Scuola: in quarantena l’ora di religione non discrimina

All’atto dell’iscrizione scolastica, per tutte le scuole di ogni ordine e grado, se i nostri figli non vogliono seguire l’ora di religione cattolica (IRC) dopo aver barrato la casella con la dicitura “non si avvale dell’IRC” bisogna scegliere fra varie opzioni per lo svolgimento dell’ora alternativa, ed una di questa riguarda la non frequenza della scuola durante l’ora di religione.
Tale scelta è quella più comoda per la scuola, ma la più difficile per i genitori se l’iscritto frequenta la scuola dell’infanzia o la primaria, in quanto i bambini non possono di certo allontanarsi dalla scuola da soli durante l’orario scolastico. Starebbe dunque ad un genitore, o ad un altro adulto con delega, il compito di prelevare e riportare i bambini a scuola, per ben due volte nell’arco della settimana. I genitori spesso lavorano entrambi, mentre l’adulto con delega viene designato a tale compito, solo in caso di emergenza, così la scelta dell’opzione ricade su quella dell’ “attività di studio individuale con assistenza di personale docente” che in molte scuole del sud si traduce però in un’ora di “parcheggio” in un’altra classe o in un’altra aula senza altri allievi, nella migliore delle ipotesi a disegnare. Due ore alla settimana della loro preziosa vita sprecate in questo modo, solo perché vengano assicurati i privilegi dei bambini figli di cattolici.

MA CON LA QUARANTENA PER DIFENDERCI DAL CORONAVIRUS TUTTO CAMBIA IN MEGLIO

I bambini esonerati dall’ora di IRC possono finalmente gestirsi l’ora alternativa come vogliono: mentre il resto della classe è in video conferenza con l’insegnante di religione, loro risulteranno semplicemente “non collegati” e saranno liberi di fare le più svariate attività: dallo schiacciare un pisolino ristoratore, a correre in giardino se ne hanno uno. Cantare sul balcone o aiutare gli adulti a cucinare. Guardare i cartoni in tv, giocare con le costruzioni. Colorare, disegnare, e chi più ne ha più ne metta. Finalmente, grazie alla scuola telematica l’ora di IRC non genera più discriminazioni fra le famiglie acattoliche.




Nasco a Napoli dove risiedo, nel 1969. Compio studi artistici; attualmente realizzo mostre della mia pittura per beneficenza. Sono sposata ed ho una figlia adolescente. Nel 2008 affronto un aborto terapeutico traumatico per la presenza di obiettori di coscienza, da cui pubblico quattro anni dopo, con la casa editrice Tempesta, il libro "Abortire tra gli obiettori", apro un blog con altre testimonianze e mi iscrivo ad un'associazione nazionale di donne per i nostri diritti. Sono agnostica.

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