Voci dall’Est Europa. Cosa succede in Serbia?

Da circa un anno e mezzo questo paese sta attraversando vari tumulti contro il presidente Aleksandar Vučić.

Quadro generico del Paese

La Serbia è fondamentalmente un paese corrotto. Non è facente parte dell’UE. Vučić è stato segnalato dalla DEA Statunitense (Autorità Americana di controllo della Narcotici) ha segnato e messo Aleksandar Vučić, il fratellastro Bratislav Gasic “Bata Ga Su”, come i tre più grandi spacciatori di stupefacenti dei Balcani. Tutto dipende dal Presidente Vučić dalla magistratura alle forze dell’ordine e ancora chi lavora nel pubblico sono orientati verso Vučić. Anche i manifestanti pro Vučić vengono attirati a suon di bibita e panino.. e loro come pecore vanno senza un minimo di dissenso o che pensassero con la propria testa.

Perché la Gen Z protesta? Un po’ di storia

Tutto ebbe inizio per una pensilina caduta alla stazione di Novisad, ha ucciso ben 16 persone ma allo stesso tempo ha acceso la più grande miccia che questo paese abbia mai visto. È anche inevitabile che faccia qualche paragone con l’Italia perché i totalitarismi sono dappertutto uguali alla stessa maniera.

Pensilina/Ponte Morandi per citarne uno. Dietro al crollo di quella pensilina infatti, i cittadini serbi soprattutto i più giovani, studenti e studentesse (gli anziani no, accettano Vučić perché da loro una buona pensione) che da più parti del mondo sembra bruciare lo stesso fuoco della protesta, avevano visto anche altro cioè corruzione, appalti opachi ecc.

È una storia che andrebbe raccontata a fondo, anche nella sua genesi perché davvero a volte una semplice pensilina di una stazione ferroviaria può rispecchiare i mali del paese. La pensilina era degli anni sessanta e molto vecchia. Era stata ristrutturata da un’azienda cinese ma l’azienda ritiene di non averla ristrutturata realmente, non era stato previsto la ristrutturazione di quel pezzetto, niente controlli, niente collaudi, nessun permesso era stato completato e dietro ai lavori su questa pensilina poi crollata c’è una catena di responsabilità poco chiare, accordi nebulosi, documenti mai resi pubblici scaricabarile vari fatto sta che da quel giorno, da quella tragedia gli studenti hanno occupato facoltà, organizzato sit in marce e blocchi in varie parti del paese.

Mi ritorna in mente sempre il Ponte Morandi. I procuratori hanno messo in piedi un fascicolo corposo sull’incidente e ad oggi 13 persone fra cui un ex ministro sono accusati del crollo della pensilina, però questa cosa non ha placato le proteste, per gli studenti non basta e vogliono processi veri e trasparenti chiedono un cambiamento del sistema e non dei semplici capi espiatori a chi addossare tutte le responsabilità di quel singolo fatto.

Stiamo parlando di un governo che tecnicamente viene definito un autoritarismo competitivo cioè vuole dire che non è un regime a tutti gli effetti perché c’è un’opposizione, ma è un governo in cui il gioco elettorale è pesantemente truccato da un sistema dei media controllati dal governo un clientelismo spinto, poteri molto concentrati nelle mani del leader o comunque del partito di governo il quale è sempre lo stesso da parecchi anni, si chiama SNS o partito progressista serbo che però nonostante il nome è un partito di destra nazionalista che esercita pressioni sistematiche su magistratura giornali e società civile da molti anni.

La repressione è inevitabile contro questo movimento, arresti, uso di lacrimogeni, stordenti, anche delle armi sonore, docenti sanzionati per aver sostenuto gli studenti e una martellante campagna di media e tabloid filo governativi per dipingere la protesta come teppista, violenta o come dice un nostro ministro “terroristi”.

Il tratto distintivo che contraddistinguono questi movimenti è la generazione Z ed protagonista dal Madagascar al Bangladesh, all’Indonesia ma in questo movimento c’è un unicuum che caratterizza questo movimento e che si sta proponendo come un’alternativa politica al governo quasi partitica.

Gli studenti infatti all’inizio rifiutavano la logica elettorale pensando di non poter competere con il partito di governo per via dei media filogovernativi perché tanto fondamentalmente vincono sempre loro, oggi in realtà dicono la cosa opposta vogliono creare e appoggiare una lista civica indipendente senza opposizione e l’idea che come ha spiegato il politologo serbo Florian Biber parla della student list come uno straordinario movimento democratico e pare che ancor prima che la lista venga ufficializzata i sondaggi stanno registrando un alto consenso per questa lista anche, prima che si sappiano i segnali ufficiali, le persone vogliono un’alternativa al governo di Aleksandar Vučić.

