Viaggio di Nearco per la sostenibilità e la sopravvivenza

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Entrambi si chiamano Nearco. Uno è stato il più grande cavallo di galoppo di ogni tempo, l’altro apparteneva alla guardia del corpo a cavallo di Alessandro detto il Magno, un corpo di elite, gli Eteri. Fu geografo per caso.

Nearco, il cavallo, ha lasciato una discendenza vincente unica.

Nearco, il geografo per caso, ha lasciato descrizioni uniche dei luoghi visitati di cui non abbiamo che frammenti o riportati da altri scrittori.

Mi piace immaginarli assieme, il cavallo che trasporta il geografo, in questo viaggio dove le soluzioni di un problema possono essere varie, contradditorie, estreme, ma tutte logiche o anche unite in una folle mezcla.

Il Pianeta Mangiato

Mauro Balboni nel suo Il Pianeta Mangiato – La guerra dell’agricoltura contro la Terra ci raccontò “Si chiamava agricoltura. Oggi è una industria dai molti danni collaterali: ha inventato una pandemia, la globesità; si beve il 70% dell’acqua dolce del pianeta; ha sconvolto cicli geochimici planetari; è tra le cause del riscaldamento globale. Dobbiamo cambiarla. Ma non sappiamo come, combattuti tra l’ottimismo dominante della crescita continua (ribattezzata all’occorrenza “sostenibile”) e l’idealizzazione del cibo pre-industriale (che sfamava 1 miliardo di persone, ma forse non i 10 miliardi del 2050). Mentre incombe la sfida finale, all’incrocio più pericoloso della civilizzazione umana: produrre cibo su un pianeta caldo e ostile, con sempre meno terra fertile ed acqua per irrigare. Dove il grano per la pasta potrebbe arrivare dall’Artico, i pomodori dai tetti del vostro quartiere e le proteine sintetiche dai batteri di un laboratorio.”

Il pianeta mangiato
Il pianeta mangiato

No, non è un romanzo di fantascienza, è uscito nel 2017 e non dava soluzioni, presentava il problema da grande esperto della materia quale è. Presto uscirà il seguito con una serie di soluzioni percorribili, ma non è detto che lo siano. Il baratro è sempre più vicino. La soluzione al problema, questo è un mio parere, con le conoscenze tecnologiche attuali è solo una.

La popolazione mondiale

Non si deve arrivare a 10 miliardi di perone nel 2050, a quella data dovremmo essere (meglio dovranno) meno di 5 miliardi. La soglia ideale per ricostruire il tutto sarebbe di 3,5 miliardi. Pensate che sia impossibile? No, sintetizzo e dico che la strada che si sta percorrendo è quella. Tranne l’Africa dove viene previsto un raddoppio della popolazione, nel resto del mondo la tendenza è la soglia di 2 figli per coppia. Soglia di mantenimento, ogni frazione inferiore è una diminuzione e accelerata.

La popolazione mondiale è in una fase di rallentamento della crescita, non credete a macro dati ad minchiam, leggetevi le statistiche del mitico Calendario Atlante De Agostini 2022, si proprio quel libro dal copertina rossa dal piccolo formato che tutti almeno una volta hanno tenuto in mano e sfogliato. Dal rallentamento si passa alla stasi e subito dopo alla diminuzione e accelerata. Non servono molti anni.

calendario de agostini
Calendario De Agostini

Questa è la mia soluzione e dettata da dati disponibili e da una politica di globalizzazione che è suicida. Siamo sull’orlo del baratro e continuiamo a ballare come se fosse sempre festa. Meglio, ci stanno raccontando che è sempre festa e tutto l’anno.

Vai Nearco cavallo, vai veloce e vinci, hai sempre vinto e per 14 gare, vai con in groppa Nearco geografo che racconta quello che vede nel viaggio di ritorno dall’India. Entrambi ci avete lasciato grandi cose, noi cosa lasceremo? Probabilmente niente. Chi verrà dopo di noi dovrà vivere di ricordi di altri, di imprese che diventeranno dei miti, di leggende.

Ma no, non sarà così. Per qualche misterioso colpo di coda ci siamo sempre salvati dal baratro e all’ultimo secondo. Le strade da percorrere sono solo nella nostra fantasia che spesso viene superata dalla realtà.

