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Ritorno al futuro (1985), per la regia di Robert Zemeckis, racconta la scoperta di una macchina che permette di viaggiare nel tempo. Letto in superficie, è una commedia fantascientifica brilliant e popolare. Ma certe opere d’arte, come spesso accade nella cultura contemporanea, sembrano attingere — magari anche involontariamente — a un immaginario archetipico e iniziatico profondo. Leggerle in chiave esoterica non significa svelare un complotto, ma riconoscere che i simboli della tradizione sopravvivono nel cinema pop.
Il film è ambientato a Hill Valley, un nome che ha una chiara assonanza con la parola inglese Hell (inferno). E proprio dalla “valle dell’inferno” inizia il viaggio di Marty McFly.
Hill Valley: la valle dell’incarnazione
Perché ambientare un viaggio iniziatico in una valle infernale? Perché l’inferno, nella tradizione esoterica e dantesca, non è solo il luogo della punizione, ma il mondo della materia, della semi-coscienza, del basso istinto. È la valle in cui l’uomo è costretto a incarnarsi per sperimentare, crescere ed elevarsi verso stadi evolutivi superiori.
Hill Valley rappresenta lo stato ordinario della coscienza: dominato dall’ego, dall’attaccamento alla materia, dalla ripetizione. Il “ritorno al futuro” di Marty è, simbolicamente, la possibilità di spezzare il ciclo di questo determinismo e accedere a una linea temporale superiore.
Plutonio e Marte: i metalli della trasmutazione
Il viaggio di Marty è reso possibile da una macchina costruita dallo scienziato “Doc” Emmett Brown e alimentata a plutonio. Anche solo fermarsi ai nomi evoca un’atmosfera alchemica.
Marty da Martino, devoto a Marte, pianeta associato al ferro, al colore rosso, alla lotta e all’energia attiva. McFly evoca il volo, il superamento della gravità terrena. Doc Brown: brown significa bruno, marrone, il colore della materia grezza, la terra. Abbiamo già due colori (rosso e marrone) e un metallo (ferro) che danno una forte connotazione alchemica all’opera.
Ma il metallo fondamentale è il plutonio, associato al pianeta Plutone e al colore nero. Astrologicamente e simbolicamente, Plutone governa la trasmutazione, la rigenerazione, la morte intesa come rinascita, l’occulto e i metodi per contattare l’astrale. Ed è proprio l’astrale l’associazione più forte al viaggio nel tempo.
L’astrale, nelle tradizioni esoteriche, è il luogo dove non esistono più barriere temporali, dove non c’è distinzione tra futuro, presente e passato. È il piano in cui le coscienze si recano quando abbandonano il corpo in particolari esperienze mistiche. Il viaggio astrale è l’iniziazione per eccellenza delle scuole misteriche dell’antico Egitto.
Per approfondire il significato della trasformazione alchemica, puoi consultare la nostra Mappa concettuale dell’alchimia.
Per comprendere meglio la natura del piano astrale e il superamento dei limiti spazio-temporali citati nel film, consulta la nostra guida ai 10 film più visionari su viaggi astrali e sogni lucidi.
Il Tempio dei Pini Gemelli e il varco del tempo
Il luogo d’incontro tra Marty e Doc è il Twin Pines Mall, il centro commerciale dei pini gemelli. Il pino, essendo un albero sempreverde, è da sempre simbolo di immortalità e di iniziazione.
I due pini richiamano le due colonne del tempio iniziatico (Jachin e Boaz). Il centro commerciale in cui avviene il primo viaggio nel tempo diventa così il tempio dell’iniziazione in cui l’adepto accede per la prima volta a stati di coscienza superiori, facendo l’esperienza della morte-rinascita.
A permettere il funzionamento della macchina del tempo è il flusso canalizzatore (flux capacitor), un componente che per forma e nome ricorda il sacro Delta, il Logos, i principi che reggono l’universo materiale e quello spirituale. Per approfondire il concetto di Logos come suono e principio vibrante, puoi leggere Cos’è il Logos? Significato, storia e interpretazione esoterica del Verbo.
Numerologia del viaggio: dal 7 all’8
La numerologia in questo film è ossessiva e ricorre morbosamente. Quando Marty arriva al centro commerciale (il tempio dell’iniziazione), l’orologio dell’insegna indica l’ora 1:15, che un istante dopo scatta diventando 1:16.
