le imponeva ancora, come succede adesso, Renzi proponeva una Riforma Costituzionale. Renzi era capo del governo leader del Pd. La sua proposta era quella di eliminare una delle due camere (il senato, appunto). Attraverso questa riforma si sarebbe ottenuto spazio per progettare un altro gabinetto che sarebbe tornato utile con la shitstorm (tempesta di merda per chi l’avesse dimenticato) attualmente in corso.

L’operazione Triton in sostituzione di Mare Nostrum

Nel 2013 con il Governo Letta si autorizzò l’operazione Mare Nostrum per il pattugliamento del Mediterraneo ed intervenire per il salvataggio dei migranti in mare. Con Renzi Mare Nostrum fu sostituita dall’operazione Tritum gestita dall’agenzia europea Frontex. Il successo dell’operazione è stato clamoroso. Sono aumentati i naufragi e in questo modo abbiamo contrastato l’aumento della popolazione mondiale.

La legge sul caporalato

L’approvazione di una legge che non funziona concretamente in realtà serve a garantire manodopera a basso costo per le imprese agricole. Possiamo ancora trovare sugli scaffali dei supermercati salsa di pomodoro pugliese a prezzi convenienti. Le aziende possono continuare a lavorare e a contribuire al nostro PIL. Recentemente è stato osservato l’utilizzo di caporalato anche in settori diversi. L’utilizzo di manodopera pachistana a basso costo diventa, così, un incentivo all’acquisto di libri e alla diffusione della cultura.

La buona scuola

Se c’è una caratteristica che contraddistingue la carriera politica di Matteo Renzi è la coerenza. Non è solo nell’ultimo periodo che Renzi cerca di affrontare il grave problema dei giovani che non vogliono lavorare e che preferiscono vivere a spese della propria famiglia o a carico dello stato con il reddito di cittadinanza. Già nel 2015 con la riforma “Buona Scuola” si cercava di educare i giovani studenti a mettersi in gioco e a spaccarsi la schiena. Con l’alternanza scuola-lavoro, gli studenti sono obbligati a lavorare per un certo numero di ore, senza paga, contribuendo alla crescita economica del paese e al rilancio dell’economia.

Riforma del lavoro e Jobs Act

Con il Jobs Act viene abolito l’articolo 18 e introdotto il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Maggiori tutele per i lavoratori, che ora possono essere licenziati senza giusta causa e senza possibilità di essere reintegrati. Spetta però un risarcimento. Dai, si scherza. La tutela è per l’imprenditore che, così, può sbarazzarsi di sindacalisti ed altri soggetti non graditi (omosessuali, extracomunitari, lavoratori in età avanzata a cui mancano 2 anni di lavoro al pensionamento, ecc.).

Il modello arabo e il Rinascimento

Sappiamo tutti delle simpatie di Renzi per il principe ereditario dell’Arabia Saudita Moḥammad bin Salmān. Renzi ha dichiarato di invidiare il costo del lavoro in Arabia Saudita. Arabia Saudita culla di un nuovo Rinascimento. Non dobbiamo dimenticare che la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento in Italia si ebbe anche grazie ad un cambio di prospettiva. Nel Rinascimento con i roghi ci si è sbarazzati di personaggi come Giordano Bruno. Filosofi che non amavano lavorare. Allo stesso modo oggi l’Arabia Saudita si libera dei giornalisti.

Ma il Rinascimento, ieri come oggi, ha permesso l’introduzione delle Riforme. In passato quella Luterana, oggi quella del lavoro.

Il modello arabo ha influito anche sulla scelta che ha portato Renzi a sabotare il referendum abrogativo sulle trivelle del 2016. Invitando all’astensione ha contribuito al non raggiungimento del quorum. Trivellare è importante per cercare petrolio e metano, produrre combustili e dipendere sempre meno da altri stati. Dopo la vittoria del referendum, Renzi dice di aver brindato con i 10 mila lavoratori del settore. Il sindacato dei lavoratori, annegato. Oddio, ha negato.

Referendum e abbandono della politica

Nel 2016 Matteo Renzi ha deciso di indire un referendum sulla Riforma Costituzionale. Prima del voto ha dichiarato più volte che avrebbe concluso la sua esperienza politica nel caso in cui avesse perso il referendum. Così è stato e Renzi ha mantenuto la parola. Dopo aver perso le elezioni, Renzi ha fatto delle scelte strategiche per abbandonare progressivamente la politica. Una decisione immediata avrebbe avuto ripercussioni sulla propria immagine e sulla sua attività di conferenziere.

L’uscita dal Pd, la fondazione del nuovo partito Italia Viva, la scelta di far cadere il secondo governo Conte, l’appoggio a Draghi, il sabotaggio del DDL Zan sono tutte mosse che servono ad abbandonare lentamente la politica per dedicarsi ad altro.

Dopo la politica?

In molti ci chiediamo cosa farà Matteo Renzi dopo l’abbandono della politica italiana e dopo #RenziFaiSchifo. La presa di potere dei talebani in Afghanistan e la passione di Renzi per i Rinascimenti, potrebbe riservare sorprese.

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