Sogni e stati di coscienza: dal sonno alle esperienze non ordinarie

Ogni notte attraversiamo stati profondamente diversi da quello in cui ci troviamo durante la normale veglia. Ci addormentiamo, sogniamo, ci svegliamo senza ricordare nulla oppure conserviamo immagini estremamente vivide. A volte ci accorgiamo di stare sognando. In altri casi sperimentiamo paralisi del sonno, immagini ipnagogiche o sensazioni così realistiche da sembrare avvenute fuori dal sogno.

Anche da svegli la coscienza può assumere configurazioni differenti attraverso meditazione, trance, ipnosi e altre pratiche.

Sogni e stati di coscienza è il percorso di Magozine dedicato a queste esperienze: dal funzionamento del sogno alla lucidità onirica, dall’interpretazione simbolica alle esperienze extracorporee, fino allo studio degli stati modificati della coscienza.

L’obiettivo non è riunire fenomeni diversi sotto un’unica spiegazione. Al contrario, vogliamo capire che cosa li distingue, dove si incontrano e come vengono interpretati dalla ricerca scientifica, dalla psicologia e dalle tradizioni spirituali.

Coscienza, sonno e sogno

Essere addormentati non significa necessariamente essere privi di esperienza.

Durante il sonno l’interazione con l’ambiente esterno diminuisce fortemente, ma la mente può continuare a produrre immagini, emozioni, percezioni e vere e proprie esperienze narrative.

I sogni possono comparire in diverse fasi del sonno e assumere caratteristiche differenti. La ricerca sul rapporto tra sonno e coscienza permette proprio di confrontare momenti in cui l’esperienza sembra assente con altri in cui ritorna in tutta la sua ricchezza nonostante il corpo continui a dormire.

Il sogno è quindi molto più di un racconto che ricordiamo al mattino: è uno degli stati attraverso cui possiamo studiare la coscienza stessa.

Sogni lucidi: sapere di stare sognando

Nel sogno ordinario viviamo gli eventi senza renderci conto della loro natura.

Possiamo trovarci in una città impossibile, parlare con persone morte o volare senza chiederci perché.

Nel sogno lucido, invece, avviene qualcosa di particolare:

il sognatore comprende di stare sognando mentre il sogno è ancora in corso.

La lucidità non coincide necessariamente con il controllo. Si può sapere di stare sognando senza riuscire a modificare la scena oppure acquisire gradualmente la capacità di interagire con l’ambiente onirico.

Il sogno lucido rappresenta uno dei fenomeni più interessanti del rapporto tra sogno e coscienza perché introduce nel sonno una forma di autoconsapevolezza normalmente associata alla veglia.

Nel nostro approfondimento Sogni lucidi: guida completa alla consapevolezza onirica trovi tecniche di induzione, ricerca scientifica, differenze rispetto a paralisi del sonno e OBE, libri, film e altri materiali dedicati all’onironautica.

Ricordare i sogni

Prima ancora di interpretare o diventare lucidi, esiste un problema molto semplice: ricordare ciò che abbiamo sognato.

La memoria onirica varia moltissimo.

Alcune persone ricordano più sogni quasi ogni mattina. Altre hanno l’impressione di non sognare mai, anche se più correttamente dovremmo dire che non ricordano le proprie esperienze oniriche.

Prestare attenzione al momento del risveglio e annotare subito ciò che rimane può aiutare a sviluppare una memoria più stabile.

Il diario dei sogni diventa così uno strumento trasversale: serve a riconoscere temi ricorrenti, simboli, emozioni e quei particolari elementi che, nella pratica del sogno lucido, possono diventare segnali capaci di farci capire che stiamo sognando.

Nella pagina Risorse gratuite di Magozine puoi scaricare gratuitamente il nostro Diario dei sogni.

Interpretare i sogni

Una domanda diversa è:

che cosa significa ciò che sogniamo?

Da Freud a Jung, la psicologia ha sviluppato interpretazioni differenti del sogno.

Freud attribuiva grande importanza ai desideri, ai conflitti e ai meccanismi dell’inconscio. Jung ampliò il discorso al simbolo, agli archetipi e al processo di individuazione.

Le neuroscienze contemporanee studiano invece il sogno anche attraverso memoria, emozioni, attività cerebrale e funzionamento delle reti neurali.

Questi approcci non sono necessariamente intercambiabili.

Una cosa è chiedersi come il cervello generi il sogno; un’altra è chiedersi che significato possa avere una determinata immagine per il sognatore.

Su Magozine sviluppiamo l’interpretazione soprattutto attraverso il rapporto tra emozione, simbolo, biografia personale e psicologia del profondo.

Un sogno non dovrebbe quindi essere interpretato attraverso un semplice dizionario nel quale ogni simbolo possiede sempre lo stesso significato.

La casa, il mare, un animale o un viaggio assumono senso anche in relazione alla storia e alle emozioni della persona che sogna.

Il linguaggio simbolico dei sogni

I sogni sono uno dei luoghi nei quali il pensiero simbolico emerge con maggiore forza.

