“Ma la quantità di deficienza che si è prodotta a sinistra in 30 anni è allucinante leggo cose che mai mi sarei immaginato da gente che mai avrei immaginato. Ma ricominciate da Marx, da Bakunin e da Gramsci. Vi siete formati politicamente cu Fazio e Saviano.”
Eccovi spiegato in maniera chiara e senza fronzoli quel che è successo a Torino durante la manifestazione per lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il doppio standard di governo e della propaganda di regime sui fatti di Torino.
La polizia ammette la presenza di almeno 15.000 persone, gli organizzatori del corteo parlano di 50.000. Una cosa è certa, sabato 30 gennaio per le strade di Torino, hanno protestato diverse migliaia di persone.
Il corteo è stato pesantemente preso di mira dalla polizia schierata in corso Regina Margherita con un numero considerevole di lacrimogeni e con l’utilizzo di un’idrante contro i manifestanti. Stesso modus operandi a Genova contro gli operai della Fincantieri ed Ilva. Le immagini mostrano manifestanti rannicchiati a terra che tentano di coprirsi la testa mentre i poliziotti continuano a manganellare.
In un altro video la polizia si rifiuta di soccorrere un signore che sanguina copiosamente. L’uomo sessantenne, vittima della violenza statale, non ha ricevuto nessun cordoglio, visita o stretta di mano da parte della presidente del consiglio. Altre immagini mostrano il fotografo Federico Guarino preso a calci, pugni e manganellate.
L’uomo che ha ripreso la scena conferma come il Guarino stesse semplicemente registrando le azioni dei poliziotti. Il fotografo è stato inoltre identificato dalla polizia e “invitato” a non filmare più.
Viaggio nel passato con la macchina del tempo in data 1926??
Infine il poliziotto che viene preso a calci e pugni da quattro facinorosi a viso coperto. “Hanno stato gli anarchici insurrezionalisti” blatererà la stampa successivamente. E il governo tutto e la sedicente opposizione che fa?
Si interstadiscono sul poliziotto ventinovenne e padre di un figlio. Poliziotto che probabilmente aveva manganellato qualche altro manifestante. Addirittura la presidente del consiglio lo va a trovare in ospedale. E invece il signore gravemente sanguinante e il fotografo preso a calci e pugni dalla polizia?? No quelli no!!! Devono rimanere nel silenzio. Che vergogna.
È veramente triste vedere i post di molti “politici dell’opposizione” che difendono il poliziotto quando fino all’altro giorno cantavano bella ciao contro CasaPound. RIDICOLI. Anche a “sinistra” hanno molta confusione.
La storia insegna ma non ha scolari
Continuo a scrivere la stessa frase da giorni: la storia insegna ma non ha scolari.
L’omicidio brutale di Giorgiana Masi, uccisa con un proiettile calibro 22 durante una manifestazione pacifica del 1977 a Roma dei Radicali. Su questo crimine, nel 1981, fu ammessa la dichiarazione di impossibilità a procedere poiché sono rimasti ignoti i responsabili del reato. Giorgiana si è uccisa da sola. Come Giuseppe Pinelli, come le (auto)torture della scuola Diaz come Stefano Cucchi, Aldrovandi e Carlo Giuliani. Adesso questo tipo di affermazioni crea diversi problemi:
1) La politica italiana tutta, anche l’opposizione, non accenna minimamente ai migliaia di manifestanti che si trovavano a Torino. I 10 manifestanti che aggrediscono i poliziotti vengono fatti passare come rappresentativi di chiunque manifesti contro le scelte del governo e insorge subito l’etichetta “sono stati gli anarco – insurrezionali”. Il messaggio che passa è chiaro: chi manifesta contro il governo è gente violenta. Il dissenso è violenza. Il dissenso viene criminalizzato. Ad oggi, ogni manifestante, sì mi ci metto pure io, per il ministro Salvini sono/siamo dei “fottuti terroristi”.
2) Il governo italiano (e tutti i media mainstream controllati dal governo) non accenna minimamente al contesto di quel video dei manifestanti feriti: vi parla di poliziotti buoni e gentili che dal nulla vengono presi a calci dai “terroristi” che osano scendere in piazza. Si parte sempre da una manifestazione pacifica. Si aggiungono successivamente dopo i facinorosi. Tutto questo ovviamente ha uno scopo ben preciso: giustificare la futura militarizzazione delle strade italiane.
Ed infine c’è lei: la democrazia italiana (o quel che ne resta) giorno dopo giorno peggiora, si prepara ad affrontare nuovi colpi, si sente parlare apertamente di “militarizzazione delle strade”. Era iniziata con un presidente del senato coi busti di Mussolini in casa (ma eravamo noi quelli pesanti, esagerati) poi si è passati ai manganelli sugli studenti e ai lavoratori e alla censura della Rai.
Scommetto che Ranucci l’anno prossimo passerà a La7. Ora siamo al punto che anche quella stessa Rai viene utilizzata per manipolare gli eventi e preparare il terreno alla militarizzazione dell’Italia. Concludo con una domanda: andando avanti su questa linea fascista cosa si vuole ottenere di preciso? Puoi essere di destra democratico ma non fascista. Se lo sei ti spezzo le gambe. E ti faccio veramente male.