Per riduzione teosofica:
- 1:15 diventa 1+1+5 = 7. Sette è il numero dell’uomo realizzato attraverso il percorso iniziatico.
- 1:16 diventa 1+1+6 = 8. Otto è l’incontro tra il mondo fisico e quello spirituale, l’unione tra il quadrato umano e il cerchio divino (come nell’architettura di Castel del Monte).
Il passaggio dalle 1:15 alle 1:16 rappresenta l’accesso, per una coscienza individuale, a mondi superiori attraverso il percorso iniziatico.
I numeri 7 e 8 si ripetono morbosamente nel film:
- 17 gli anni di Marty (1+7=8)
- 1:24 l’orario sull’insegna della Bank of America (1+2+4=7)
- 25 anni nel futuro (2+5=7)
- 88 miglia orarie necessarie per il salto temporale (8+8=16 → 1+6=7)
Quando Marty torna dal passato, con la macchina del tempo, sfonda la vetrina dell’Assembly of Christ. Un dettaglio che sembra indicare come il sapere iniziatico nulla abbia a che fare e debba competere con il dogmatismo delle religioni istituzionali.
“Dove andiamo noi non servono strade”: la non-fisicità dell’iniziazione
Straordinario il finale. Quando Doc torna dal futuro con la macchina del tempo, invitando Marty e Jennifer a seguirlo per sistemare una cosa nel futuro, entrati in macchina, Marty fa notare a Doc che non c’è abbastanza strada per la rincorsa dell’auto. Doc risponde: «Dove andiamo noi non servono strade».
Una frase che indica la non-fisicità dell’oggetto d’interesse e del percorso iniziatico. Il vero viaggio non ha bisogno di strade materiali, perché avviene nella coscienza. Non a caso la macchina del tempo, alla fine del terzo film, viaggerà su rotaie sospese nel vuoto, eliminando ogni ancoraggio alla terra.
Conclusione
Leggere Ritorno al futuro come un’allegoria iniziatica non significa ridurre il film a un puzzle di simboli, ma riconoscere che la cultura pop, spesso senza saperlo, racconta le stesse verità delle tradizioni esoteriche: che l’uomo è prigioniero di una linea temporale determinata dalla materia e dall’ego, che esiste un modo per uscirne attraverso una trasmutazione interiore, e che il vero viaggio non è nel tempo, ma nella coscienza. Dove andiamo noi non servono strade: perché la meta non è un luogo, ma uno stato.
Approfondimenti
- Il Codice da Vinci: simboli esoterici e percorso iniziatico nel film di Ron Howard
- Cos’è il Logos? Significato, storia e interpretazione esoterica del Verbo
- Mappa concettuale dell’alchimia: principi, fasi e simboli della Grande Opera
- Mappa concettuale dei simboli esoterici: guida visuale
- Glossario dell’esoterismo: i principali termini spiegati in modo chiaro
Domande frequenti
Non nel senso di appartenere a una tradizione iniziatica, ma nel senso che usa sistematicamente un immaginario alchemico e iniziatico: metalli, pianeti, numeri, colonne del tempio, viaggio astrale. La sua struttura narrativa segue un percorso di trasmutazione.
Il plutonio è associato a Plutone, pianeta della morte-rinascita, della trasmutazione e dell’occulto. Nel film è il carburante che permette il viaggio nel tempo, che simbolicamente equivale al viaggio astrale delle tradizioni esoteriche.
Hill Valley ha assonanza con Hell (inferno). Simbolicamente rappresenta la valle della materia, il mondo dell’incarnazione in cui l’uomo è costretto a vivere in stato di semi-coscienza prima di intraprendere il percorso di risveglio.
Nella numerologia esoterica, 7 è il numero dell’uomo realizzato attraverso l’iniziazione; 8 è l’incontro tra mondo fisico e spirituale. Il passaggio da 1:15 (7) a 1:16 (8) rappresenta l’accesso a stati di coscienza superiori.
Indica la non-fisicità del percorso iniziatico. Il vero viaggio non avviene nello spazio materiale, ma nella coscienza: non ha bisogno di strade, perché la meta è uno stato interiore, non un luogo.