Una porta può indicare una possibilità.

Un viaggio può rappresentare trasformazione.

Una casa può essere percepita come immagine della propria interiorità.

Ma queste associazioni non costituiscono formule automatiche.

Il simbolo possiede una dimensione culturale e, nello stesso tempo, personale.

Per questo l’interpretazione dei sogni si collega anche ad altri percorsi di Magozine dedicati al simbolismo, agli archetipi e alla psicologia del profondo.

Stati di coscienza

Il sogno è soltanto uno dei modi in cui l’esperienza cosciente può trasformarsi.

Durante la giornata e nel corso della notte attraversiamo continuamente configurazioni differenti:

  • veglia;
  • sonnolenza;
  • sonno;
  • sogno;
  • stati ipnagogici e ipnopompici;
  • sogno lucido.

A questi possiamo aggiungere stati legati a:

  • meditazione;
  • ipnosi;
  • trance;
  • pratiche contemplative;
  • particolari stimolazioni sensoriali;
  • sostanze psicoattive.

Non esiste una classificazione universale che disponga tutti questi fenomeni su una semplice scala.

Meditazione, sogno e ipnosi, per esempio, non sono semplicemente differenti “quantità” della stessa coscienza: modificano aspetti diversi dell’attenzione, del senso del sé, della percezione del corpo e del rapporto con l’ambiente.

Nel nostro approfondimento Stati di coscienza: cosa sono, tipi e stati alterati affrontiamo nel dettaglio veglia, sonno, ipnagogia, meditazione, trance, onde cerebrali e modelli contemporanei di esplorazione della coscienza.

La soglia tra veglia e sonno

Uno degli stati più interessanti si manifesta proprio mentre ci addormentiamo.

Nella fase ipnagogica possono comparire immagini, suoni, volti, pensieri frammentari e sensazioni corporee insolite.

È una zona di confine.

Non siamo più completamente svegli ma non siamo ancora immersi in un normale sogno.

Durante il risveglio avviene un processo analogo, chiamato stato ipnopompico.

Queste transizioni sono importanti perché alcuni fenomeni che vengono interpretati come insoliti o misteriosi possono manifestarsi proprio sulla soglia tra sonno e veglia.

Paralisi del sonno

La paralisi del sonno ne è l’esempio più evidente.

La persona acquisisce consapevolezza ma non riesce temporaneamente a muovere il corpo.

Possono inoltre comparire:

  • sensazioni di presenza;
  • figure o ombre;
  • suoni;
  • pressione sul corpo;
  • impressione di fluttuare;
  • percezione di trovarsi al di fuori del corpo.

L’esperienza può essere molto intensa.

È anche uno dei punti di contatto tra lo studio del sonno e quello delle esperienze extracorporee.

Questo non significa che paralisi del sonno e OBE siano lo stesso fenomeno, ma aiuta a comprendere perché alcune esperienze possano presentare caratteristiche comuni.

Esperienze extracorporee

Nelle Out of Body Experiences, normalmente abbreviate in OBE, una persona riferisce che il proprio punto di vista o senso del sé sembra trovarsi fuori dal corpo.

Può avere l’impressione di osservarsi dall’esterno oppure di muoversi in un ambiente mentre il corpo rimane immobile.

La ricerca neuroscientifica studia le OBE anche nell’ambito della coscienza corporea, cioè dei processi attraverso i quali costruiamo il senso di trovarci all’interno di un corpo e di osservare il mondo da una determinata prospettiva. Alterazioni di localizzazione del sé e prospettiva in prima persona sono centrali nella descrizione delle OBE.

L’esperienza soggettiva, tuttavia, non decide automaticamente quale interpretazione sia corretta.

OBE e viaggio astrale

I termini OBE e viaggio astrale vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma indicano due livelli differenti.

OBE descrive innanzitutto una fenomenologia:

la sensazione di trovarsi fuori dal corpo.

Il viaggio astrale aggiunge generalmente un’interpretazione spirituale o esoterica: la coscienza, o una componente non fisica dell’individuo, si separerebbe realmente dal corpo.

Alcuni autori sostengono questa interpretazione.

Altri spiegano l’esperienza attraverso il funzionamento della percezione corporea, del sonno e del cervello.

Esistono anche persone che vivono OBE estremamente vivide senza attribuire loro una spiegazione definitiva; studi qualitativi recenti mostrano proprio una notevole pluralità nelle interpretazioni fornite da chi le sperimenta.

Il nostro approccio consiste quindi nel distinguere ciò che viene vissuto dalla spiegazione che viene data all’esperienza.

Robert Monroe e l’esplorazione della coscienza

Uno dei nomi più influenti nel campo contemporaneo delle OBE è Robert Monroe.

A partire dalle proprie esperienze, Monroe sviluppò un sistema per esplorare stati non ordinari della coscienza e fondò il Monroe Institute.

Il suo lavoro ha contribuito alla diffusione di:

  • esperienze extracorporee;
  • Gateway Experience;
  • Hemi-Sync;
  • Focus Levels.

