Una conquista di libertà. Lettere di educazione e indipendenza

Maria Montessori è universalmente nota per il metodo educativo da lei ideato, che sfidava le rigide convenzioni dell’epoca e che oggi è adottato in oltre 60mila scuole in tutto il mondo. In questa raccolta, Simone Lanza riunisce finalmente alcune rare lettere pubbliche e private della straordinaria scienziata che ha contribuito all’emancipazione femminile e alla formazione di migliaia di bambini e bambine. Una testimonianza lucida e di grande ispirazione. (dalla pagina della casa editrice)

Scrivere lettere per scrivere a se stessi

Quando mi è stata data la possibilità di recensire questo piccolo e tascabile volume de L’Orla, ne sono stato da subito coinvolto. Da tempo speravo di approfondire Maria Montessori oltre il suo famoso e diffuso (ma non sempre correttamente riprodotto) “metodo”. Il mio interesse per la pedagogia libertaria mi ha spesso portato a ragionare sui punti in comune e le differenze con l’educatrice, neuropsichiatra infantile e pedagogista marchigiana. Sugli aspetti del suo metodo e sulle “case dei bambini”. Tuttavia, in questa breve raccolta di epistole e discorsi, non si parla del “metodo Montessori”. Il volume è incentrato sulla “donna nuova”, di cui la stessa Montessori parla nel libro, e sulle sue idee su pedagogia, società civile dell’epoca, femminismo e diritti delle donne.

Teste piene o teste libere?

Vale di più una testa ben fatta che una testa ben piena.

MICHEL DE MONTAIGNE

Curiosamente, quasi in contemporanea con la lettura del libro, ho letto questo aforisma di Montaigne sul “Bollettino de la escuela moderna” di Francisco Ferrer. Tornando ai succitati punti in comune, direi quasi di resistenza rispetto alla scuola “tradizionale”, includo certamente l’attenzione verso le teste dei bambini. Quella differenza tra l’educazione e l’istruzione, tra l’assecondare gli innati desideri di apprendimento e l’indicare forzatamente una via decisa dagli adulti.

Le case dei bambini

Nell’introduzione di Simone Lanza – curatore del libro – si torna spesso sull’importanza che Montessori dava all’idea di miglioramento di società dal basso. La prima casa dei bambini nacque infatti nel quartiere San Lorenzo a Roma nei primi anni del 900. In una zona in cui la speculazione edilizia costringeva i ceti oppressi a vivere in condizioni igienico-sanitarie altamente disagevoli e privando quindi il bambino di ciò che è necessario per una curiosa e sana scoperta del mondo che lo circonda. Maria Montessori rifiutò l’idea lombrosiana della frenologia applicata ai bambini sottolineando come siano le condizioni sociali in cui si sviluppa l’essere umano a condizionarne la vita e non un’atavica fisiognomica, come sostenuto dall’antropologo tanto in voga e tanto caro ai razzisti e colonialisti esponenti della dinastia Savoia. La casa dei bambini intrecciò la vita di tutto il quartiere. Locali fatiscenti furono recuperati e autogestiti fornendo servizi alle madri e alle donne della comunità. Un modo per seminare dal basso (e verrebbe dire non solo come statura fisica) una società responsabilizzata, comunitaria e attiva.

sostieni

“Il cammino percorso dalla Montessori è il cammino della libertà. Gli strumenti che impiega sono la conoscenza ovvero la scienza. E la luce sotto la quale lavora è la luce dell’amore.”

TAT’JANA TOLSTAJA

Montessori femminista e pacifista

Ampio spazio viene dato alla coscienza politica di Maria Montessori. Una coscienza che se vista con il filtro contestualizzato dello storico potrebbe quasi essere definita militante. Montessori usa ogni occasione utile per battersi a favore del suffragio femminile. Il suo essere tanto appassionata quanto scientifica e razionale non è scalfito da una forte morale religiosa. Morale che personalmente ritengo limitante e in qualche modo contraddittoria con ciò che è stata la sua attività e non solo in quanto pedagogista. Una politica femminista che è anche consequenzialmente antimilitarista. La Montessori si spinge a immaginare un mondo senza confini, a esporre la sua idea di “donna nuova” che oggi potremmo descrivere come naturalmente antipatriarcale.

[…] a traverso l’educazione scientifica del bambino – a traverso lo sforzo di proteggere la natura creatrice dell’uomo e di aiutare l’espansione dei suoi poteri: poteri soprattutto di equilibrio, d’orientamento – e di adattamento al fatto che l’umanità è tutta unita.[…]

Maria Montessori sulla sua candidatura al Premio Nobel per la pace 1949

Conclusione

Il volume è facile e veloce da leggere. Una buona compagnia per un breve viaggio in treno. Un libro che ispira riflessioni sulla trascurata e sottovalutata figura dell’essere umano nella sua età più importante; l’infanzia.

La nostra società capitalista è così assuefatta alla produttività che non ci si accorge di quanto questo condizioni la nostra vita. Riflettiamo poco sul fatto che quando gli esseri umani non sono ancora o non sono più mezzi di produzione diventano banalmente o “semilavorati”, per un futuro ingresso nella catena di montaggio sociale (bambin*), o scarti di produzione (anzian*).

“Ma il bambino è il cittadino dimenticato. Tutti i problemi dell’umanità dipendono dall’uomo stesso. Se si trascura l’uomo nella sua formazione, nessun problema sarà mai risolto [..]”

MARIA MONTESSORI nel suo messaggio in occasione dell’ VIII congresso internazionale Montessori

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

Iran: primo giorno di sciopero generale

Prossimo articolo

Il regime iraniano minaccia le donne che non portano l’hijab

Ultimi articoli di Recensioni libri

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi