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Storie di donne nell’antologia narrativa “Musa e getta”

Musa e getta è una raccolta di racconti di sedici scrittrici italiane su altrettante muse ispiratrici che hanno avuto un ruolo importante nella storia di alcuni uomini che hanno segnato la storia nell’arte o nella politica.

Musa e getta è un libro straordinario che raccoglie la storia di sedici donne scritta da sedici autrici italiane.

Un progetto che riscopre le donne

Musa e getta è un progetto ambizioso. Lo spiegano le curatrici Arianna Ninchi e Silvia Siravo nella prefazione del libro. Un’antologia di racconti raccolta in un questo libro edito da Ponte alle Grazie ma anche uno spettacolo teatrale, appena le restrizioni anti-covid lo permetteranno.
Musa e getta diventa un progetto aperto anche alla partecipazione dei lettori. Con Scrivi la tua musa, è possibile inviare un racconto per fare uscire dall’ombra la storia di una donna a tua scelta. Verranno selezionati dei testi che saranno raccolti in un e-book scaricabile dalle pagine Facebook e Instagram di Musa e Getta.
In questa recensione andremo a scoprire solo i primi cinque dei racconti dell’antologia. Li altri li scopriremo più avanti.

Krupskaja e il testamento di Lenin – Ritanna Armeni

Il primo dei racconti dell’antologia ci svela la figura di Nadežda Konstantinovna Krupskaja. Scritto in prima persona, racconta l’incontro tra la moglie di Lenin, Krupskaja, e Stalin dopo la morte di Lenin. Nadja Krupskaja ha chiesto di incontrare Stalin per chiedergli di rispettare le volontà che Lenin ha espresso nel suo testamento.
Il racconto è molto intenso ed esprime molto bene pensieri e preoccupazioni della moglie di Lenin quando entra in scena la rivale Inessa Armand che diventa stretta collaboratrice di Lenin.
Il racconto è scritto da Ritanna Armeni, giornalista che ha collaborato alla nascita del giornale “Il Manifesto” e conduttrice per tre anni di “Otto e mezzo”. Fu portavoce di Bertinotti segretario di Rifondazione Comunista e ha scritto diversi libri per Ponte alle Grazie.

L’anello magico dell’amore tra Pasolini e Maria Callas – Angela Bubba

L’anello magico è il titolo del racconto scritto da Angela Bubba in terza persona sull’amore tra Pier Paolo Pasolini e Maria Callas durante le riprese del film Medea del 1969. Un racconto ricco di dialoghi tra i due protagonisti lungo tutte le città (Cappadocia, Aleppo, Pisa e Grado) in cui vengono girate le scene del film Medea nel quale l’attrice Maria Callas interpreta la protagonista. Un amore che si traduce nel dono di un anello da parte del regista Pasolini a Maria Callas.
Angela Bubba è una giornalista e scrittrice arrivata finalista al Premio Strega del 2010 con il romanzo La casa edito da Elliot.

La relazione tra Salvador Dalí e Amanda Lear – Maria Grazia Calandrone

Il terzo racconto dell’antologia si chiama Il cielo nello specchio della toeletta ed è scritto da Maria Grazia Calandrone, poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga, attivista ed insegnante. Questo racconto, che sembra scritto apposta per il teatro, è un dialogo tra due personaggi stravaganti. Amanda Lear è stata per 15 anni musa e amante di Salvador Dalí, che l’ha seguita nel passaggio dal mondo della moda a quello della musica aiutandola a mantenere in piedi le voci sulle sue origini e sulla sua mascolinità. Leggere questo racconto porta il lettore a teatro immaginando i due personaggi sul palcoscenico mentre dialogano e si esprimono superbamente con un quadro sullo sfondo.

Pamela des Barres la groupie degli artisti rock – Elisa Casseri

Si chiama Groupieland il quarto racconto dell’antologia scritto da Elisa Casseri, scrittrice che ha vinto il Premio Riccione per il Teatro con L’orizzonte degli eventi. Groupieland è un viaggio psichedelico dentro la Casa del Futuro di Disneyland dove la protagonista ricorda le tappe più importanti della sua carriera da groupie. L’autrice racconta gli incontri di Pamela des Barres con Jim Morrison, Frank Zappa, Jimmi Page dei Led Zeppelin, Mick Jagger, passando per i concerti dei Beatles e dei Doors fino all’uscita dell’album delle GTO, la band tutta feminile di cui fece parte. Un racconto avventuroso ricco di aneddoti e di confessioni. Un racconto imperdibile per gli amanti del rock n’ roll.

Alene Lee la fidanzata di Jack Kerouac – Claudia Durastanti

Il quinto racconto dell’antologia si chiama Qualcosa di più, e qualcosa di meno scritto da Claudia Durastanti che ha vinto il Premio Mondello Giovani con Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra e finalista del Premio Strega con La straniera. Narra in prima persona la storia di una donna discendente dai nativi cherokee che si trasferisce a New York ed entra nel movimento giovanile degli scrittori della Beat Generation. Racconta al passato l’incontro e l’amicizia con lo scrittore omosessuale e di origine ebraica Allen Ginsberg. Ma l’incontro più importante di Alene Lee è quello con Jack Kerouac di cui sarà fidanzata e musa, ispidandogli il personaggio Mardou Fox ne I sotterranei. Le impressioni di Alene Lee su Kerouac sono molto particolari. Forse sono espresse dal punto di vista di una donna ferita che si è sentita utilizzata dalla penna di uno scrittore di grande successo. Ma non sarebbe giusto dire altro, questo racconto va letto per intero.

La storia delle donne in Musa e getta

Questa antologia è davvero riuscita perchè assolve con maestria a quello che è il suo scopo principale. Rispolverare la storia di donne che hanno vissuto relazioni importanti e che sono diventate muse di personaggi importanti della letteratura, dell’arte, della politica. Muse che hanno avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione di opere ma che, spesso, vengono dimenticate e finiscono in secondo piano. Attraverso questa narrativa si scoprono la storia e il ruolo di queste donne ma si scoprono anche aneddoti particolari, che, indipendentemente dall’interesse personale del lettore per determinati filoni letterari o musicali, riescono a suscitare un grande interesse attraverso una lettura poco impegnativa.
Assolutamente consigliata la lettura!

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