Nel modello di Monroe, differenti configurazioni dell’esperienza vengono descritte attraverso una serie di Focus Levels.

Si tratta di una mappa sviluppata all’interno del metodo Monroe e non di una classificazione neuroscientifica universalmente riconosciuta.

Su Magozine ne parliamo anche attraverso la recensione di Viaggi lontani di Robert Monroe.

Meditazione e coscienza

Un altro grande percorso è quello della meditazione.

Meditare non significa necessariamente raggiungere uno specifico stato.

Esistono pratiche di concentrazione, osservazione aperta, visualizzazione e numerose tradizioni contemplative differenti.

La ricerca contemporanea mostra proprio la necessità di evitare di parlare della meditazione come se producesse una condizione unica; tecniche diverse possono modificare in modo differente attenzione, percezione del sé e attività cerebrale.

Nelle tradizioni spirituali vengono inoltre descritti stati di assorbimento, unità, silenzio interiore o dissoluzione dei normali confini dell’io.

La scienza può studiare le caratteristiche psicologiche e fisiologiche di queste esperienze.

Il loro significato metafisico rimane invece una questione differente.

Sogno lucido e meditazione

I due mondi possono incontrarsi.

Nel sogno lucido la consapevolezza emerge dentro il sogno.

Nella meditazione si cerca spesso di sviluppare una maggiore capacità di osservare ciò che accade momento per momento.

Alcune tradizioni, in particolare quelle legate allo yoga tibetano del sogno, cercano esplicitamente di mantenere la consapevolezza anche durante l’esperienza onirica.

Il sogno diventa allora non soltanto qualcosa da controllare, ma un terreno nel quale allenare presenza e consapevolezza.

Esperienza e interpretazione

Questo è forse il principio più importante dell’intero percorso.

Possiamo distinguere almeno tre livelli:

esperienza
ciò che una persona sente, vede o percepisce;

spiegazione psicologica o neuroscientifica
i processi attraverso cui proviamo a comprendere come l’esperienza possa formarsi;

interpretazione spirituale o metafisica
il significato che attribuiamo all’esperienza e ciò che riteniamo dica sulla natura della realtà.

Confondere questi livelli produce facilmente due errori opposti.

Il primo consiste nel considerare falsa un’esperienza solo perché non ne condividiamo l’interpretazione.

Il secondo consiste nel ritenere dimostrata una spiegazione metafisica soltanto perché l’esperienza è stata intensa e convincente.

Possiamo evitare entrambi.

Un’esperienza può essere profondamente reale per chi la vive senza che tutte le spiegazioni possibili siano automaticamente vere.

Una mappa per orientarsi

Il percorso Sogni e stati di coscienza raccoglie quindi diversi campi collegati ma distinti.

Sogni lucidi

Consapevolezza durante il sogno, tecniche di induzione, ricerca scientifica, onironautica, libri, cinema e cultura del sogno.

Sogni lucidi: guida completa alla consapevolezza onirica

Interpretazione dei sogni

Simboli, emozioni, memoria, Freud, Jung, psicologia del profondo e strumenti per osservare il proprio mondo onirico.

Interpretazione dei sogni: significato, simboli e metodo

Esperienze extracorporee e viaggio astrale

OBE, sensazione di separazione dal corpo, Robert Monroe, William Buhlman, Michael Raduga e differenti interpretazioni dell’esperienza extracorporea.

Esperienze extracorporee (OBE) e viaggio astrale: cosa sono e differenze

Stati di coscienza

Veglia, sonno, ipnagogia, meditazione, trance, onde cerebrali, stati modificati, Gateway Experience e Focus Levels.

Stati di coscienza: cosa sono, tipi e stati alterati

Questi quattro percorsi dialogano tra loro, ma non devono essere confusi.

Il sogno come laboratorio della coscienza

Ci addormentiamo ogni notte e proprio per questo tendiamo a considerare il sonno qualcosa di ordinario.

Eppure nel giro di poche ore possiamo perdere il contatto con il mondo esterno, costruire intere realtà oniriche, dimenticarle, recuperarne frammenti e perfino diventare consapevoli di trovarci dentro un sogno.

Lo studio del sonno mostra che la coscienza può essere presente anche quando siamo largamente disconnessi dall’ambiente e che sogno e veglia condividono più caratteristiche di quanto l’intuizione possa suggerire.

Le esperienze non ordinarie aggiungono altre domande.

Dove collochiamo il nostro senso del sé?

Come costruiamo la percezione del corpo?

Perché la meditazione può cambiare il modo in cui percepiamo noi stessi?

Che rapporto esiste tra sogno lucido e normale coscienza di veglia?

Che cosa accade durante una OBE?

Non tutte queste domande possiedono una risposta definitiva.

Ma proprio per questo sogni e stati di coscienza costituiscono un unico grande territorio di ricerca: un luogo d’incontro tra neuroscienze, psicologia, filosofia, esperienza personale e tradizioni spirituali.

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