L’energia, il cibo ed altri pianeti vivibili

Le leggi della fisica ci dicono che è necessario una qualche forma di energia perché si possa vivere.

Noi conosciamo e bene quella che ci mantiene in vita e che ci fa muovere, il cibo. Cibo che non è solo carburante, è anche tanto altro, infatti ne esiste e ce ne nutriamo di quasi infiniti tipi. Fosse solo carburante ne esisterebbe solo uno. E’ tanto altro, è il sale della vita.

Ma a quali condizioni se ci siamo già mangiati questo pianeta?

Inizieremo, in attesa di aver fatto rinascere questo pianeta, a nutrirci di cibo artificiale?

Oppure troveremo, li stanno cercando da decenni, pianeti vicini e lontani che possano essere trasformati in Nuove Terre? Si, sarà possibile, ma qui andremo incontro a problemi ben più grossi. Ci espanderemo nello spazio, l’homo sapiens è un conquistatore. Ma siamo sicuri di essere gli unici esseri senzienti sia come intendiamo noi, sia come può essere inteso da altre razze (termine che non rappresenta niente, può essere qualsiasi cosa)? A quel punto cosa faremo, cosa succederà?

La storia della nostra Terra ci racconta quanto di terribile abbiamo fatto; e solo nel corso degli ultimi 2.000 anni.

Nearco ci presenta L’arca della Salvezza

I Nearco ci conducono nel primo dei tre volumi della Trilogia Salvation che è appena uscito per Urania. Salvation – L’Arca della Salvezza di Peter F. Hamilton.

Molteplici scenari che si intrecciano in modo apparentemente contradditori, ma raccontano una realtà e disegnano futuri vari e tutti uniti. Ma siamo ancora indietro. Nessuno fin ad ora ha raggiunto le vette di quello che è il più grande dei visionari di fantascienza, parlo di Liu Cixin e della sua trilogia. Ma su questo ne parlerà meglio a suo tempo DB (labottegadelbarbieri.org).

E’ come i Nearco che viaggiano in mondi sconosciuti e incontrano piante, animali, natura e uomini che non sanno descrivere con chiarezza perché “alieni” al loro mondo.

La storia degli sciapodi o monopodi

Quando furono viste, dagli occidentali, persone che giravano con un ombrello sopra alla testa per proteggersi dal sole furono poi trasformati in quel mitico popolo che aveva un piede solo per camminare e uno sulla testa per proteggersi dal sole. Non sono passati mille anni da quando questi libri di viaggi raccontavano di esseri strani.

Se la soluzione sarà i viaggi interstellari o intergalattici o tra universi infiniti e paralleli allora dovremo confrontarci con il carburante che infinite specie usano.

Memorie di un cuoco d’astronave

I Nearco si imbarcano in un viaggio intergalattico e a contatto con civiltà che usano carburante diverso e strano. Ma ci viene in aiuto la strabordante fantasia di Massimo Mongai nel suo capolavoro Memorie di un cuoco d’astronave, ma anche qui non è altro che riprendere quanto già vissuto e visto e trasportato in altri universi.

memorie
Memorie di un cuoco d’astronave

Noi, pur con tutta la fantasia possibile, non siamo in grado di prevedere cosa incontreremo e se incontreremo qualcosa. Io me lo auguro, non potrà mai essere peggio di quanto siamo in grado di fare noi.

Siamo al termine, il baratro è li, non si vede nessuna soluzione e tornare indietro è impossibile, non abbiamo lasciato niente.

La fine di Geronimo degli Apache

I Nearco sono con Geronimo e gli ultimi apache, non sono stanchi, non sono delusi, sono solo arrivati alla fine, Alvaro Enrigue, solo con il titolo, Adesso mi arrendo e questo è tutto  racconta la fine di Geronimo, degli Apache di una intera nazione. Geronimo non si arrende al nemico, non combatte, non fa niente, se ne va nei verdi pascoli dove c’è spazio, tranquillità, gioia e sogna la liberazione [tributo a Verdi Pascoli di Fabrizio de Andrè].

Adesso mi arrendo
Adesso mi arrendo e questo è tutto

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