Le proteste, inizialmente studentesche, si sono poi estese anche ad altre categorie sociali, tutte unite dallo stesso obiettivo: presa di responsabilità e garanzia di trasparenza da parte della classe dirigente e un cambiamento politico radicale capace di rispondere alle esigenze dei cittadini. La nomina di Macut a primo ministro – non garantendo il cambiamento sostanziale richiesto dai protestanti, i cosiddetti blokaderi – non ha fermato gli studenti dal protestare e, soprattutto, dall’esigere elezioni anticipate e democratiche.

Studenti e altri gruppi civici hanno lanciato l’azione Raspiši pobedu (“Dichiara vittoria”), una campagna di raccolta firme in tutto il paese per sostenere la richiesta di elezioni anticipate e sondare il livello di sostegno sociale alle loro rivendicazioni. Il 28 dicembre 2025 questa iniziativa ha visto la presenza di oltre 500 stand e punti di raccolta in oltre 100 città e paesi, con l’obiettivo di raccogliere non solo firme ma anche contatti e supporto per strutturare una possibile forza politica alternativa. Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti del movimento, sarebbero state raccolte oltre 400.000 firme; secondo i calcoli della presidenza, solo il 7% di quanto dichiarato dagli studenti.

Questa strategia rappresenta un passaggio chiave nel movimento di protesta: non più solo manifestazioni e blokade, ma un’articolazione politica più concreta e organizzata, con studenti che raccolgono decine di migliaia di firme e che dimostrano la capacità di una mobilitazione strutturata.

La sera dello stesso giorno il presidente Vučić ha presenziato allo smantellamento delle tende allestite di fronte al parlamento serbo da un gruppo di studenti contrari al movimento di protesta, ai quali il presidente ha riconosciuto la brillante idea di “difendere la Serbia sovrana e indipendente” e il merito di aver fatto fallire “la rivoluzione colorata” nel paese.  

L’Autorità americana di Controllo della Narcotici nota come agenzia di polizia-intelligence del Ministero della Giustizia della DEA degli Stati Uniti, ha segnato e messo Aleksandar Vucic, il suo fratellastro Andrej Vucic e Bratislav Gasic “Bata Ga šu”, come i tre più grandi spacciatori di stupefacenti dei Balcani. Detto questo. Considerando le sempre maggiori pressioni sociali, dopo aver ringraziato il movimento di contro protesta, il presidente Vučić ha annunciato che il 2026 sarà anno elettorale e ha indicato che le elezioni parlamentari anticipate potrebbero essere indette tra ottobre, novembre o dicembre 2026.

“Solo che non saranno così contenti quando si avranno i risultati”, ha commentato beffardo. In questi giorni la discussione sulle elezioni anticipate in Serbia continua ad essere centrale nella scena politica nazionale: cosa aspetta Vučić a indire ufficialmente? Secondo il politologo Dejan Bursać, il partito al governo, il Partito Progressista Serbo (SNS) questa volta, semplicemente, non ha possibilità di vincere le elezioni.

Proprio per questo, Vučić ha dichiarato che non ha intenzione di candidarsi per la carica di primo ministro e se i sondaggi dovessero rivelarsi estremamente negativi per l’SNS, si vedrebbe costretto a farlo.

Vučić e la sua quasi normale decaduta

“Secondo un sondaggio condotto a settembre dall’organizzazione non governativa per il monitoraggio elettorale Crta, la lista studentesca è sostenuta dal 44% dei cittadini, mentre il blocco guidato da Vučić dal 32%”, si legge su Radio Slobodna Evropa. La forza della lista studentesca sta nel riuscire ad unire i cittadini trasversalmente, oltre la classica contrapposizione tra destra e sinistra: già diversi partiti di opposizione, tra cui il Partito Democratico e il movimento di estrema destra Dveri, hanno dichiarato di sostenere la lista studentesca. 

Finalmente si va al seggio

Dopo più di un anno di proteste, gli studenti serbi ottengono elezioni anticipate. Secondo quanto dichiarato dal presidente Aleksandar Vučić, si dovrebbero tenere tra ottobre e dicembre 2026.  “Insomma anche i morti andranno a votare“.

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Mi chiamo Chiara e sono figlia dell"isola del Sud est Sicilia. Iscritta all''associazione più anziana d'Italia, l'ANPI per una questione di famiglia e di attivismo dal 2018 dove inizia anche la mia passione per la scrittura. Mi diletto in un coro di canti del Sud Italia e del Mondo. Mi definisco "ricercatrice di anarchia" per descrivere il mio pensiero. Scrivo cose su Magozine.

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